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Paperino e gli asteroidi


Giovedý 7, Marzo 2013
in  Stella Stellina



Alcune storie del celebre papero disney-ano, scritte negli anni '60, contengono sorprendenti anticipazioni di ipotesi che i planetologi hanno partorito solo di recente. Paperino forse li ha ispirati, perché non dedicargli un asteroide? Più di una generazione di appassionati dal fumetto dovrebbe esser grata a Paperino per le splendide ore di divertimento e relax passate a leggere le sue mirabolanti avventure, ricche di ingenuità e di saggezza di satira pungente e di romantica melaconia. La sua ostinata sfortuna e la sua ancora più ostinata tecnica ne hanno fatto un eroe non privo di illustri precedenti letterari; rispetto ad essi il fumetto naturalmente amplifica i tratti ironici e caricaturali, sveltisce il ritmo della narrazione e mescola nel disegno gli aspetti fantasiosi e paradossali con quelli minutamente realistici, rendendo la lettura rapida, godibile ed esilarante. Penso che a Cervantes Paperino sarebbe molto piaciuto!


Ma che cosa c'entra Paperino con questo argomento privilegiato, l'astronomia? Paperino puó insegnarci qualcosa, e che le sue capacità nel prevedere ed anticipare alcune scoperte della moderna planetologia appaiono addirittura stupefacenti. Proprio nell'ottantesimo anno della sua nascita mi è sembrato divertente, per non dire doveroso, portare a conoscenza della comunità astronomica in generale, gli importanti contributi dati dall'avventuroso papero al nostro campo di ricerca. Gli asteroidi negli ultimi trent'annni hanno cambiato faccia. Non in sè stessi, naturalmente, ma nell'immagine che della loro natura e del posto che occupano nell'ambito del Sistema Solare si fanno i ricercatori. Solo verso le fine degli anni 70 si è cominciato a gettare luce sui complessi meccanismi di formazione ed evoluzione che hanno governato la storia di questi piccoli corpi e che ne hanno fatto un insieme di oggetti dalle proprietà fisiche fortemente differenziale. In particolare è stato via via evidenziato il ruolo preminente dell'ininterrotto processo di collisione reciproche tra gli asteroidi, dall'esito frequentemente distruttivo, si è capita l'importanza delle pur deboli forze di autogravitazione nel plasmare la forma di oggetti sempre più frammentati dagli impatti esterni, ed è stata prospettata la possibilità di trovare sistemi binari o multipli di asteroidi legati gravitazionalmente fra loro. La maggioranza dei planetologi accetta oggi l'idea che molti asteroidi di dimensioni medio-grandi (da un centinaio di Km in su) non siano enormi rocce monolitiche di forma fortemente irregolare, come si riteneva in precedenza, ma agglomerati di frammenti originatosi in seguito a impatti con corpi più piccoli, tenuti insieme dall'autogravitazione più che dalla rigidità del materiale roccioso. Eppure fino a meno di trent'anni fa l'idea che gli asteroidi fossero solo grosse pietre orbitanti era largamente diffusa, e nessuno immaginava per questi corpi minori del Sistema Solare una evoluzione complessa e differenziata come quella che sembra oggi possibile.


Nessuno? Non è proprio esatto; qualcuno aveva visto più in là degli altri. Paperino! Un esame scrupoloso delle vecchie storie del nostro eroe disneyano ha recentemente accertato che molte delle scoperte citate più di sessant'anni fa erano già state previste e addirittura inserite come scenario per le avventure dei paperi. Testo fondamentale a questo proposito deve essere considerata la storia 'Island in the Sky'; apparsa sulla rivista americana Uncle Serooge (Zio Paperone) nel 1960, e subito tradotta in italiano per Topolino con il titolo 'Zio Paperone astronauta'. Data la notevole importanza che questa storia riveste in questo contesto, mi sembra giusto riassumere la trama, estraendone nel contempo i momenti più scientificamente innovatori.


Come sempre, tutto nasce dalla necessità impellente da parte del ricchissimo e avaro Zio Paperone di trovare un luogo sicuro dove nascondere l'enorme quantità di dollari accumulati nella sua lunga carriera di finanziere e speculatore. Qualsiasi luogo del nostro pianeta sembra troppo esposto alle mire degli astutissimi ladri che costantemente sono in agguato, pronti a cogliere il minimo errore del vecchio papero.


Sfruttando la tecnologia da 'Star Wars' di una futuribile Paperopoli, Zio Paperone appronta una scalcinata astronave e accompagnato dagli inseparabili Paperino e Qui, Quo, Qua si lancia all'esplorazione del sistema del Sistema Solare. Superata l'ultima stazione spaziale nei pressi di Marte, i paperi iniziano la ricognizione dell'ancor inviolata fascia degli asteroidi. Che cosa meglio di uno di questi numerosissimi piccoli corpi saprà offrire rifugio al patrimonio di Zio Paperone? La ricerca dell'asteroide adatto comincia, e cominciano le sorprese; i primi asteroidi sorvolanti hanno forme stranissime simili a solidi geometrici più o meno regolari e complessi, asteroidi delle forme peculiari; conseguenze per le loro curve di luce e per i periodi di rotazione.


Gli asteroidi scoperti da Paperino anticipano di quarant'anni molte ipotesi, ma la storia continua, ecco che l'astronave ora rasenta oggetti simili a grossi macigni dalla forma allungata. La storia prosegue e la pattuglia dei paperi approda finalmente su un corpo celeste più grande coperto di vegetazione e colmo di ogni ben di Dio, un vero paradiso extraterrestre, Paperino e compagni, dopo mesi di vita stentata, si lasciano andare ad un giusto relax, cibandosi di gustosi frutti esotici ed oziando a piacimento. Il loro spirito esplorativo si assopisce, e solo più tardi si rendono conto di un'ulteriore sorprendente scoperta; l'asteroide non è isolato, ma ha un compagno più piccolo, brullo e roccioso che gli orbita intorno!


Anche l'esistenza degli asteroidi, binari era perció già stata prevista, ben prima del 1978 hanno della prima scoperta di asteroidi binari.


Sorvoleró sul resto della storia e sul suo finale patetito e colmo di buoni principi anticolonialistici, ma molto meno interessante dal punto di vista scientifico.


Vorrei concludere questo articolo, un po' meno serio di quelli usuali su questo giornale, con una proposta che ha un carattere più 'ufficiale' rivolta all'apposta commissione dell'Unione Astronomica Internazionale: perché non chiamare un asteroide scoperto recentemente col nome originale di Paperino, e cioè 'Donald Duck'?


Dopo quanto abbiamo letto e visto sinora, non mi pare un'idea particolarmente 'blasfema', anche considerando che esistono già asteroidi battezzati fanatica, Swissair, Cosìcosì, Eros, Camilla.


Umberto Paoli

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