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Polli veri e polli finti


Giovedì 9, Ottobre 2014
in  Leggere con gusto


Che figura di pollo. Che pollo che sei!


Se vogliamo offendere o ridimensionare una persona, la tacciamo di essere un pollo e di avere un cervello da pollo, magari ricorrendo alle parole di Carlo Emilio Gadda: 'Concludo col ripetere che è lavoro degno proprio di un cervello di pollo il mettere tanta diligenza di tiralinee nella 'faciada', nello scolaresco e banale prospetto, per lasciare poi sì scabbioso il resto e mandare derelitti i fianchi'. Fare il pollo è fare lo sciocco e far ridere i polli è comportarsi in modo goffo e ridicolo. Ne sanno qualcosa i personaggi di Pratolini : 'Che si fosse messa con Bob, non l'ho mai saputo, precisa che ti sei sbagliato, altrimenti stasera è serata, e i cazzotti ci si danno noi prima di loro, qui, subito...Non ti sembra che facciamo ridere i polli?'. Un'offesa ai veri polli? Ma si offendono i polli? Penso proprio di no, così tronfi e calmi, a passeggiare sulle aie e nelle stie intenti a beccare, non consci della loro breve vita. Per finire poi in modo regale in tavola. I nonni saggi recitavano: 'I polli, se gli si dà sempre il pastone di semola, non vengono a buon modo; ci vuole della vagliatura di grano o granoturco, allora sì che crescono a occhiate (a vista d'occhio) che bisogna vederli'.


Savinio, che non solo era grande in musica e pittura, era pure un appassionato di cucina, dando delle regole per cucinarli: 'Quando il pollo è fresco, lo si cucina alla diavola; quando è passato, lo si ammannisce alla cacciatora'.


Diavolo d'un pollo, verrebbe da dire, scoppiettante, agli antipodi del pollo freddo, detto di persona pavida e inetta, una metafora che Tommaseo usa per dare un bell'affresco di persona: 'Egli aveva mille ragioni: ma siccome è un pollo freddo, si è lasciato sopraffare dalla ciarla dell'avversario... E' un pollo, è un buon pollo'. Ma non è da meno il pollo novello, per indicare persona inesperta e goffa, che Moretti immortala: 'Costui era uno scrittore, diciamo, appena uscito dal bozzolo: meglio ancora un pollo novello'.


Nel piatto il pollo diventa altra cosa, arrosto o in forno, con accompagnamento di patate croccanti oppure con peperonata gustosa, è un piatto che onora, buono in tutta la sua interezza, dalle cosce alle ali alle zampe. Perfino bollito, che Montalbano considera scipito, è cibo dignitoso:


'Rapruto il frigorifero, ebbe un'amara sorpresa. Adelina gli aviva sì rimesso in ordine la casa, ma come mangiare gli aviva priparato solo mezzo pollo bollito. E che fitinzia era? Quello era un piatto da malati! Da oglio santo addirittura. S'assittó sulla verandina e ingoió il pollo lesso coll'aiuto di un intero barattolo di sottaceti'. Si sa, Montalbano preferisce i cibi piccanti, ma se lo avesse accompagnato con una salsa o un bagnetto, sarebbe stato altro mangiare e non l'avrebbe giudicato scipito.

 

cetta berardo

 

 

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