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Porri sì, porri no


Giovedý 4, Dicembre 2014
in  Leggere con gusto


A me i porri non piacciono, ma vista la vicinanza del luogo deputato per la loro rigogliosa presenza sul mercato, cioè Cervere, un po' mi sono riconciliata e abituata a vederli in tavola. Sono perfino belli , nella loro forma allungata e slanciata, con la parte finale a forma di bouquet: un contrasto tra il verde e il bianco, dove è il bianco a trionfare in tavola. Jean Jacques Sempé, disegnatore francese famoso per disegnare non cose reali, infatti i suoi caffè non esistono, così i suoi uomini, perché hanno qualche tratto grottesco, si cimenta con i gambi di porro: un gambo possiede uno, due o tre radicette, quello normale ne ha centinaia. I suoi, spelacchiati, hanno peró uno spazio privilegiato, sono infilati nelle borse della spesa, nei cestini delle biciclette e sono sempre a testa in giù e pare ci dicano: 'Nelle invisibili profondità di questa borsa, da cui solo io spunto con la mia estremità leggermente gonfia e scarsamente dotata di radici, si trova dell'altra povera verdura e, per essere precisi, cipolle, carote, patate, rape e un quarto di sedano, poi forse un trancio di carte di manzo con l'osso o un pollo da lessare'. In fondo la vita assomiglia a un gambo di porro, un po' sbilenca, un po' dritta, a seconda delle curve e delle sbandate, in bicicletta. Spelacchiata, per molti oggi,


I porri sono dolciastri e scialbi, m acquistano un potere e un'energia nelle espressioni popolari: essere come il porro è un complimento, significa avere vigore giovanile e possedere qualità amatorie insospettate. Cacciare, piantare il porro dietro a qualcuno significa imbrogliarlo, raggirarlo:' Italia, poverella, Italia mia, / che ti par di questi almi allievi tuoi/ che t'han cacciato un porro dietro via?' canta con sarcasmo Berni. E un anonimo del suo tempo aggiunge sornione: 'Che volete voi darvi in preda a qualche/ tenero garzonel, che al fin vi pianta/ un grosso porro, allor c'avrà da voi/ avuto il suo voler, nella scarsella, / e se ne vanti ancor per ogni loco?'.


Parlare, predicare fra i porri significa parlare a vuoto, raccomandare inutilmente.


La saggezza di Monti ci insegna: 'Gli è un predicare ai porri il raccomandarti di andar cauto nel dar fede all'autorità di codesta razza d'idioti'. Ma il porro è solo questo? Ce ne sarebbe ben donde, ma a noi interessa vederlo alle prese con i palati, di tantissimi che oggi lo consumano per via del suo prezzo abbordabile. Infine il porro è sempre stato il cibo dei poveri, setacciato e inseguito durante le carestie. Gli spaghetti con porri e zucca sono un mix di semplicità e genuinità: gli spaghetti mi ricordano Alberto Sordi e le sue mangiate pantagrueliche, la zucca la delicatezza e il porro il giusto colore nel piatto: basta far rosolare in padella porro e zucca, con uno spicchio d'aglio, una foglia d'alloro, un cucchiaio di panna. Se si vuole diventare 'energici', un pizzico di peperoncino. E così i porri mi hanno conquistata.

 

cetta berardo

 

 

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