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Prendetevi cura di me


Giovedý 24, Gennaio 2013
in  Libera-Mente



'Cos'hai Caterina? Perchè stai piangendo? Cos'è successo? Raccontami. Sono qui con te...'. Queste parole non sono che pensieri al vento. Come foglie d'autunno senza prato su cui posarsi silenziose. Non c'è nessuno in quella stanza. Le lacrime di Caterina solcano lente il suo viso. Si dissolvono sul tavolo. Come sarebbe bello se quel: 'Raccontami. Sono qui con te...' non fosse una fantasia e vicino a lei ci fosse davvero qualcuno capace di capirla senza giudicarla. Sarebbe persino un po' strano per una come lei, che non ha mai chiesto aiuto, che ha sempre anteposto i bisogni degli altri ai propri, che si è sempre sacrificata per il mondo intero.


Nascere in una famiglia numerosa, a quei tempi, era abbastanza normale. Il destino ha voluto che fosse proprio lei la maggiore dei propri fratelli e sorelle e la vita ha fatto il resto. In famiglia c'era a malapena il pane per tutti e, quei rari casi (magari a Natale) in cui una piccolissima barretta di cioccolato fondente capitava in casa, era una festa. Che fatica tagliarla in pezzettini così minuscoli da sembrare quasi trasparenti per tutti i fratellini e le sorelline. 'E per te Caterina? Non ce n'è più?'. 'Non ti preoccupare. Oggi non ho voglia...'


Abbiamo tutti bisogno di affetto, di cure, di sollecita attenzione, perchè la natura umana, vestita di mente e di corpo, si nutre di tutto questo dall'alba della vita. Non saremmo qui se non avessimo incontrato degli occhi innamorati capaci di pensarci. Delle carezze divertite nel plasmare la forma del nostro corpo. A volte è come se la vita ponesse davanti a questo cammino di bisogni innati, che continua anche nell'età adulta, ostacoli che non possiamo che amare, proprio come i fratellini che Caterina ha cresciuto, ma quanta sofferenza taciuta... Anche a lei sarebbe piaciuto sentirsi avvolta in un abbraccio capace di sorreggerla quando il mondo sembrava calpestarla, di rassicurarla quando la vita faceva paura, di rialzarla dalle cadute, ma questo è ció che lei è sempre dovuta essere per i suoi piccoli.


Oggi, in quelle lacrime, sta riversando il nero dell'incomprensione. Da molto tempo, ormai, prova dolori lancinanti estesi a tutto il corpo che nessun medico è ancora riuscito a curare. Per l'ennesima volta si è sentita dire: 'Signora, lei non ha niente. È sana come un pesce'. Caterina prova davvero dolore. Il suo corpo sta urlando al mondo quello che la vita le ha sempre negato e che non ha mai potuto trasformare in parole: 'Prendetevi cura di me...'.


fabio borghino

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