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Progetta con Dio


GIORNATA PER LE VOCAZIONI

Giovedý 18, Aprile 2013
in  Vita Ecclesiale



Domenica 21 aprile per il calendario liturgico è la IV domenica di Pasqua, detta 'domenica del buon Pastore', perché il brano del Vangelo parla di Gesù Buon Pastore. Nel 1964 papa Paolo VI scelse questa domenica per invitare a pregare per le vocazioni. E' quindi la 50a Giornata di preghiera, che quest'anno ha come tema: 'Le Vocazioni: segno della Speranza fondata sulla Fede'. Il tema è stato scelto dal Papa Benedetto XVI che aveva preparato un messaggio già diffuso nei mesi scorsi. Vorrei commentarne un passaggio che mi pare particolarmente significativo.


'Come avvenne nel corso della sua esistenza terrena, anche oggi Gesù, il Risorto, passa lungo le strade della nostra vita, e ci vede immersi nelle nostre attività, con i nostri desideri e i nostri bisogni. Proprio nella vita quotidiana continua a rivolgerci la sua parola; ci chiama a realizzare la nostra vita con Lui, il solo capace di appagare la nostra sete di speranza'. Ognuno è alla ricerca della realizzazione della propria esistenza; cerca cioè la soddisfazione dei propri bisogni. L'elenco delle proprie esigenze e desideri è molto lungo. Mi pare che in sostanza cerchiamo l'appagamento del bisogno di armonia con noi stessi, con l'ambiente che ci circonda e soprattutto con l'ambiente umano con cui interagiamo: la famiglia, gli amici, i colleghi, il gruppo, la società. Papa Benedetto dice: 'ci vede immersi nelle nostre attività, con i nostri desideri e i nostri bisogni'. Ognuno coltiva un progetto di vita, spera di poterlo realizzare; è quanto intendiamo col termine 'vocazione': mi pare di essere chiamato a realizzarmi in un determinato modo. Quindi vi sono tante vocazioni quante sono le persone umane. Ogni vita è una chiamata. Per il cristiano c'è peró una modalità particolare: 'ci chiama a realizzare la nostra vita con Lui, il solo capace di appagare la nostra sete di speranza'. Lo esprimo con altre parole: chi crede nel Signore Gesù e nel suo Vangelo è convinto che l'incontro con Gesù entra nella propria vita, la 'colora' con modalità particolari, risponde all'esigenza di un futuro positivo, al bisogno che le nostre speranze si realizzino.


Ne consegue che ogni credente in Cristo, ogni cristiano, ha una sua vocazione; 'Gesù, il Risorto... continua a rivolgerci la sua parola, ci chiama a realizzare la nostra vita con Lui'. Ci chiama cioè a renderci conto che realizziamo la nostra vita se siamo disposti a donarla, a convincerci che 'c'è più gioia nel dare che nel ricevere' (Atti 20,35). Essere cristiano significa pertanto seguire Gesù, percorrere la sua strada. Trovo significativo che negli Atti degli Apostoli più volte i seguaci di Gesù vengono denominati 'quelli della via'.


Tra le vocazioni alcune comportano una dedizione più radicale al servizio di Dio e dei fratelli. Sono le vocazioni di speciale consacrazione, sia riguardo il ministero (preti e diaconi) sia riguardo la vita religiosa (monaci e monache, religiosi e religiose). Si tratta di un servizio di amore al Vangelo e alla Chiesa, donandosi in modo incondizionato al Popolo di Dio, cioè alla gente. Ci rendiamo conto che queste vocazioni richiedono una temperatura spirituale elevata. Ed è per questo che siamo invitati a pregare, perché senza una forte esperienza di fede, senza un incontro profondo con Gesù queste scelte non hanno senso. Il fatto che siano molto rare queste vocazioni di dedizione radicale significa che la temperatura di fede delle nostre parrocchie è troppo bassa.


C'è motivo quindi per pregare e per impegnarci. Ognuno puó innalzare di qualche frazione di grado la temperatura spirituale delle nostre comunità. E' quanto si propongono di fare tante persone (vengono denominate 'Ostie sacerdotali' e 'Monastero invisibile'). Ma ciascuno di noi puó fare la sua parte, facendo entrare di più Dio nella propria vita.


Giuseppe Guerrini

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