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Psicanalisi a tavola


Giovedì 19, Marzo 2015
in  Leggere con gusto


La psicanalisi a tavola. Pare un déjà vu, tema inflazionato, ma ci puó essre una variante più... giocosa. Ce la presenta Donald Antrim, scrittore statunitense nel suo libro Il verificazionista. Il titolo è cacofonico, un po' ostico, un po' tecnicistico, ma il contenuto è surreale.


Una sera di aprile, gli specialisti di un istituto psichiatrico si ritrovano in una tavola calda, la Pancake House &Bar, locale tra Washington e Boston, specializzato in frittelle e dolci, per scambiarsi pareri professionali e cordialità varie. Una sorta di party tra kleiniani postfreudiani e psichiatri alcolizzati per discutere di metapsicologia classica e di teoria dell'attrito fra Sé e l'Altro. Ma Tom, lo psicologo promotore dell'iniziativa, porta troppo oltre l'informalità della serata e sta per innescare una guerra a suon di molliche di toast, quando un robusto collega lo afferra in una morsa, immobilizzandolo. Stretto fra le sue braccia, Tom ha una strabiliante esperienza di distacco dal corpo: levitando sopra i tavoli del ristorante passa in rassegna le gioie e i dolori del proprio matrimonio, vive una storia d'amore con la giovanissima cameriera, spia i flirt fra colleghi, cercando di offrire al lettore improbabili ed esilaranti prove della 'verificabilità delle esperienze emotive'.


Il mangiare diventa un gioco, attraverso cui Tom vede la vita da un'altra prospettiva. A suon di... frittelle o pancakes, semplici da preparare e con ingredienti semplici, che sanno d'infanzia e di ritorno all'infanzia: setacciate la farina in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale, un cucchiaino di zucchero e il lievito in polvere, separate gli albumi dai tuorli, montate con lo sbattitore elettrico i primi a neve e sbattete, sempre con le fruste elettriche, leggermente i secondi.


In un'altra ciotola mescolate il latte e il burro sciolto a bagnomaria, unite i tuorli, aggiungete gli ingredienti farinosi e, infine, gli albumi a neve, quindi mescolate. Versate un mestolo di composto roteando la padella per distribuirlo bene e fate cuocere da entrambi i lati. Ecco le frittelle.


Anche psicologi e dintorni hanno le loro debolezze, Freud l'immancabile caffè scuro e l'amato sigaro, a pranzo come in seduta, Jung il cioccolato. Ma non la Sacher che ha un'impostazione tutta freudiana! Per fortuna Sabine, la sua paziente - amante si ricordava sempre di inserire nella torta per il suo Carl noci tritate, cocco e liquore all'arancia. Un miscuglio straordinario di sapori dove non c'è più un centro, ma tutto è relazione. E il cibo, strumento di conoscenza di sé, sostituisce una seduta terapeutica!

 

cetta berardo

 

 

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