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Quali farmaci per l'Alzheimer?


Lunedì 7, Maggio 2012
in  La Memoria del Cuore


Quali sono i farmaci per la malattia di Alzheimer? Risponde Gianfranco Ghiberti, geriatra ASL CN 1. Nella malattia di Alzheimer la disponibilità dell'acetilcolina, una sostanza che i neuroni (cioè le cellule cerebrali) usano per comunicare tra di loro, diminuisce con conseguenti alterazioni prima dello stato cognitivo (cioè la memoria, il pensiero astratto) e nelle fasi più avanzate con i disturbi del comportamento quali l'apatia, l'agitazione, l'aggressività ecc. Sono state introdotte in terapia alcune molecole (anticolinesterasici) che permettono di aumentare la quantità di acetilcolina nelle cellule cerebrali e di migliorare le interazioni tra loro. Le cure che abbiamo attualmente a disposizione non sono in grado di restituire al malato uno stato cognitivo completamente normale, ma a volte possono migliorare la situazione esistente o rallentare la progressione della malattia. Queste molecole non funzionano in tutti i pazienti, in alcuni casi provocano importanti effetti collaterali e pertanto devono essere sospese. Le molecole attualmente in commercio sono la rivastigmina (nome commerciale Exelon o Prometax), il donepezil (Memac o Aricept) e la galantamina (Reminyl). Questi farmaci gradualmente incrementano i livelli di acetilcolina nel tessuto nervoso colpito dalla malattia e quindi permettono alle cellule ancora funzionanti di migliorare la loro efficienza. Lo specialista valuta caso per caso la risposta al trattamento, monitorizza semestralmente l'evoluzione della malattiamedianteuntest(Mini Mental Test) ed eventualmente puó provare a cambiare tipo di molecola perché alcuni soggetti, che non mostrano risposta ad un farmaco, possono invece rispondere ad un secondo trattamento. Attualmente il Sistema Sanitario Nazionale riconosce la rimborsabilità di questi farmaci per i pazienti colpiti da malattia di Alzheimer in fase lieve-moderata mediante compilazione di un piano terapeutico a cura delle Unità Valutativa Alzheimer. Nelle fasi più avanzate della malattia puó essere di giovamento un trattamento con la memantina (Ebixa). Questa molecola agisce con meccanismi diversi dai precedenti e l'effettiva utilità della terapia deve essere valutata dallo specialista. Nei casi molto avanzati di malattia ( punteggio al MMSE inferiore a 10) questi farmaci generalmente perdono di efficacia e possono essere sospesi. Un intervento nelle fasi più iniziali della malattia, quando i deficit sono molto lievi, puó aumentare le possibilità di rallentare la progressione dei deficit cognitivi e mantenere condizioni di autonomia per un intervallo di tempo più lungo.

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