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Quando il cibo è corale


Giovedý 21, Maggio 2015
in  Leggere con gusto


104 scrittrici provenienti da 100 paesi diversi hanno scritto ognuna un racconto.


Così è nato Novel of the world, il grande romanzo del mondo pensato per l'Expo e pubblicato da Mondadori.


Il tema è il cibo come nutrimento, memoria, radici.


Bella l'idea, bellissima la realizzazione, un'opera corale che parla di sapori, profumi e affetti. Ogni scrittrice va a ritroso nel tempo, affonda nell'infanzia, abbina a un ricordo un piatto e nascono delle storie.


Elif Shafak, scrittrice turca, racconta di come il suo palato non abbia mai amato i dolci, fin da bambina e per questo si sentiva diversa.


Ma ce n'è uno che le fa sciogliere il cuore, l'ashure. E' un dessert diverso, legato all'infanzia, alla figura della nonna.


'i miei ricordi dell'ashure si mescolano a profumi deliziosi: cannella in polvere, bucce d'arancia, chicchi di melograno'. Lei bambina osservava la nonna mentre lo mescolava lentamente mentre bolliva in un pentolone. Poi, appena pronto, lo distribuiva in ciotole e chiedeva alla nipote di servirlo ai vicini, andando di porta in porta: alcuni erano sunniti altri aleviti, alcuni curdi, altri turchi, una una famiglia armena e una signora ebrea. 'Per la nonna erano tutti uguali, Vivevamo tutti sotto lo stesso cielo, mangiando ashure dal calderone della vita'


Ashure, sinonimo di cibo cosmopolita: 'Ogni singolo ingrediente mantiene il suo sapore caratteristico ma tutti insieme parlano di armonia e cooperazione. Una combinazione affascinante di diversità e unità'. Quaranta gli ingredienti tra cui grano, riso, zucchero, nocciole tostate, pistacchi pinoli, uvetta, fichi secchi, albicocche secche, scorze d'arancia, acqua di rose e ancora cannella, mandorle, semi di melograno.


Non è ricetta semplice, ma è ricetta santificata dalla leggenda, Si dice che quando Noè era circondato dalle tenebre, ed era rimasto nulla da mangiare nell'Arca, chiese a ogni creatura di portare il cibo che aveva. Chi portó fichi, chi un pugno di riso, chi ceci, o una manciata di uvetta, noci o nocciole, 'Presi singolarmente, quegli ingredienti non avrebbero potuto sfamare nessuno. Ma cucinati insieme per ore in un calderone si trasformarono in un piatto nutriente'.


Ecco, il cibo dell'abbondanza, anzi della generosità: 'Quando lo fate, è importante che mettiate in gioco tutta la vostra generosità, perché è un dessert da condividere con il maggior numero di persone possibile'. E poi è sempre diverso. Due ricette non saranno mai uguali, dice Elif, perché ognuno mette quello che trova in cucina: 'Tutto quello che hai in cucina, tutto quello che hai nel cuore'.

 

cetta berardo

 

 

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