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Quando il ragno ci intrappola nella rete


Giovedý 24, Aprile 2014
in  Libera-Mente


Da tempo Alberto aveva perso il contatto con la realtà. Nelle rare volte in cui decideva di assecondare la madre e di mangiare a tavola con l'intera famiglia era un supplizio. 'Alberto ma sei qui? Cosa ti sta succedendo? Sono davvero preoccupata per te. È arrivato il momento di prendere provvedimenti. Sei sempre attaccato a quel computer. Maledetto il giorno in cui abbiamo deciso di comprartelo! Non studi più, non esci più... Ma mi stai ascoltando?!'.


Alberto faticava davvero a mantenere il contatto con il mondo reale da quando internet era entrato con prepotenza nella sua vita. Tutto è cominciato con il suo compleanno. Diciotto anni sono un'età importante e meritano un regalo significativo. Mamma Lucia e papà Maurizio, nella scelta, avevano pensato soprattutto a qualcosa di utile, anche in vista dell'università. Un computer portatile! Illuminazione! Mai avrebbero immaginato che, da quel giorno, Alberto non sarebbe più stato lo stesso...


'La cosa è nata per gioco. Era una cavolata. Il tutto consisteva nel mettere in piedi una fattoria virtuale partendo da un budget che sarebbe aumentato in base alle mie attività. Ho cominciato col piantare le carote virtuali, poi le cipolle, l'insalata... E ogni 12 ore dovevo controllare la crescita dei miei prodotti. Sentivo crescere dentro di me, giorno per giorno, il bisogno di prendermi cura del mio orto digitale. Mi faceva stare bene. Non ho mai avuto grosse soddisfazioni nella mia vita. Sembrerà strano, ma il senso di gratificazione e benessere che provavo era enorme. Finchè ho cominciato a non poterne più fare a meno'.


Alberto ha scovato anche altri giochi di questo tipo on line, ma la svolta è stata la riscoperta di facebook. 'E' come sentirsi parte di una comunità e, per me che sono sempre stato una frana nell'instaurare nuove relazioni, è stata una manna dal cielo. So di non essere un bel ragazzo, ma il bello di facebook è proprio legato al fatto che, finchè le relazioni rimangono virtuali, certi difetti si possono mascherare. Adesso, guardandomi dal di fuori, sto capendo che quella è stata l'illusione che mi ha incantato per mesi, intrappolandomi in questo circolo vizioso'.


Eh già Alberto. Arriva prima o poi nella vita il momento in cui non possiamo fare a meno di deporre le maschere che ci nascondono al mondo. La rete è una lama a doppio taglio. Piena di potenzialità, ma anche di rischi. Uno è stato quello in cui sei caduto tu. I circuiti della ricompensa e la dopamina hanno fatto il resto e la dipendenza da internet è diventata il tuo incubo peggiore.


Le persone del gruppo terapeutico che stanno condividendo con te questa sofferenza perchè ci sono passate, tuttavia, ti stanno anche regalando una nuova libertà: quella di vederti con occhi nuovi. Gli occhi di chi ha trovato, finalmente, il riconoscimento di visi amici in carne ed ossa. Questa è l'appartenenza più vera. Non sei più solo.

 

Fabio Borghino

 

 

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