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Radici e tradizioni


Giovedì 23, Aprile 2015
in  Leggere con gusto


Le radici altrove: mai titolo si rivela più adatto ai tempi e agli eventi dell'oggi.


Se radici significano identità e identificazione, il romanzo dell'esordiente sudafricana di origine indiana e di religione musulmana, Khan Shubnum apre un discorso sulle sue radici e sulla convivenza in Sudafrica di etnie e religioni differenti, in una variegata commistione di culture che hanno creato l'originale identità di questo paese africano.


La trama snoda amori, ricordi e frammenti di vita di tre generazioni di donne musulmane, di origine indiana, nate e cresciute in Sud Africa. Khadejaah, forte e generosa, abituata a lavorare duro, Summaya, sua figlia, delusa dalla vita e dall'amore, in bilico tra un passato doloroso e un presente difficile, infine la piccola Aneesa, creatura curiosa e affascinata dalla vita, che aiuterà la madre Summaya a riconciliarsi con il mondo e con se stessa. Tre diversi percorsi che s'intrecciano in un mosaico dove la quotidianità si tinge di sapori lontani e aromi nascosti. Sullo sfondo, c'è l'India dei ricordi, lontana e irraggiungibile. Spesso si incrociano i destini delle donne nella letteratura africana contemporanea forse per privilegiare una società matriarcale o forse per evidenziare la figura in ombra dell'uomo assente o traditore. Ed è spesso la solidarietà femminile che emerge prepotentemente come salvaguardia dagli accidenti della vita e come capacità di rimettersi in gioco.


Khadeejah trasfonde nella sua arte culinaria l'amore verso la vita e le persone, il suo attaccamento alla tradizione e il suo senso della bellezza, 'nei suoi cibi metteva il cuore e l'anima (mescolati a un pizzico di tristezza e d'amor perduto)'.


La saggia Khadeejah nel soccorrere una vicina di casa maltrattata dal marito le insegna che 'testa di uomo è dentro sua pancia', quindi se vuole che il marito si calmi deve imparare a cucinare bene e conclude: 'uomo con stomaco pieno non puó picchiarti. Stomaco pesante rende mano stanca' e se anche questo non bastasse, allora deve trovarsi in fretta un lavoro per essere indipendente.


Due paesi a confronto, l'India e il Sudafrica, entrambi nel cuore delle tre donne. Ma quali sono le loro radici? Difficile chiarirlo perché difficile è sentire l'appartenenza al luogo in cui uno vive. Ma la cucina ha il suo valore: i profumi indiani sulla tavola sudafricana, rappresentano un modo per riconoscersi e non disconoscere una parte della propria vita. Così i triangolini di sfoglia farciti, i samosa, servono per ridare anima alle persone: ci vuole la farina il sale, l'olio, l'acqua per formare la pasta, poi della cipolla e patate a dadini. Si modellano delle palline a cui si aggiungono coriandolo, cumino, zenzero, peperoncino rosso, succo di limone. Fritte, sono una bontà e una ventata di calore. Così quell'India irraggiungibile 'posto etereo, antico, povero, chiaroscuro pieno di terra umida e di urla di uccelli', sembra più vicina, il caldo nido dell'infanzia.

 

cetta berardo

 

 

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