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Ricette umorali bis


Giovedý 30, Luglio 2015
in  Leggere con gusto


Ci è ricascata e ha fatto bis. Lei è un personaggio fuori le righe, si chiama


Isabella Pedicini, una storica dell'arte che lavora a Roma nel campo dell'editoria. E' autrice di diversi saggi sulla storia della fotografia e dell'arte contemporanea, tra cui Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola, Mimmo Jodice. La camera incantata, Byblos. Una storia sensazionale. Poi si è data alla cucina con Ricette Umorali nel 2012 e oggi ha replicato.


Dopo le questioni esistenziali affrontate tra mestoli e fornelli nel primo volume, torna a parlare di cibo come base della nostra conoscenza, custode della memoria in senso proustiano, e cartina al tornasole delle nostre inclinazioni del momento. L'originalità del testo sta nello scandire i capitoli seguendo la geometria euclidea: ricette da cubo, da prisma, da parallelepipedo si alternano raccontando letture, esperienze, umori e spigoli del carattere di chi si mette a tavola o ai fornelli. Cezanne è il punto di riferimento: 'Bisogna trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva, in modo che ogni parte di un oggetto, di un piano, sia diretta verso un punto centrale...per noi esseri umani, la natura è più in profondità che in superficie'.


Stavolta le sue ricette surreali sono condite da storie di fuga all'estero, con conseguente fuga dei palati. Se fuori dall'Italia i cervelli trovano una dimensione ideale, spesso anche un lavoro, i palati invece non si rassegnano facilmente alla cucina degli altri paesi e preda di momenti di acuta nostalgia, sognano di nascosto lasagne, parmigiane ed arancini. Tra il drammatico risucchio delle escargot sulla Senna e gli aperitivi da telefilm, l'autrice ripercorre ricette italiane ed europee arricchendole con stati d'animo, suoni, colori, esilaranti battute sulle improbabili mode inevitabilmente connesse al cibo. Così la soupe a l'oignon diventa simbolo politico di riscatto sociale, la madeleine da supermercato lontana da Swann un'icona del marketing, mentre le braci di Sàndor Màrai diventa lettura indispensabile per fare un buon barbecue. Tra tutte, preferisco le ricette del Prisma, dall'umore allegro, leggiadro, andante con brio, che celebrano la più letteraria delle 'intermittenze del cuore', la madeleine: 'Sublimata in letteratura dalla mano di Proust, possiede un'aura a cui nessun dolce potrà mai aspirare: dal territorio della fisica è approdata a quella della metafisica', non più solo un dolce soltanto 'ma un morbido archetipo dell'inconscio collettivo'.

cetta berardo

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