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Sento ció che provi: empatia e neuroscienze


Giovedý 21, Giugno 2012
in  Libera-Mente



Il piccolo Gabriele è venuto alla luce due settimane fa, ma nella mente dei nonni rimarrà indelebile per sempre il ricordo del loro primo incontro. Vedendo per la prima volta il loro nipotino tra le braccia di mamma, gli incroci di sguardi non hanno avuto bisogno di parole e una lacrima condivisa ha solcato quel viso segnato dal tempo in una gioia incontenibile. L'empatia è proprio questo; percepire nella mente e nel corpo il vissuto di un'altra persona in maniera profonda ed autentica.


Per molto tempo si è pensato che questa attitudine dovesse implicare esclusivamente una sorta di impegno consapevole nella comprensione dell'altro, al di là di ogni giudizio morale. Questo aspetto è senza dubbio presente nelle manifestazioni dell'empatia. L'espressione: 'Quella persona è fortemente empatica', infatti, sta ad indicare una predisposizione all'immedesimazione negli stati d'animo altrui per una comprensione sincera, e questa capacità, per certi versi, puó essere ulteriormente sviluppata nel corso dell'esistenza.


L'elemento di spicco su cui si sono concentrate negli ultimi anni le ricerche neuroscientifiche, peró, si sofferma sugli aspetti innati dell'empatia. Una scoperta molto importante da parte di un gruppo di ricercatori italiani dell'Università di Parma (Gallese e Rizzolatti), infatti, ha dimostrato che il contatto empatico con le altre persone avviene in maniera immediata ed inconsapevole, sulla base delle percezioni dirette degli stati d'animo altrui. I gruppi di neuroni deputati a questa competenza innata sono stati denominati 'neuroni specchio' e sarebbero localizzati nella corteccia motoria pre-frontale. Scoperte nelle scimmie, queste cellule del cervello sarebbero in grado di attivarsi sia quando compiamo un'azione, sia quando osserviamo un nostro consimile compiere quella stessa azione di riflesso (da qui il termine 'specchio').


Insomma, l'evoluzione ci sta dimostrando quanto sia imprescindibile, per gli esseri umani, vivere di relazioni fondate sulla comprensione profonda dell'altro e questo fatto avviene (quantomeno nel corpo) in maniera immediata. Sarà poi una libera scelta quella di dare continuità a tutto ció in un incontro significativo.


Siamo molto più legati gli uni agli altri di quanto si creda e, in fondo, portiamo tutti nella mente e nel corpo frammenti di incontri che ci rendono ció che siamo.


fabio borghino

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