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Spalancate le porte a Cristo


DOMENICA 1° MAGGIO KAROL WOJTYLA SARÀ BEATO - Il Papa che ha sfidato l'angoscia del mondo

Giovedý 28, Aprile 2011
in  Vita Ecclesiale



E' stato chiamato l'atleta di Dio, il più grande missionario degli ultimi tempi, l'uomo, il pastore che ha gridato al mondo intero, per ben ventisette anni di Pontificato, dal più alto pulpito della Chiesa: 'Non abbiate paura... Aprite le porte a Cristo... Solo Lui sa che cosa c'è nell'uomo'.


Ha sfidato l'angoscia che incombeva sull'umanità, ha messo in guardia dalle ideologie, al di là come al di qua del Muro di Berlino, ma soprattutto ha vissuto tutto scommettendo su Gesù Cristo e sulla sua pretesa di essere il centro del mondo e della storia, l'unico significato adeguato alla grandezza ed alla drammaticità del destino umano.


Karol Jozef Wojtyla nasce il 18 maggio 1920 a Wadowice, secondo di due figli di Karol ed Emilia Kaczorowska che morirà nel 1929. Nel 1932 muore suo fratello e nel 1941 il papà Karol, lasciando lui totalmente solo in questo mondo. Lavora come operaio nelle cave di pietra di Zakrzowek. Nel 1942 frequenta i corsi alla facoltà di teologia dell'università Jagellonica lavorando alla fabbrica Solvay, come seminarista clandestino. Diventa sacerdote il 1° novembre 1946 a Cracovia e viene mandato a perfezionare gli studi a Roma, dove, nel 1948 consegue il dottorato in teologia con una tesi su San Giovanni della Croce. Torna in Polonia dove fa il coadiutore parrocchiale e nel 1953 si laurea all'Università Cattolica di Lublino con una tesi su Max Scheler. Diventa professore di teologia morale e di etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella facoltà di teologia di Lublino. Il 4 luglio 1958 Pio XII lo nomina Vescovo ausiliare di Cracovia. Come tale dal 1962 al 1965 partecipa alle sedute del Concilio Vaticano II. Il 18 gennaio 1964 viene eletto Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI. Il 28 giugno 1967 diventa cardinale col motto 'Totus tuus' segno della sua fervente devozione mariana.


Il 16 ottobre 1978, all'età di soli 58 anni, viene eletto Papa e prende il nome di Giovanni Paolo II. Il suo sarà il terzo pontificato più lungo della storia della Chiesa, dopo quello di San Pietro (30 anni) e di Pio IX (32 anni).


Ricordo quella diretta televisiva che seguiva con ansia il Conclave di quell'anno, l'anno dei tre Papi. Dopo la morte di Paolo VI il 6 agosto 1978, festa della Trasfigurazione, la comparsa di una meteora di luce che fu Papa Luciani, Giovanni Paolo I, il Papa del sorriso ed il dramma della sua improvvisa morte dopo appena 33 giorni di Pontificato.


L'Italia viveva tempi di profonda paura dopo l'attentato alla scorta dell'onorevole Moro, il suo rapimento, il suo assassinio ad opera delle Brigate Rosse. Lo Stato era minacciato dal terrorismo, erano gli anni di piombo. Ci mancava ancora la morte di Papa Luciani dopo appena 33 giorni per accrescere timori e incubi. Invece eccoti arrivare questa quercia polacca, un 'uomo venuto di lontano' come ha detto lui in un italiano ancora incerto ma sicuro nel pensiero e deciso nel cuore.


'Aprite le porte a Cristo', confidate in Lui che vince il male che è nel cuore dell'uomo, dirà nella sua prima enciclica, quella programmatica 'Cristo redentore dell'uomo'.


Gesù realizza l'umanità in modo pieno, non la limita, la compie in tutta la sua potenzialità. E' per essere uomini più felici e più veri che bisogna accettare Gesù Cristo e questi crocifisso e risorto.


Giovanni Paolo II si presentava pieno di novità, un Papa che amava far saltare il protocollo, stare con i giovani, ballare e cantare con loro. Sarà il Papa dei giovani, arrivava direttamente al loro cuore.


Intanto nella sua Polonia, nel 1980 nasceva Solidarnosc. Ricordiamo tutti le sconvolgenti immagini degli operai che, in ginocchio davanti ad un sacerdote, si confessavano, nei cantieri Lenin di Danzica, là dove il comunismo aveva scommesso di far sparire ogni religione, specie quella cattolica. Erano segnali di vera rivoluzione, la fede trionfava proprio nell'ambiente di lavoro dove sembrava imperare l'ideologia atea.


Il primo figlio spirituale di Karol Wojtyla era un operaio, Lech Walesa e i media occidentali si innamorarono presto di lui. Il nuovo Papa viaggiava all'ovest come all'est. Arrivava nella sua Polonia ancora sotto il regime comunista a predicare Cristo principio di umanità nuova, di libertà e di fraternità. I muri dell'ideologia e della politica cominciavano a tremare.


Nella Chiesa iniziava un processo di ripensamento delle mode post conciliari, troppo confuse e suddite della mondanità.


Il 13 maggio 1981, il proiettile sparato da Alì Agca in piazza san Pietro svelava l'odio del mondo e collocava Giovanni Paolo II sulla scia dei martiri.


Intanto usciva la 'Sollicitudo rei socialis' un enciclica che faceva da carburante alla locomotiva di Solidarnosc. Si sgretolava sempre più l'impero sovietico fino al crollo del muro di Berlino nel 1989. Il più grande e potente impero totalitario che la storia abbia mai visto si scioglieva senza spargimento di sangue. E' stato un immenso miracolo, riconducibile alla Madonna di Fatima che già nel 1981 aveva deviato la traiettoria di quel proiettile nel corpo di Papa Wojtyla.


Giovanni Paolo II agiva a 360 gradi senza guardare in faccia nessuno. Nei suoi numerosissimi viaggi in tutto il mondo, dall'America del nord quella del sud, dall'Europa alle Filippine, la sua voce tuonava contro ogni ingiustizia e menzogna, contro ogni sfruttamento dell'uomo e rovina della famiglia. Tutto l'umano deve essere ricondotto alla meraviglia del Vangelo per venire salvato, dentro e fuori la Chiesa.


E così l'ultima sua grande fatica è stata la preparazione dell'intera cattolicità al grande giubileo dell'anno 2000. Aveva chiesto la grazia di traghettare la Chiesa nel nuovo millennio ed il Signore gliel'ha concessa. La richiesta di perdono per gli errori compiuti dai figli della Chiesa lungo i secoli, le grandi encicliche sulla Trinità, su Maria e sulla dignità della donna, sul senso del lavoro e sull'unità della Chiesa, sulla missione dei pastori e sul delicato, fondamentale rapporto tra fede e ragione, elevano il suo pontificato ai vertici della grandezza storica di un san Leone Magno o di Papa Gregorio Magno.


Non possiamo a così poca distanza rischiare un giudizio storico su tanto lavoro.


Ma rimane nel cuore l'eco dell'immenso bene da lui compiuto, la sua penetrazione nel cuore di milioni di persone anche di altre fedi che hanno visto in questo Pontefice un campione di umanità.


Papa Giovanni Paolo II ha chiuso gli occhi a questo mondo la sera del 2 aprile 2005, alle ore 21,37, già nella ricorrenza liturgica della festa della Divina Misericordia da lui stesso voluta nella seconda domenica di Pasqua. Il Signore ha ascoltato il suo grido, la sua intensa invocazione alla Misericordia di cui ha tanto bisogno il mondo intero.


Se ai suoi funerali, l'8 aprile 2005, è stato moralmente presente il mondo intero e tanti semplici fedeli innalzavano in piazza san Pietro la domanda 'santo subito', cioè era segno della vox populi. Giovanni Paolo II, il giovane e robusto operaio, il filosofo, lo sportivo e l'attore, lo studente polacco che ha conosciuto il dramma dei due totalitarismi del secolo breve e che ha percorso tutta la salita ai gradi della gerarchia ecclesiastica, è soprattutto un tesoro di Dio entrato nel cuore dei giovani di tutti i continenti.


E' interessante notare come egli si sia tenuto al fianco il cardinale Joseph Ratzinger per oltre vent'anni, senza lasciarlo andare a riposo. Troppo decisivo il suo peso sul piano culturale per tutta l'immensa mole di lavoro che ha dovuto svolgere. E la Divina Providenza ha portato al soglio pontificio proprio questo braccio destro di Papa Wojtyla, quel decano del Sacro Collegio che tanto ha lavorato con Giovanni Paolo II nell'amore a Cristo ed alla sua Chiesa.


Benedetto XVI non ha avuto difficoltà a scavalcare il protocollo ed aprire subito la causa di beatificazione del suo predecessore. Il miracolo della guarigione è accaduto, ma quello più grande ancora è la luce, la speranza che Giovanni Paolo II ha portato in milioni di cuori in tutto il mondo. Mai la Chiesa di Cristo, è stata tanto splendente di bellezza, di amore e di santità come in questi tempi, ai vertici della sua visibile struttura.


alberto girello

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