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Straordinarie cuiette!


Giovedì 11, Dicembre 2014
in  Leggere con gusto


Gnocchi di Castelmagno o gnocchi di Entracque? Non è una sfida, ma certamente concorrenza è. In questi giorni le cuiette di Entracque hanno il loro momento di gloria, preparate per l'8 dicembre, in onore della Madonna das Cuiette.


Sia gli uni che gli altri sono morbidi e liquorosi, in bocca, la differenza la fa il condimento. Con l'omonimo formaggio i primi, con salsiccia e sugo al pomodoro i secondi.


Sono buoni gli uni, appetitosi gli altri e ben si sposano con l'opulenza delle tavole prossime natalizie. Ipercalorici, grossi, tondi, sazianti quelli di Castelmagno, non belli a vedersi. Lorenzo de' Medici, di palato fino, esteta anche a tavola, cantava: 'Facciam ancor bracciatelli ed i gnocchi, / non grati agli occhi, anzi pien di bernocchi: /paion duri di fuor, quando li tocchi,/ ma drento poi riescon meglio assai'.


Giovanni Arpino, scrittore braidese per via di madre, che frequentava uomini del mondo dell'arte, pittori, scultori, attori, eternó Tino Buazzelli, l'attore dal corpo immenso e dalla potenza della parola, renitente alle regole della vita ma scrupoloso osservatore dei tempi del teatro, in un ritratto che concede all'uomo la generosità e le debolezze dei grandi. 'Era un principe rinascimentale un po' accattone come i veri principi, che non esitavano a passare dai saloni alle stalle, che non accettavano di programmarsi e di essere programmati'. Grandioso nel dramma brechtiano La vita di Galileo, gigante sulla scena, Buazzelli era anche un gourmet eccezionale, amante dei riti della tavola e del cibo, senza regole ed infingimenti. '-Prendiamo solo una minestra di cicoria- suggeriva tremebondo. Poi mangiava un vitello, venti uova, via via crescendo in coraggio e tentazione'. Mai cibo fu così ben onorato come gli gnocchi serviti a Buazzelli in casa Arpino. Il piatto è di quelli che saziano, le palline incavate di patate e farina magari impreziosite da una spolverata di tartufo o da una colata di fontina fusa sanno di pienezza, suscitano sentimenti di amicizia e di ospitalità.


Le cuiette sono più gentili, dalla forma affusolata e allungata, richiedono destrezza di mani, ma ingredienti poveri, farina, patate, un uovo. Preparate e allineate, sembrano tante candele in attesa di essere accese. Si animano nel piatto, se sopra c'è un sugo concentrato, rosso rosso, con un filo di olio d'oliva. Uniscono l'estetica al sapore. Esistono poi gli gnocchi alla romana, famosi e diffusi in tutta Italia, ma che forse oggi risulterebbero un po' indigesti. E i cugini meno noti non sarebbero contenti dei versi del Bellini: 'Come tutti fratelli a un modo sono/ i cialdoni, gli gnocchi e i tagliatelli, / perché la nazion tutta s'impasta/ d'una farina, e sono tutti una pasta'. Perché le differenze rimangono, eccome!

 

cetta berardo

 

 

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