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Ti va di guardare dentro di te?


Giovedì 10, Ottobre 2013
in  Libera-Mente


'E il cuore quando d'un ultimo battito/ avrà fatto cadere il muro d'ombra/ per condurmi, Madre, sino al Signore,/ come una volta mi darai la mano. 


In ginocchio, decisa,/ sarai una statua davanti all'eterno,/ come già ti vedeva/ quando eri ancora in vita.


Alzerai tremante le vecchie braccia,/ come quando spirasti/ dicendo: Mio Dio, eccomi.


E solo quando m'avrà perdonato,/ ti verrà desiderio di guardarmi. 


Ricorderai d'avermi atteso tanto,/ e avrai negli occhi un rapido sospiro.'


Questo scorcio d'infinito fa parte della raccolta: 'Sentimenti del tempo' di Giuseppe Ungaretti. I versi della poesia: 'La madre' sono stati composti in seguito alla dipartita di quest'ultima e alla conversione religiosa del poeta. Coscienza della caducità della vita, malinconia e memoria sono temi fondamentali intrisi di presenza ultraterrena. Quella di una mamma che, anche al cospetto di Dio, sarà sguardo d'amore e rapido sospiro per quel figlio tanto atteso.


No, caro lettore, questa non è una lezione di italiano. C'è chi lo fa di mestiere e molto meglio di me. Mi sono capitati tra le mani brandelli di ricordi e appunti di un tempo in cui non sapevo apprezzare la meraviglia delle parole. Questa è soltanto una delle molteplici possibilità di osservare la tua mente se ti va... Mettiamoci fianco a fianco... Quello che ti sto per dire prendilo con le molle, perchè, in realtà, le cose sono più complesse di quanto sembri. Devi sapere che Ungaretti, con questo capolavoro di dolcezza senza fine, ha dialogato col tuo emisfero destro, prendendo in prestito frammenti di memoria episodica (quella inerente gli eventi della vita passata) che, probabilmente, si sono risvegliati dentro di te. Anche tu dovresti avere avuto una mamma, o qualcosa di simile. Giuseppe la chiama 'Madre', ma ció che conta è la rappresentazione di chi si è preso cura di te che vive nel tuo intimo. In questo momento, è possibile che nel tuo cervello stiano prendendo forma tre scenari che tenteró di descriverti grossolanamente attraverso tre immagini.


Un tripudio di luci e fuochi d'artificio. Non so se ti è mai capitato di vedere dall'alto le luci di una città... Beh, qualcosa di simile. Non posso sapere di quale emozione si stia vestendo il tuo corpo. Prova ad ascoltarla e poi raccontala. Non tenerla per te. Qualunque essa sia. Sarebbe un dono immenso.


Se non ti senti parte dell'altro gruppo, forse quest'immagine descrive meglio il tuo funzionamento mentale: una catena di montaggio tedesca; precisa, ordinata e funzionale. È il tuo modo di riordinare l'esperienza. Probabilmente ti sei sentito più a tuo agio leggendo il commento dopo la poesia. Troppe emozioni sono complicate da gestire e poi mancano di razionalità. Chi ci assicura che siano 'corrette'? Meglio un pensiero riflessivo su quei versi. Emisfero sinistro. Non fa una piega.


Ultima immagine: pagine sfogliate del Corriere; quelle di chi, leggendo la poesia, ha preferito andare direttamente ai programmi della serata o allo sport. Scelta azzeccata. Meglio lasciar riposare certe storie...

Fabio Borghino 

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