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Uccisa con trenta coltellate


IL DELITTO DI CASTELDELFINO - Arrestato un giovane, presunto colpevole

Giovedì 4, Giugno 2009
in  Valle Varaita



CASTELDELFINO - La sua fuga è durata appena 24 ore.


Fabrizio Roasio, 31 anni, nato a Saluzzo ma residente a Verzuolo, senza fissa dimora e nessuna occupazione, attualmente al Cerialdo di Cuneo sottoposto, dopo l'interrogatorio del sostituto procuratore di SaluzzoMaurizio Ascione alla presenza del suo difensore l'avv. Verro, a fermo di indiziato di reato per omicidio aggravato.


Sarebbe lui- durante l'interrogatorio ha fatto qualche ammissione di responsabilità - che nel pomeriggio di domenica 31 maggio, presumibilmente verso le 15, ha colpito con 30 coltellate di inaudita violenza Rosaria Perricone, 67 anni, nativa di Palermo, la titolare dell'albergo 'Leon d'oro' di Casteldelfino che in paese conoscevano tutti come Rosanna.


La donna, vedova e residente ad Asti, ma che da due anni gestiva la locanda nel centro della val Varaita dopo avervi lavorato come cuoca nella stagione estiva due anni fa, era stata trovata, riversa dietro il bancone, in una pozza di sangue con moltissime ferite di arma da punta e taglio sul torace, l'addome, la schiena e il collo e sopra al bancone la cassa era aperta e vuota.


I carabinieri- sono intervenuti i militari della locale stazione, insieme a quelli della Compagnia di Saluzzo e del Comando provinciale- hanno subito iniziato le indagini a 360 gradi: il particolare della cassa rimasta aperta aveva fatto pensare a un tentativo di furto andato a male.


Successivamente veniva raccolta la segnalazione della presenza da qualche giorno nel paese proprio del Roasio che aveva affittato per i mesi estivi un mini alloggio a Casteldelfino.


Consultato il casellario giudiziario venivano a galla i precedenti penali del Roasio già condannato per estorsioni e piccole truffe a danno di anziani, già detenuto nel carcere di Fossano fino al giugno dell'anno scorso, ragazzo diffficile che aveva rotto del tutto i rapporti con la propria famiglia.


Si era reso irreperibile- senza vettura, dapprima aveva fatto autostop e poi preso un pullman - ma proprio a Fossano, nella centrale via Roma, il Roasio, che sembrava vagare in stato confusionale, verso le 17 di lunedì 1° giugno veniva individuato e fermato dai militari dell'Arma: un'attenta perquisizione consentiva, anche, di recuperare un coltello a serramanico, con una grossa lama, che presentava ancora tracce ematiche.


Tracce di sangue che venivano anche rinvenute su alcuni indumenti gettati nei cassonetti della spazzatura posizionati vicino al Leon d'Oro, reperti dei quali, insieme al coltello, è stata immediatamente disposta apposita analisi scientifica.


Non è ancora dato sapere cosa possa aver spinto il Roasio a tanta e tale ferocia. Si puó ipotizzare che la Perricone l'abbia scoperto a frugare nella cassa e lui abbia perso la testa arrivando ad uccidere.


Il cadavere della donna, che lascia due figli, si trova ora nella camera mortuaria di Saluzzo in attesa del nullaosta del magistrato per l'autopsia.


paolo biancardi

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