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Un bianco Natale


CRONACHE DALLA NEVICATA - Una settimana di isolamento a Bellino

Mercoledì 24, Dicembre 2008
in  Valle Varaita



BELLINO - Le ragazze sono state brave, davvero, non si sono quasi mai lamentate. Nicole ha pianto una volta di rabbia o di stizza, pensiamo: '- La prossima nevicata io scappo da qui, non ne posso più!-'Così si è sfogata un giorno con le lacrime agli occhi.


Nicole ha 11 anni, Deborah 13, sono gli unici bambini che vivono a Chiazale di Bellino.


L'iniziale entusiasmo per la prima, vera, grande nevicata e per l'anticipo di vacanze natalizie, si è presto trasformato in fastidio e sgomento, guardando dai vetri delle finestre l'ininterrotta nevicata che massiccia e implacabile (da sabato notte 14 dicembre) ha per tre giorni di fila flagellato la valle di Bellino e le valli circostanti, scaricando più di 2 metri e mezzo di neve.


Le valanghe sono subito la preoccupazione più grande, quella che incute vivo timore. Tutti sanno dove solitamente scendono e dove vanno a colpire. Ma con una nevicata come questa... Infatti, non si fanno aspettare, pesanti slavine precipitano con forza e prepotenza un po'ovunque: nei fienili di alcune case di Chiazale, sulle strade, vicino alle borgate, lungo il torrente di Mas di Barnà, sul rifugio Melezé. E' tutto bloccato, chiuso, sospeso. Nessuno si muove, il pericolo è continuo, ne possono scendere ancora. I telefoni delle case e i cellulari (solo la rete Vodafone) funzionano e permettono le prime comunicazioni tra le borgate.-'State bene laggiù?-'E le bestie? Sono isolate, riuscite ad occuparvene?'- Si perché a Chiazale le stalle sono piene di pecore e bovini che bisogna accudire. A Mas di Barnà la stalla di Luigino è rimasta oltre la valanga.


Martedì mattina la fornitura elettrica si interrompe, i pali sono a terra nei pressi di Fontanile. Le case sono al freddo e al buio. Chi è fortunato possiede un generatore e una buona scorta di benzina. Chi pensava di poter ovviare ai rigori del lungo inverno con la termocucina o la caldaia deve tirare fuori la vecchia, ma utile stufa a legna. Molti anziani vivono da soli e le giornate sono lunghe solo rischiarate da un cero. Le borgate Celle e Prafauchier hanno un unico generatore che Battista generoso cerca di far girare in tutte le abitazioni per portare un po' di calore e un po' di conforto, una volta tracciati i primi passaggi nella neve con le pale (i muri dei sentieri scavati sono molto più alti della testa di Deborah e Nicole!).


Mercoledì torna il sereno, il chiarore che penetra nelle case fa tirare un sospiro a tutta la comunità. A memoria di anziano nessuno ricorda, il mese di dicembre, una nevicata di tale portata.


Ma non si hanno notizie, non capita nulla. Dalla radio si apprende che le alte valli sono isolate, che i vertici della Protezione civile non autorizzano i mezzi ad intervenire per aprire le strade. Il pericolo di slavine è fortissimo. Che fare? Si scavano passaggi nelle borgate per arrivare a tutte le abitazioni e alle stalle. Si ripuliscono con cautela i fienili stragonfi di neve, si cercano le macchine sepolte sotto la valanga. Scatta la solidarietà tra vicini.


Giovedì mattina un elicottero porta pane e carburante. Ma dall'esterno arrivano voci discordanti, faranno scoppiare delle cariche per far scendere le slavine, ripareranno i guasti sulla linea elettrica...ma ancora non succede nulla. Intanto gli anziani si perdono d'animo, a lume di candela non si puó neanche ricamare! ma le telefonate fanno piacere e tutti chiamano, parenti e amici.


Mattia che vive in città chiede alla nonna: «Cosa guardate di sera alla tele?» «Benedetto figliolo, cosa vuoi che guardiamo? Siamo nel buio profondo, dal balcone guardiamo le luci brillanti di Bertines laggiù in fondo alla valle. Bellino è come se fosse stato inghiottito dalle tenebre della montagna!»


Venerdì i primi elicotteri scaricano militari dotati di pale, racchette da neve e slitta. Diego e Davide salgono a piedi da B.ta Chiesa, mettono in moto il mezzo battipista e battono la prima traccia lungo lo stradone.


Sabato dei grandi botti scuotono la montagna.-«Tutti allertati, non muovetevi dalle abitazioni», ma non si stacca nulla. Intanto, alle 12, due generatori portano corrente alle frazioni di Bals, Pleyne, Prafauchier, Celle e Chiazale che possono riaccendere le luci.


Domenica si sale alle baite, la Reino e le Combe per liberarle dalle valanghe...


E ormai sera, in fondo al vallone, lampeggiano dei fari: sono i mezzi che lentamente stanno aprendo la strada...


tiziana gallian

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