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Un prete buono


FU PARROCO DI PAGNO PER 26 ANNI - La morte di don Giuseppe Aimar

Giovedý 29, Aprile 2010
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO - Venerdì 23 aprile, presso l'Ospedale di Saluzzo dove era ricoverato da una settimana, è morto il rev.do don Giuseppe Aimar.


Era nato a San Damiano Macra il 4 novembre 1927.


Frequentó i Seminari diocesani e con i suoi compagni di corso don Giuseppe Biglione, mons. Franco Dalbesio, don Giuseppe Ribero (+2003), don Giuliano Sacchetto, don Aldo Stoppa (2009) il 28 giugno 1953 veniva ordinato sacerdote.


Suo primo campo di lavoro fu la parrocchia di S. Caterina in Cardè, accanto al parroco don Francesco Pronino.


In quella comunità lavoró per sei anni incontrando i ragazzi e i giovani che corrispondevano generosamente alle sue iniziative e comprendevano il suo spirito sacerdotale.


Ma, nel 1959, Mons. Lanzo lo nominó parroco a S. Giacomo di Paglieres, una comunità del comune di San Damiano Macra, che ogni anno si spopolava sempre di più.


Don Aimar seppe occupare il suo tempo anche in predicazione, nel proporre le 'missioni al popolo' in diverse parrocchie e aiutare nel ministero i vari parroci della valle Maira.


Nel 1972 il Vescovo Mons. Fustella, che era stato in visita alla comunità parrocchiale di Paglieres per la festa patronale, poiché anche la scuola elementare veniva chiusa per mancanza di bambini, propose al parroco di trasferirsi a Pagno.


Don Aimar trovó la chiesa nuova, come pure la canonica, e si adoperó per portare la parola di Gesù alla sua gente.


A Pagno egli seppe instaurare un rapporto di dialogo e di amicizia con tutti. In particolare con i ragazzi e i giovani proponendo loro, oltre ritiri o incontri formativi, anche campeggi e tornei di calcio e di pallavolo, gite e pellegrinaggi.


Tutto questo per attirarli, per farli incontrare, per avvicinarli al Signore.


Visitava spesso gli ammalati, in casa e negli ospedali e sovente, con alcuni parrocchiani, la domenica, organizzava la visita a coloro che erano ospiti presso qualche casa di riposo del circondario.


Per la manutenzione della chiesa provvide al rifacimento del pavimento e del tetto e al rifacimento del tetto della casa canonica.


Un segno del suo amore alla comunità è la lunga ricerca, poi pubblicata, sulle origini di Pagno, del suo monastero e gli antichi Statuti del Comune.


In seguito a questi suoi studi e ricerche, in cui egli aveva sostenuto che l'antica chiesa parrocchiale aveva l'abside verso est, con i primi scavi documentó l'esattezza delle sue supposizioni.


Se oggi la chiesa antica è ricercata e visitata da tanti cultori di storia e di arte, lo si deve anche a lui.


Curó con vero zelo le cappelle della parrocchia: S. Grato, S. Bernardo, S. Eusebio, S. Rocco e, in modo particolare, la cappella 'della Madonnina', verso la quale gli abitanti di Pagno nutrono una grande venerazione.


Ogni anno, nei mesi di maggio e di settembre, quella cappella era ed è molto frequentata.


Nel 1989 il Vescovo Mons. Dho lo nominó parroco 'in solidum', con don Germano Caminale, anche della parrocchia di Brondello, che cercó di curare fino al 1998 quando, per l'aggravarsi del problema della vista a causa di un retinopatia progressiva, egli si dimise dal servizio attivo e si ritiró presso la Casa del Clero, che era stata fortemente voluta dal cuore di Mons. Bona, per i sacerdoti anziani o ammalati.


Nella Casa del Clero egli passó questi ultimi anni rendendosi ancora presente per le celebrazioni presso la parrocchia di sant'Agostino e, d'estate, presso il Santuario di Valmala per il servizio delle confessioni.


Nel 2003 egli festeggió i cinquant'anni di ordinazione sacerdotale e, come segno di ringraziamento a Dio, volle collaborare per la missione di Don Angelo Vincenti a Palmares (Brasile)


Chi va a visitare questa grande opera puó notare il padiglione dedicato a Don Giuseppe Aimar, segno della sua generosità e del suo amore al Signore e alle Missioni.


In questi ultimi anni vissuti presso la Casa del Clero egli, non potendo più recitare il Breviario a causa della malattia agli occhi, si aggrappó alla corona del Rosario e durante il giorno recitava più volte questa preghiera; così, meditando i misteri della vita di Gesù e di Maria, egli si è preparato all'incontro con Dio e io sono certo che la Madonna l'abbia preso per mano accompagnandolo al suo Figlio Gesù che egli scelse come ideale, per cui donó gioiosamente la vita per farlo conoscere ed amare.


Lunedì 26 aprile, nel primo pomeriggio, si sono svolti i funerali nella parrocchia di Pagno. Mons. Vescovo ha presieduto la concelebrazione con la presenza di Mons. Giulio Einaudi e con molti sacerdoti. La chiesa era gremita da tanti parrocchiani e da alcuni provenienti anche da altre comunità che volevano unirsi nella preghiera per salutare il loro amato parroco.


Mons. Vescovo, nell'omelia, commentando il brano evangelico del Buon Pastore, ha voluto mettere in risalto la sua opera di parroco appassionato, fedele e generoso, con l'ansia di arrivare a tutti, a voce o con gli scritti del 'Bollettino parrocchiale'.


Questa pubblicazione giungeva gradita ed attesa non soltanto alle famiglie di Pagno, ma anche ai tanti pagnesi emigrati, perché recava le notizie degli avvenimenti locali, dei lutti, nonché le intenzioni delle sante Messe.


Al termine della Messa furono letti alcuni saluti da parte dei suoi ex-parrocchiani che esprimevano gratitudine per il bene ricevuto: dapprima la stessa persona che, da ragazzina, nel 1972 gli aveva recitato la poesia di benvenuto, ora gli ha voluto esprimere a nome di tutti la riconoscenza per quello che è stato e per quello che ha fatto per i parrocchiani. Poi un membro della cantorìa, a nome di Lionello impossibilitato, ha letto ció che questo parrocchiano ha scritto per chi fu sacerdote, parroco, amico, consigliere: la commozione era presente in tutti.


Terminate le esequie la salma è uscita di chiesa mentre la cantorìa eseguiva un canto che molto piaceva al 'don'! Dopo una breve sosta sul piazzale, la bara è stata salutata da un lungo applauso: un sacerdote buono è sempre riconosciuto dai suoi parrocchiani!


Al caro don Giuseppe un grazie riconoscente per quello che seppe fare e un arrivederci in Cielo.


Ora la sua salma riposa nel cimitero di San Damiano Macra in attesa della Risurrezione.


oreste franco

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