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Un pugnale nello stomaco chiamato cibo


Giovedý 6, Dicembre 2012
in  Libera-Mente



'Tutto ha inizio quando si chiude quella porta. Per me è come uno schiaffo al cuore, anche se, fino a poco tempo fa, non me ne accorgevo neppure. Quando mi ritrovo sola in quella casa così grande, e anche mio padre è partito per il turno del pomeriggio, l'unica presenza certa è la mia ombra immobile attenta a scrutare passanti distratti dalla finestra. Una sensazione di vuoto prende forma dentro di me e, senza che me ne accorga, mi ritrovo davanti al frigo a divorare qualunque cosa mi capiti a tiro. Più mangio e più mi sento vuota, più mi sento vuota e più mi abbuffo di schifezze senza riuscire a fermarmi, mentre una parte di me continua ad urlarmi di smetterla, accusandomi di essere un fallimento, una nullità, un corpo sgradevole. Ecco; ora ti senti soddisfatta?! No. Sto peggio di prima. Urlo silenziosamente a me stessa mentre tutto quel cibo non fa più parte di me; mentre lo scarico del wc sta portando via quei momenti'.


Michela ha imparato a cavarsela da sola nella vita, ma questa volta è davvero dura. Come se non bastassero già tutti i problemi dei suoi vent'anni, adesso deve anche caricarsi sulle spalle il peso della bulimia. Così le hanno detto che si chiama, ma le serve a poco saperlo.


Se dovesse fare un resoconto della sua vita le vengono in mente tanti fallimenti: 'E' come avessi tante ambizioni. Meglio chiamarli sogni...Che quando sto per afferrare mi sfuggono sempre più lontano diventando irraggiungibili. Non c'è mai nessuno che venga a consolarmi quando le cose vanno male. Sì. Forse più che di fallimenti la mia vita è come un enorme buco nero di solitudine'.


Un mese fa Michela è stata lasciata dal fidanzato dopo due anni. Le ha detto che non gli piaceva più. Sente di aver fallito anche nella relazione più bella che le sia mai capitata. Mamma e papà? 'Loro chiudono la porta e io rimango sola col mio corpo che sta perdendo forma giorno dopo giorno. Le amiche non capiscono davvero. Giudicano e basta'.


Oggi Michela (nome di fantasia) è tornata a sorridere. Ogni tanto il cibo le fa ancora fare brutti sogni, ma un certo Matteo ha fatto capolino nella sua vita. 'La cosa più bella di Matteo è che con lui non sento di dover dimostrare o di fallire. Non so bene cosa voglia dire essere me stessa. Forse non lo sapró mai, ma è come se avesse riempito quel vuoto nella pancia col suo sorriso'.


Michela non è più sola.


Fabio Borghino

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