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Una vita al servizio di Dio


DON SPIRITO RINAUDO

Giovedì 28, Maggio 2015
in  Vita Ecclesiale


SALUZZO- Martedì 26 maggio 2015 ha terminato la sua lunga vita terrena il sacerdote don Spirito Rinaudo, alla veneranda età di anni 93 e cinque mesi. L'ha terminata presso la Residenza 'Tapparelli' in Saluzzo, dov'era ospite dal dicembre scorso.


In questi mesi era sovente circondato da tante persone riconoscenti nei suoi confronti perché le aveva accompagnate nel cammino della preghiera e queste lo hanno assistito fino all'ultimo con amore fraterno.


Era nato a Brossasco il 16 dicembre 1921.


Entrato nei Seminari diocesani venne ordinato sacerdote da mons. Egidio Luigi Lanzo il 3 giugno 1944, con dispensa dall'età richiesta, avendo solamente 22 anni e mezzo.


Primo incarico fu come assistente dei ragazzi dell'Ospizio Gianotti di Saluzzo. In questo periodo egli, approfittando delle mattinate libere da impegni, cercó di approfondire i temi della liturgia e dei padri della Chiesa e ne divenne un grande esperto.


Nel 1955 lasció il Gianotti per diventare vice rettore dei chierici di San Nicola, dove egli seppe trasmettere con le sue lezioni l'amore alla liturgia e al canto e a prepararci ad accogliere con gioia le varie disposizioni del Concilio Vaticano II. Fu tra i promotori della prima Messa in lingua italiana del 7 marzo 1965, in ottemperanza alle norme di attuazione di Papa Paolo VI.


Era il nostro professore di liturgia, di canto gregoriano e corale. Nel 1962 passó a Scarnafigi come cappellano della Confraternita, continuando l'insegnamento della liturgia in seminario e a quel tempo risale la pubblicazione di alcuni libri, come 'La Quaresima nella vita del Cristiano', 'L'anno liturgico', 'I Salmi nella vita di Cristo e della Chiesa', 'I Messalini della vita cristiana festiva e feriale'.


Nel 1969 andó rettore del Santuario di San Mauro in Busca, continuando l'insegnamento presso lo Sti (Studio teologico interdiocesano) di Fossano, compito che portó avanti fino verso gli anni Novanta.


A San Mauro cercó di abbellire la chiesa, il campanile e la casa canonica e soprattutto cercó di aiutare molte persone a scoprire il ruolo dello Spirito Santo nella propria vita e la proposta di incontri spirituali.


Nel 1996 si trasferì alla Casa di riposo 'San Lorenzo' di Cavour, come cappellano e vi rimase fino a dicembre 2014. A Cavour era anche ricoverata Maria Grazia Benigni, la familiare che gli fu accanto, che era diventata la presidente diocesana dell'Associazione Familiari del Clero e sua dattilografa per preparare le bozze dei suoi libri, che vennero diffusi in tutta Italia.


Infatti era conosciuto come liturgista esperto e preparato e guida spirituale per tante persone che, grazie alla sua predicazione nei vari incontri del Rinnovamento, ritrovarono la gioia ed il valore della preghiera e l'amore al Signore attraverso la liturgia.


Ora don Spirito è andato a contemplare ció che per tanti anni ha predicato, con convinzione e passione.


Si è preparato a questo incontro, anzi posso dire che lo desiderava. Dopo la morte dell'amico e compagno di ordinazione don Antonio Dedominicis, egli mi diceva che ormai era giunto il tempo di lasciare questo mondo. Così martedì 26 maggio è spirato, dopo aver ricevuto in antecedenza il sacramento degli infermi e l'Eucaristia come viatico per l'ultimo viaggio.


Penso che noi sacerdoti che l'abbiamo avuto come insegnante, gli dobbiamo tanta riconoscenza per quell'amore alla liturgia che ci ha trasmesso, che ci ha aiutato ad approfondire e a vivere.


Era dotato di carattere forte, volitivo e qualche volta impulsivo. Autodidatta sui temi patristici e liturgici, comunicava con passione ai suoi allievi e alle tante persone che ebbero la gioia di incontrare la sua profonda cultura che sosteneva una fede e una spiritualità robusta. Una vita piena, a servizio di Dio, per quasi 71 anni di sacerdozio (mancavano solo otto giorni a tale traguardo).


Lo saluteremo e lo ringrazieremo del suo servizio sacerdotale giovedì 28 maggio alle ore 15.30 con la celebrazione dei funerali nella Chiesa Cattedrale. Lo affideremo all'infinita bontà e misericordia di Dio, augurando che ora egli già partecipi alla solenne liturgia del cielo.


oreste franco

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