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Una brutta storia di sangue


PER ORA NESSUN ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI - Giovane marocchina uccisa a Dronero con sedici coltellate

Giovedì 10, Febbraio 2011
in  Valle Maira



DRONERO- Una pugnalata alla schiena seguita da quindici violenti fendenti su tutto il corpo. Così si è fermata nel tardo pomeriggio di lunedì la giovane vita di Fatima Mostayd.


Marocchina, 19 anni, originaria di Sidi Hajjaj, un centinaio di chilometri a sud di Casablanca, emigra in Sicilia con la famiglia all'età di 8 anni. Orfana del padre, nel 2009 giunge in Val Maira. Trova lavoro, operaia alla ditta 'Allione' di Villar, componentistica cicli. E una vita ordinata.


Con lei il fratello minorenne, Mohamed, oggi sedicenne, studente al terzo anno all'AFP, corso di operatore meccanico attrezzista. È stato lui, di ritorno da uno stage alla 'Rotair' di Caraglio, a trovare in casa il corpo agonizzante di Fatima, riverso a terra in camera da letto, in via Solferino 2, a pochi passi dal ponte vecchio.


Erano le 17,20 e a nulla è valso l'intervento del 118. Sul posto giungono le forze dell'ordine. All'ingresso del paese viene istituito un posto di blocco. Nell'abitazione iniziano i rilievi del reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri. Si cerca, senza fortuna, l'arma del delitto.


Gli inquirenti interrogano il fratello, i colleghi di lavoro e la madre, arrivata a Cuneo da Marsala. Si indaga nella comunità marocchina locale, tra i conoscenti di Fatima. Mercoledì mattina l'autopsia e un nuovo sopralluogo del RIS. Ma al momento non c'è un movente e nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Attilio Offman, titolare dell'indagine.


Si scava nella vita di Fatima. Nel dicembre 2010 la ragazza è stata in Marocco e, confidano le amiche, è convolata a nozze con un connazionale. Rientrata in Italia, avrebbe iniziato le pratiche per il ricongiungimento familiare. È questa l'unica piega della vita appartata della ragazza.


Intanto, come già avvenne con la tragedia delle sorelle Rinaudo, Dronero torna tra i titoli della ribalta mediatica nazionale. Rispetto al 2004, poco più di una comparsata. Utile peró per scoprirsi, a distanza di pochi anni, cambiata agli occhi del mondo. Non più tranquillo borgo all'imbocco della Valle Maira ma banlieue insicura ai confini dell'impero.


I media nazionali, qui solo di passaggio, a corto di elementi indiziari e particolari raccapriccianti, sottolineano una volta in più l'alta percentuale di stranieri, oltre 1000 in un paese di soli 7.300 abitanti. Distraendo, con il gioco dei numeri, dalle tinte forti del sangue. Un colore senza bandiera, universale e immutabile, che accomuna tutti: vittima, carnefice e spettatori.


roby bianco

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