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Vita da eremita


ESPERIENZE - Sorella Paola due km sopra Pra 'd Mil

Giovedì 4, Ottobre 2007
in  Vita Ecclesiale



BAGNOLO- Paola Biacino è la prima e unica eremita donna presente nella diocesi di Saluzzo. 49 anni, nata vicino a Trento, da circa due anni e mezzo vive a Bagnolo Piemonte, in un eremo, un paio di chilometri sopra il monastero 'Dominus Tecum' di Prà d'Mill.


L'altro sabato, nella splendida chiesa del monastero, ha fatto la solenne professione eremitica nelle mani del Vescovo di Saluzzo, mons. Giuseppe Guerrini. Voti definitivi, eremita per sempre.


«Questa è la mia vita. Sabato scorso l'ho capito in maniera inequivocabile. Il Signore mi aveva dato appuntamento per questo momento. Una vocazione che corono e che non è solo mia, ma condivisa anche dalle mie tre figlie» esordisce sorella Paola.


Una vita, si potrebbe dire, fuori dal mondo. Ancora più di quella che conducono i monaci di Prà d'Mill, che sono una comunità. Cosa puó spingere una donna a scegliere un'esperienza così radicale?


«Sono stata per oltre vent'anni custode dell'Abbazia di Vezzolano. La mia è stata una vita passata in attesa, alla ricerca di qualcosa... Tre anni fa ho preso i voti temporanei rinnovabili, nelle mani del Vescovo di Asti. Poi sono arrivata a Prà d'Mill, dove è cominciato il cammino di discernimento, guidata e seguita da padre Cesare e dai monaci. Si è resa possibile la vita in eremo, ne ho sperimentato la durezza, ma ho capito che è qui che il Signore mi voleva» spiega Paola.


Il suo viso solcato da un sorriso gioioso testimonia più di tante parole l'esultanza di chi ha cercato e ha trovato. Cosa fa peró una donna sola a 1.000 metri di quota, spersa in una zona apparentemente impervia?


«Vivo da eremita, ossia prego e lavoro. La giornata è scandita da lunghi momenti di preghiera. Scendo quotidianamente al Monastero per la Messa delle 11.45 per poi risalire e proseguire fino a sera, meditando e lavorando nel bosco».


Paola segue grossomodo la vita dei frati. Si alza ogni mattina alle 3, canta per un'ora i salmi in solitudine. Poi, verso le 4, inizia una lunga meditazione tipo lectio divina, fino alle lodi, recitate alle 7.30, al rintocco della campana di Prà d'Mill. Alle 8, dopo ben cinque ore di preghiera, inizia la sua giornata di lavoro. Quando il tempo è brutto dipinge icone, se fa bello lavora nel bosco. In più deve provvedere a tenere in ordine l'eremo. Quindi scende al Monastero per la Messa delle 11.45. Il pomeriggio prosegue tra preghiera e lavoro fino al vespro, alle 17.15. Una modesta cena, poi un po' di lettura fino alle ore 20, quando recita la compieta. Entro le ore 21 va a riposare.


«La parola eremita significa deserto, solitudine. Ma la mia non è una vita di solitudine, in quanto la mia esistenza è abitata da Dio e dalla sua Parola. Una vita molto dura quella dell'eremita, ma tesa costantemente alla ricerca di Dio, che riempie la giornata» sottolinea Paola Biacino.


Un distacco dal mondo, senza recidere gli affetti familiari. E poi all'eremo di Paola sale comunque spesso qualcuno...


«Con le mie figlie, che vivono lontano, ho un rapporto costante. Loro hanno condiviso la mia scelta e, periodicamente, ci si incontra. All'eremo sale gente. Arrivano persone di ogni ceto e di ogni bisogno, in cerca di una strada, in cerca di un momento di preghiera. Non chiudo la porta a nessuno, perché chi arriva fin quassù è perché Qualcuno l'ha mandato».


Nessuna preoccupazione nemmeno per le normali esigenze quotidiane e per le provviste di cibo. Paola dice che la Provvidenza si tocca con mano. Raramente scende a valle per la spesa. La gente arriva da lei con le borse piene di roba. E se scende è perché, anziché le borse, gli avventori le hanno portato dei soldi. 'Ci pensa Lui' dice con straordinaria convinzione.


Una vita davvero particolare quella di Paola, che si fa ancora più dura e intensa nei periodi forti dell'anno (Quaresima, Avvento). In quei momenti i contatti con il mondo esterno e con gli affetti familiari lasciano completamente il posto al rapporto continuo e costante con Dio.


Sorella Paola vive così, in questo angolo sperduto del nostro mondo, lontano anni luce dalla frenesia del vivere 'normale'. Eppure, incontrandola, si ha la sensazione di una donna che, nell'imprevedibile e tortuoso percorso dell'esistenza, ha finalmente incontrato quel Signore che l'ha presa per mano suggerendole di votarsi completamente a Lui, attraverso la vita eremitica.


daniele isaia

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