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'Maero' e 'Vada' in crisi


MANTA/VERZUOLO - Due strutture da accorpare?

Giovedý 1, Luglio 2010
in  Valle Varaita



MANTA- Una sala gremita con oltre 150 persone ha assistito venerdì sera 25 giugno al Consiglio comunale 'aperto' sul Maero convocato dopo la richiesta di chiarimenti sul futuro della casa di riposo sottoscritta da circa 650 mantesi. Tra il pubblico molti dipendenti non solo della struttura mantese ma anche di quella verzuolese che sembra dovrà seguire le stesse sorti dato che l'Amministrazione comunale ha anche qui intrapreso un dibattito sulla possibile privatizzazione dell'Istituto 'Vada'. Dopo le spiegazioni di rito tenute dal sindaco Mario Guasti sul regolamento che detta le norme per la tenuta del Consiglio aperto è seguito il dibattito.


Il primo a prendere la parola in quanto primo firmatario della petizione è Pietro Giovanni Viale che punta il suo intervento sull'importanza rivestita dal Maero in tanti anni quale fiore all'occhiello del paese e azienda in grado di fornire lavoro ai cittadini. «Vogliamo capire - prosegue Viale - se quanto intrapreso dalla maggioranza sia la soluzione giusta per il futuro della struttura, se si sono esaminate attentamente altre possibili alternative, ma soprattutto se si sta agendo per il bene della cittadinanza e primo fra tutti degli anziani. Il Maero non è una fabbrica di pistoni che produce guadagno ma un investimento umano e sociale».


Politica a confronto- Dopo l'intervento di Viale parte il dibattito politico che, nuovamente con toni accesi, mostra la chiara e netta contrapposizione tra la maggioranza, intenzionata a risolvere le problematiche della struttura Maero con la cessione del ramo d'azienda a privati, e l'opposizione, certa della possibilità di mantenimento pubblico della struttura nonostante non possa negare le problematiche che l'affliggono. Mentre la maggioranza chiarisce che la strada della privatizzazione è stata presa dopo lunghi dibattiti e molteplici considerazioni sui possibili pro e contro, la minoranza chiede a gran voce che il Maero rimanga pubblico e che venga annullata o almeno sospesa la deliberazione di Giunta con cui l'amministrazione ha già preso la sua prima decisione in merito. Una netta divisione che a quanto pare neanche in questa sede sembra potersi smorzare dato che nessuno degli schieramenti ha proposto di partire con un tavolo di lavoro congiunto.


Il reale problema del Maero - Da quanto emerso dal dibattito e da alcuni dati riportati dallo stesso ex assessore al Maero Franco Orlandino, sembra che il reale problema che grava sulla struttura sia il costo del personale, aggravato dall'applicazione delle ultime normative vigenti che comportano l'impossibilità di far lavorare personale degli enti pubblici (dipendenti comunali) con personale delle cooperative. «Il 78% del costo è il personale- afferma Orlandino - questo è l'unico parametro sul quale bisogna intervenire, mentre la bontà della casa di riposo si deve valutare dal grado di soddisfazione di ospiti, famiglie e lavoratori e non si discute sulla qualità che in tutti questi anni è stata fornita».


Possibili soluzioni - La parola passa quindi al pubblico da cui emergono sostanzialmente due proposte da portare al vaglio dell'amministrazione: una dell'ex assessore al Maero della precedente Giunta, Franco Orlandino, e una del sindacato Cgil Funzione Pubblica esposto da Luciano Bersano. Entrambe le proposte si basano su possibili risparmi per l'amministrazione mediante un accordo con il personale del Maero, disposto ora che all'orizzonte si delinea una privatizzazione, a cedere parte dei diritti acquisiti ritornando a compiere 36 ore settimanali invece di 35 e a trasformare parte dei part-time in tempi pieni. Un risparmio stimato da Orlandino in quasi 100 mila euro annui che andrebbero a coprire gran parte del buco in bilancio della struttura che per il 2010 prevede perdite di 126 mila euro. Proposte al vaglio dell'amministrazione tantè che già sono avvenuti due incontri con il sindacato ma che ancora non sono state vagliate a dovere e quindi, secondo quanto detto dal Sindaco, ancora non in grado di produrre effetti sulla decisione presa dall'amministrazione.


Manta e Verzuolo unite? - Da parte del sindacato giunge inattesa una proposta aggiunta in questi giorni a quella già presentata precedentemente all'amministrazione mantese: accorpare la struttura Maero con la casa di riposo Vada di Verzuolo, che grava nelle stesse condizioni, al fine di sfruttarne le sinergie ed il personale e permettere il mantenimento del servizio in capo ai due Comuni. «Bisogna mantenere il servizio in ambito pubblico- ha affermato Bersano - perché la nostra esperienza in casi analoghi non è stata positiva, c'è troppa diversità di trattamento tra pubblico e privato, si ricorre all'abbassamento dei costi del personale e i diritti vengono abbattuti in breve tempo. Credo che sia auspicabile prendere in considerazione una soluzione congiunta tra il Maero e il Vada soprattutto considerata la vicinanza di Verzuolo e la presenza di una tipologia simile di struttura. Proponiamo di arrivare alla creazione di una nuova struttura gestita dai due Comuni, nata accorpando in principio solo virtualmente le due case di riposo. In questo modo si avrebbe un accorpamento del personale con la possibilità di una migliore gestione, un direttore di struttura unico ed il mantenimento del servizio assistenziale e normativo dei lavoratori nell'alveo pubblico. Inoltre, guardando al futuro, le due strutture stanno diventando obsolete e non corrispondono più alle normative vigenti, sarebbe quindi auspicabile una loro riallocazione in un unico nuovo edificio in grado di sfruttare maggiormente le sinergie e le economie di scala che verrebbero prodotte».


«E' una proposta che non mi giunge nuova e che è già al vaglio dell'amministrazione- ribatte il sindaco Mario Guasti- anche se mi è stato riferito che sarei io a chiudere la porta ad una tale possibile risoluzione del problema. Ho direttamente parlato con il sindaco di Verzuolo di questa proposta anche se loro sono ancora in una fase embrionale del dibattito sulle possibili soluzioni da attuare a Verzuolo. Certo è una proposta che va valutata con molta attenzione e che necessita innanzitutto la volontà da parte di entrambe le amministrazioni».


45 euro per il Maero - Gli ultimi interventi arrivano dopo la presentazione dei dati del bilancio della struttura Maero che negli ultimi 10 anni ha accumulato un deficit di oltre un milione di euro: «circa 110 mila euro ogni anno» afferma l'assessore al bilancio Paolo Vulcano «che ogni mantese ripiana con 45 euro pro capite».


Un'inezia secondo alcuni dei presenti in rapporto al mantenimento della struttura in ambito pubblico. Ed ecco arrivare a bassa voce una proposta: una bella tassa annuale per tutti i residenti in Manta di 45 euro per coprire le necessità della casa di riposo e mettere finalmente in pari i bilanci della struttura.


A conclusione della serata, durata oltre tre ore, un impegno da parte dell'Amministrazione nel valutare attentamente tutte le soluzioni emerse ma assolutamente nessun passo in dietro per il momento sulla possibilità di sospendere o revocare la delibera di Giunta che continua a dettare la linea di indirizzo intrapresa dall'amministrazione sulla cessione del rampo d'azienda della struttura.


gabriella peruzzi

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