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domenica 15 marzo


Giovedý 12, Marzo 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Nicodemo è oggi il nome di ciascuno di noi, in camino nella conversione quaresimale. Egli è alla ricerca della luce e ha intuito che solo il Mastro di Nazaret puó donargliela. E ci porta da lui. Rimane a parlare con Gesù, ad ascoltarlo soprattutto, anche se non ci è detto se comprende. Sappiamo peró che sicuramente lo seguirà fino al calvario dove, con coraggio, insieme a Giuseppe di Arimatea, gli darà almeno una degna sepoltura.


Nel brano di oggi abbiamo la frase che sta al centro di tutto il vangelo di Giovanni: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito», rivelazione che squarcia il cuore di stupore immenso. Dunque, tra Dio e me, tra Dio e il mondo non c'è distanza; c'è un punto di contatto: l'amore. Lì il cielo entra in me e io entro nel cielo. Sono verbi al passato: 'Dio ha amato', 'la luce è venuta'. Vuol dire che Dio è già qui, e ha impregnato si se stesso il mondo e me. 'Ha tanto amato da dare suo Figlio': Dio ha considerato noi, me, il mondo, più importanti di se stesso. Dio è qui ora: non è una verità bellissima dalla quale lasciarsi avvolgere come un profondo abbraccio? Dio è con me, con amore: non sono parole da ripetere ad ogni risveglio, ad ogni difficoltà o debolezza? Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio, ma perché crediamo che Dio ci ama!


Scriveva Maritain: 'Abbiamo bisogno di molto amore per vivere bene'. È per questo che il Dio che per amore ha donato suo Figlio, chiede a noi l'amore. Alla domanda: 'in che cosa credi?', il vangelo di oggi ci suggerisce: 'io credo all'amore'! Se non c'è amore nessuna cattedra né pulpito potrà mai dire Dio. Perché senza amore non c'è contatto, non c'è ponte. Ma pure senza amore nessuna vita umana potrà mai coniugarsi con senso.


«Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». A Dio non interessa istituire tribunali e processi, per condannare o assolvere: Cristo è venuto a portare non una sentenza, ma una 'grazia' (dono gratis). A chi accoglie questo dono è dato di fare la verità, di diventare giardino fiorito di tenerezza, di perdoni, di lacrime dolci, di abbracci d'amore.


Forse è meno difficile sforzarsi in 'gesti di carità', illudendosi di amare, che 'credere' di essere amati e lasciare che l'amore di Dio sia la terra su cui posiamo i piedi, il cielo che ci copre, l'ossigeno che riempie i polmoni del quotidiano.


Qui sta la ragione profonda dei pensieri e degli atteggiamenti cristiani, passi lieti e coraggiosi di conversione quaresimale.


Buona domenica.

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