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domenica 21 febbraio


Giovedì 18, Febbraio 2016
in  Il Vangelo della Domenica


A metà circa del suo vangelo, Luca comincia a rivelare i primi segnali di insuccesso: la gente, prima entusiasta, ora abbandona Gesù, qualcuno lo prende per esaltato o sovversivo, i nemici complottano per ucciderlo.
Per questo Gesù sale sul monte a pregare! Sono nell'incontro con Dio si possono ritrovare le tracce che segnano il sentiero giusto. E durante la preghiera il suo volto cambia di aspetto: c'è uno splendore che avvolge Gesù, che avvolge chi è unito a Dio. Ogni autentico incontro con Dio lascia qualche traccia visibile sul volto dell'uomo.
La luce sul volto di Gesù indica che, durante la preghiera, egli ha capito e fatto suo il progetto del Padre, ha capito che il suo sacrificio non si sarebbe concluso con la sconfitta, ma nella gloria della risurrezione. Anche la presenza simbolica di Mosè e Elia, nomi in cui si riassume tutto l'Antico Testamento, danno a Gesù la conferma che l'esodo che sta per avverarsi a Gerusalemme è il compiersi di tutta la Scrittura, quella Scrittura che senza di Lui non potrebbe essere compresa, ma nello stesso tempo quella Scrittura indispensabile per comprendere l'ultimo e definitivo esodo della Pasqua di Cristo.
E i discepoli? Non comprendono nulla di quanto sta accadendo. Sono colti dal 'sonno', categoria che ritorna proprio nei momenti cruciali della esperienza con Gesù, parola che indica proprio l'incapacità dei discepoli di capire e di accettare che il Messia di Dio debba passare attraverso la morte per entrare nella sua gloria.
Quando Gesù compie prodigi ed è acclamato dalla folla, allora essi sono ben svegli; ma quando inizia a parlare del dono della vita, della necessità di occupare l'ultimo posto, di diventare servi... essi non vogliono capire, lentamente chiudono gli occhi e iniziano a dormire... per continuare a sognare applausi e trionfi. Quanto mi assomigliano quei tre discepoli, quante volte la chiesa 'è oppressa dal sonno' e dimentica la strada di Gesù.
Ma quando ci si sveglia ('è tempo di svegliarvi dal sonno', diceva san Paolo) si comprende che il destino del discepolo è e sarà lo stesso di quello di Gesù. Allora puó entrare un po' la paura. Ma la nube, che fa entrare nel respiro di Dio, posa nelle orecchie del cuore una parola: 'Ascoltatelo!'.
Lo Spirito del Risorto, dono immenso per il cammino dei discepoli, cambierà l'aspetto anche del loro volto e non avranno più paura!
Nell'eucaristia di ogni domenica i cristiani 'salgono sul monte' per contemplare il volto del Signore trasfigurato, cioè risorto, e, lasciandosi riempire il cuore dalla voce che ripete: 'Ascoltate Lui!', escono dalle chiese per annunciare a tutti che 'chi dona la vita per amore entra nella gloria di Dio'. Chi ascolta Gesù, diventa come lui. Ascoltarlo significa essere trasformati, vedere la luce accendersi nella notte.
Buona domenica.

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