Diocesi di Saluzzo
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N. 31 del 02/08/2007  
VACANZE
Riprendere fiato

Vorrei iniziare facendo gli auguri a chi in questo mese di agosto non può andare in vacanza. Nel saluzzese sono molti: penso a chi lavora nell’agricoltura, in particolare nel comparto della frutta, a chi è impegnato nell’assistenza ai turisti, in particolare nelle vallate che solo per poche settimane offrono la possibilità di un reddito adeguato nei servizi connessi col turismo. Ma in genere addetti all’agricoltura e al turismo sono persone che in un altro periodo dell’anno possono ritagliarsi qualche giorno di riposo e distensione. Penso a coloro che sono invece "bloccati" in casa da ragioni di salute e di famiglia, in situazioni in cui non sempre si riesce a intravedere una via di uscita. Vorrei fare anzitutto a costoro (e sono tanti, forse la metà della popolazione) l’augurio che questo mese di agosto porti con sé la possibilità, nonostante tutto, di tirare un po’ il fiato, di trovare occasioni per guardare la vita con occhi nuovi.

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Costigliole sempre più romana, come le vicine "Augusta Bagennorum" e "Alba Pompeia"?.. Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare dagli ultimi ritrovamenti emersi durante la quarta campagna di studio portata avanti da docenti ed allievi della Facoltà di Archeologia Classica dell’Università di Torino, conclusasi la settimana scorsa.


Sotto la direzione del prof. Diego Elia, docente del Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico – Territoriali, coadiuvati dalla dott. Valeria Mirano, docente di Archeologia Classica presso il Corso Interfacoltà in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, e dalle dott.sse Barbara Carè, Annamaria Maggi e Carla Scilabra, una trentina tra studenti, laureandi, specializzandi e dottorandi dell’Università, hanno potuto unire alle finalità scientifiche un intento didattico, in un cantiere - scuola che si configura ad oggi come il maggiore in Piemonte.


La zona, posta alla periferia sud dell’insediamento scolastico, ha rivelato in quasi dieci anni di scavi e ricerche (non portati tuttavia avanti con continuità, ma spesso interrotti) un’importanza sempre maggiore grazie ai ritrovamenti effettuati e si prevedono perciò per gli anni prossimi ulteriori ed ampi sviluppi.


L’area interessata agli scavi copre ormai un’estensione di circa 2000 mq e due edifici sono finora venuti "alla luce": un complesso esteso, costruito alla fine del I° sec. a.C. e in funzione fino agli inizi del II° sec. d.C., rivestiva funzione abitativa, mentre un’altra vastissima costruzione (lunga quasi 60 metri e larga 11) era adibita non solo a residenza, ma anche ad attività di deposito e stoccaggio.


In particolare poi, grazie al ritrovamento di alcune vasche per la pigiatura e la raccolta del mosto, si è arrivati a capire come questo edificio, nella sua fase più recente tra IV e V sec. d.C., sia servito per la produzione e lo stoccaggio del vino (unico impianto finora ritrovato nel Piemonte Meridionale e quindi ancor più di maggiore importanza e interesse).


Il ritrovamento poi di utensili per la casa, monete, anfore ed altri reperti che verranno studiati nelle prossime settimane e mesi, porterà ad una pubblicazione sistematica dei risultati degli scavi, che riprenderanno verosimilmente l’anno prossimo.


A breve sarà inoltre organizzato un incontro congiunto tra Amministrazione, Università di Torino e Soprintendenza Regionale, per una valutazione congiunta sull’eventuale valorizzazione del sito.


La sempre più certa creazione della "Bottega del Vino" e il fortunato ritrovamento dell’impianto di produzione del vino in epoca romana, potrebbe significare davvero un’azzeccata opportunità, sia per quanto riguarda uno studio approfondito del territorio e sia per quanto riguarda il rafforzamento dell’offerta turistica.


Un’occasione quindi imperdibile. Vedremo se si sarà capaci a coglierla.


andrea chiappello


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