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GIORNATA
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La forza della vita
Il 7 febbraio la Chiesa Italiana celebra la 32ª Giornata per la Vita, un appuntamento che invita credenti e non a meditare sul valore e sul significato di ogni vita umana; una riflessione che è nata dopo la legalizzazione dell’aborto (il "genocidio silenzioso" che ha già fatto in Italia oltre 5 milioni di vittime), ma che ogni anno prende spunto anche dall’attualità.
Non poteva quindi mancare nel 2010 una riflessione sul rapporto tra vita e crisi economica: si pensa infatti che il calo demografico sia legato, tra le tante cause che lo possono determinare, anche al diminuito livello economico delle famiglie.
La storia degli ultimi quarant’anni sembra però suggerire il contrario: il declino occupazionale ed economico del nostro Paese da un ventennio segue infatti temporalmente il crollo delle nascite. La denatalità è una delle cause (e non l’effetto) della recessione....
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MURELLO  |
| Un rene dalla mamma |
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MURELLO - La brusca svolta nella vita di Nicolò Monge è arrivata una domenica di due anni fa. Un malore improvviso, il ricovero in ospedale, i sintomi che facevano presagire una banale gastrite. Poi gli esami del sangue, i valori completamente fuori dai parametri ed ecco che, dopo alcune ore di degenza, gli vennero prospettati tre scenari da brivido. Poteva trattarsi di leucemia fulminante, cancro ai reni o di un’insufficienza renale talmente grave da richiedere il trapianto.
Si può solo immaginare cosa possa aver provato un ragazzo che allora aveva appena diciotto anni, di fronte ad un "tris" di alternative simili, una peggio dell’altra. Ad ogni buon conto, gli accertamenti svolti in seguito appurarono che si trattava di un’insufficienza renale cronica, conseguenza della scarlattina contratta nove anni prima. Da molto tempo il virus aveva intaccato i reni, portandoli al collasso. Ci si doveva mettere in lista d’attesa per il trapianto di organi e intanto ricorrere alla dialisi. In famiglia, a quel punto, scattò una corsa contro il tempo per tutelare la qualità della vita di Nicolò. «Fin da subito ci venne proposto il trapianto da viventi – racconta la madre Tiziana Barale, originaria di Revello –; questo tipo di pratica, a differenza del trapianto da cadavere, permette di saltare la lista d’attesa e di non ricorrere alla dialisi, limitando anche i rischi di un possibile rigetto». A seguito di alcuni test, il padre Luciano non risultò compatibile. I genitori non si persero d’animo e proseguirono finché non venne accertata la piena compatibilità con la madre. Infine, l’intervento del 13 gennaio scorso alle Molinette di Torino, eseguito dall’équipe nefrologica del prof. Segoloni. Una volta uscito dalla sala di rianimazione, Nicolò è di fatto rinato. Per lui, che lavorava in una ditta termoidraulica a Saluzzo, adesso comincia una nuova esistenza. Domenica 31 gennaio, ad un anno e mezzo dalla "cesura" del 2008, ha festeggiato il ventesimo compleanno: «L’operazione è andata bene, dopo appena 9 giorni eravamo già tutti a casa. Nei prossimi sei mesi saranno ridotti progressivamente gli esami in ospedale e la terapia antirigetto». Lontana da ogni forma di retorica sul "coraggio" per un gesto così altruistico, la madre Tiziana sostiene di aver «semplicemente restituito l’esistenza che spetta ad un giovane di vent’anni. E non è mancato mai il sostegno: dal Santa Croce di Cuneo alle Molinette di Torino, bisogna dire che il sistema ha funzionato bene davvero. Abbiamo sempre trovato disponibilità da parte dei sanitari, anche sotto il profilo umano. Oggi si parla poco dei trapianti tra viventi, vorrei che l’opinione pubblica fosse sensibilizzata di più su questo argomento».
davide costamagna
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