Maria Franco, per tutti "Mariuccia", mamma di quattro figli, è nata a Cavour nel 1916 e, pur vivendo da anni a Piossasco, è solita trascorrere alcuni periodi presso parenti a Revello. Fin da giovanissima è stata occupata prima in attività agricole e poi come cameriera e cuoca in diverse località: Courmayeur, Cervinia, Paesana e Verzuolo. Ma è soprattutto durante il servizio svolto a Sestriere dal 1928 al 1933, che Mariuccia visse un’esperienza unica e indimenticabile. In quegli anni infatti la "giovane cameriera" ebbe modo di fare amicizia e giocare con alcuni illustri suoi coetanei, fra cui Giovanni e Susanna Agnelli, e di conoscere Maria José del Belgio con il marito Umberto II di Savoia, Principe di Piemonte e futuro Re d’Italia.
Alcune settimane fa ho incontrato e intervistato in una cascina nella frazione di S. Firmino a Revello la signora Mariuccia, che compirà novantaquattro anni il prossimo 18 giugno.
Signora, lei era figlia di una famiglia di agricoltori. Come mai si è ritrovata a fare la cameriera e poi la cuoca nei più rinomati alberghi delle nostre zone?
«Dopo aver terminato la terza elementare, d’estate con tutta la famiglia raggiungevo la borgata di Troncea (Pragelato), dove accudivo le mucche e i due cavalli. D’inverno, quando scarseggiava il lavoro, mio papà Giuseppe, prima che mi sposassi, mi mandava a servizio presso il Grande Albergo Sestrières di proprietà di mio zio Vincenzo Possetto, pioniere dello sviluppo turistico del paese».
Quali erano i suoi compiti?
«Nel 1928 a Sestriere vi erano solamente gli impianti sciistici, una casa cantoniera, il nostro albergo e una caserma di militari (il ricovero 3° Alpini). L’hotel in cui lavoravo aveva quattro piani con numerose stanze e poteva contemporaneamente servire centinaia di pasti. Vi era il bar e la sala ristorante per i militari e gli operai; altri locali più raffinati erano destinati agli ospiti più importanti e agli ufficiali. La mia occupazione principale era quella di barista e cameriera. Per particolari esigenze aiutavo anche in cucina, in lavanderia e collaboravo al servizio di dispensa. Qui si preparavano i piatti per la colazione, gli antipasti freddi e la frutta per pranzo e cena. Al mattino mi alzavo molto presto, perché dovevo apparecchiare e predisporre le vivande calde, i riccioli di burro, le marmellate, i biscotti e i pasticcini. Oltre ai proprietari vi erano 95 persone di servizio».
Ma chi andava nel 1930 a sciare a Sestriere?
«In quel periodo erano solamente le famiglie più benestanti che potevano permettersi e praticare questo sport. Fra i più assidui frequentatori vi erano i componenti della famiglia Agnelli. Allora ero una ragazzina e Giovanni e la sorella Susanna, poco più giovani di me, mi invitavano spesso a giocare con loro a palle di neve. Giovanni Agnelli amava molto sciare ed era un ragazzo allegro, simpatico e gentile con il personale dell’albergo. Ricordo però che i più importanti e illustri ospiti furono Maria José e il marito Umberto II. I due freschi sposi giunsero negli anni in cui ero di servizio al Grande Albergo Sestrières. In quel periodo - sarà stata la neve, le montagne imbiancate, il personale di corte, il principe e la principessa sulla preziosa slitta trainata da cavalli - credevo di vivere dentro una favola!»
Ma come trascorrevano la giornata i due ospiti?
«Umberto II e la moglie si recavano ogni giorno sulle piste da sci; Maria José, anche quando indossava i pantaloni e la giacca sportiva, era sempre elegantissima. Umberto II era molto discreto ma sempre cortese e cordiale con tutti; trascorreva parte del tempo libero leggendo libri e documenti nella sala lettura dell’hotel. La principessa era più espansiva e informale, alcune volte dopo aver servito i caffé mi invitava sulla terrazza adiacente alla sala da pranzo per scambiare due parole; da quel punto si poteva ammirare un magnifico paesaggio.»
Altri ricordi?
«Un avvenimento particolarmente triste si verificò quando una compagnia di alpini, comandata dal capitano Carrera, venne travolta durante una marcia da una grande valanga. Appena avuta notizia del disastro tutti gli uomini di servizio nell’albergo partirono con i tre cani S. Bernardo alla ricerca dei poveri alpini. Purtroppo molti di quei giovani militari, che fino alla sera prima cantavano allegramente nel bar, trovarono una triste e sfortunata morte. Nei primi anni Trenta molti ospiti erano gli ingegneri, i tecnici e gli operai che lavoravano alla costruzione delle famose torri, degli alberghi e dei nuovi impianti e funivie di risalita. Ricordo ancora che quando all’interno dei locali dell’albergo venne costruito un forno, i proprietari fecero arrivare i panettieri e pasticceri da Saluzzo, perché ritenuti i migliori nel settore».
Il Grande Albergo a Sestriere rimaneva aperto tutto l’anno ma, con l’arrivo della bella stagione, Mariuccia - a malincuore - lasciava la divisa da cameriera per scendere a Pragelato, fino a borgata Troncea, per aiutare la famiglia che aveva le mucche in alpeggio.
pierpaolo bindolo