Il "Corriere di Saluzzo" va in ferie. Permettetemi di approfittare dell’occasione per ringraziare il "Corriere" della preziosa opera di informazione che fa ogni settimana. Dare informazioni significa condividere conoscenze, suscitare riflessioni e confronti e quindi creare legami. Qualche anno fa un autorevole sociologo faceva notare che viviamo in una società in cui i rapporti interpersonali si fanno sempre più deboli, siamo come coriandoli, pezzettini di carta senza continuità con gli altri pezzettini che ci stanno accanto. Forse si tratta di un’analisi un po’ troppo severa, ma è indubbio che rischiamo di perdere di vista chi ci sta accanto. Inviamo milioni di sms ma talvolta non sappiamo più sorridere, non sappiamo più esprimere, e cogliere, le mille sfumature di una parola, di un gesto, di un cenno.
Ritengo che le settimane di riposo possano avere anche questo scopo: ritrovare un po’ di tempo e di calma per ritessere rapporti. Incontrarsi, parlare e ascoltare, confrontarsi, scambiare opinioni, discutere. Sono verbi che favoriscono il riflettere, pensare, ricordare, valutare, apprezzare, appassionarsi … altri verbi che ci aiutano a vivere con maggiore saggezza e serenità.
Penso alle feste dei paesi e delle borgate, occasione di incontro, di scambio. E’ bello stare insieme, parlare e mangiare, ricordare e cantare. "Fare festa" non è stordimento o eccesso o fuga dalla vita ordinaria. E’ valorizzare queste occasioni di incontro, di relazione.
Il mio augurio è che queste settimane di riposo ci permettano di accorgerci di chi ci sta vicino. Per chi fa riferimento alla fede cristiana questo atteggiamento corrisponde al comandamento dell’amore vicendevole e trae la sua forza dall’esempio di Colui che ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Vorrei però ricordare anche chi non può prendersi un periodo di riposo, o perché è occupato nel lavoro (e nel nostro territorio queste settimane sono particolarmente impegnative per la raccolta della frutta), oppure perché le condizioni di salute gli impediscono di uscire di casa. A tutti auguro di potere sperimentare in ogni caso la vicinanza del prossimo. Lo scorso anno nell’enciclica "Caritas in veritate" Papa Benedetto XVI scriveva: "La creatura umana si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio" (n. 53). L’augurio pertanto è che sappiamo vivere in modo più autentico la vicinanza degli altri. Ne deriva una maggiore realizzazione di noi stessi, cioè maggiore serenità per tutti.
+ Giuseppe Guerrini