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A giorni incomincerà la nuova stagione della raccolta nella campagna saluzzese e il nomadismo bracciantile porterà anche quest'anno centinaia di migranti in cerca di lavoro.
Sono ormai alcuni anni che nella tranquilla e benestante cittadina si ripresenta questo fenomeno di 'invasione' di lavoratori migranti, invisibili ai più, ma problema scottante a livello politico locale, non tollerato dai partiti con impostazione razzista.
È manodopera che arriva dalle terre d'Africa, in fuga dalla fame e dalle guerre, dove il colonialismo prima, le multinazionali ora, hanno fatto man bassa delle risorse e delle preziose materie prime. Per la maggior parte sono contadini che a casa loro sono stati privati della terra e dei mezzi per coltivare; le loro economie di sussistenza sono state distrutte dai disastri ambientali, climatici, dalle politiche economiche e monetarie di esclusione o dai conflitti militari di cui le potenze occidentali hanno determinato le cause e condizionato i precari equilibri regionali.
Per queste ragioni migrano, come sono emigrati i nostri avi alla ricerca della sopravvivenza, affrontano il deserto, la predazione dei mercanti di uomini, attraversano il mare nostrum; per chi si salva incomincia un nuovo andare, fatto di negazione dei diritti dell'uomo, di sfruttamento come lavoratori o come disoccupati.
L'estate scorsa, a Saluzzo, il 'fenomeno' è stato affrontato come emergenza e legalità, nel tentativo di dare risposte di solidarietà e assistenza da parte delle associazioni e comitati. La soluzione è stata un accampamento di container, messi a disposizione da Coldiretti, e l'accampamento 'bidonville' senza servizi, dove Comitati e Caritas hanno cercato di alleviare le enormi difficoltà esistenziali.... solo con il freddo autunnale sono arrivate le tende della protezione civile!
Anche noi, Associazione 'Fornelli in lotta' abbiamo espresso solidarietà e dato il nostro piccolo sostegno per affermare la priorità della dignità dei migranti e la tutela dei loro diritti rispetto agli 'affari'. Siamo stati presenti in più occasioni e abbiamo conosciuto da vicino la loro umanità.
E' palese che le migrazioni sono un problema complesso che non puó essere risolto né con la negazione e repressione del fenomeno, con i respingimenti o la criminalizzazione per il reato di clandestinità, ora abrogato per l'illegittimità costituzionale, neppure con sole misure assistenzialistiche o la delega all'Europa.
Occorre, a nostro avviso, guardare all'Africa non come terra di profitti ma in uno spirito di cooperazione cambiare gli attuali modelli competitivi di rapporti economici ed espansione che regolano l'economia mondiale. L'Africa e le sue risorse devono essere lasciate ai suoi abitanti.
Intanto a Rosarno come a Saluzzo e in altre zone agricole d'Italia, il problema rimane nella sua complessità e nella mancanza di prospettive.
Anche quest'anno in arrivo possono essere in tanti, forse non ci sarà lavoro per tutti. Ci dicono che l'anno scorso solo la metà ha trovato lavoro, quindi la manodopera migrante era in eccedenza, ma di certo funzionale ai profitti per gli imprenditori agricoli e per la grande distribuzione.
I nostri nonni avevano un'altra visione della terra e del lavoro di contadino: la terra e i suoi prodotti come dono e patrimonio sacro, fonte di nutrimento e vita, non merci come sono intesi oggi. I nostri nonni occupavano manodopera stagionale per la raccolta della frutta, dell'uva, del grano, ecc.. i braccianti erano accolti nelle cascine, nei ciabot, pagati e rifocillati..il tutto finiva con una festa sull'aia! Ora non c'è più traccia di quella cultura, i braccianti neri non sono accolti in cascina, sono sottopagati (a confronto dei 'nostr'), sfruttati, a volte mandati via senza la remunerazione per tutto il lavoro svolto: sono diventati i nuovi schiavi!
Occorre spezzare la catena bracciante-imprenditore agricolo-intermediario-grande distribuzione azionata dal meccanismo perverso del profitto e dello sfruttamento sulla manodopera bracciantile.
Difendere i diritti e la dignità dei migranti in quanto persone e cittadini, è difendere la loro e la nostra umanità.

Fornelli in lotta


Giovedì 5, Giugno 2014
Egr. direttore
mi permetta di manifestare una sensazione e un'opinione, insieme al sentito grazie a chi ha creduto nella mia persona concedendomi la preferenza, nonostante la difficoltà di esprimere la stessa, visto che c'erano tre livelli elettorali e decine di simboli.
La sensazione è che sia avvenuta una cosa molto bella e nuova: un ritorno alla fiducia verso la politica e i partiti che meglio la rappresentano, fiducia passata attraverso persone che sono state giudicate credibili per quanto hanno fatto nel corso degli anni più che per come si sono presentate in campagna elettorale. Con risultati che hanno premiato la sobrietà.
E' una grande responsabilità quella di raccogliere questo messaggio di fiducia e di speranza quando su tutto sembrava prevalere il disfattismo e i partiti parevano aver esaurito, indegnamente, il loro ruolo storico.
L'opinione è che il toto assessori non sia la chiave di lettura di questo cambiamento. Del tutto evidente che il presidente Chiamparino dovrà scegliere le persone giuste al posto giusto. Ma non sono mancate neanche in passato le persone capaci. E' mancata la capacità di fare squadra: conflittuale il rapporto tra il presidente e la giunta, tra l'esecutivo e il consiglio, confuso il rapporto tra politica e gestione. Ed è mancata soprattutto la fiducia tra il governo regionale e la gente.
Questo, se avverrà, farà la differenza e consentirà alla politica di guidare la macchina regionale producendo buone politiche, ascoltando il territorio e facendo tesoro di chi ha la conoscenza, ma non è riuscito a esprimerla perché bloccato dai filtri del potere. Permetterà di decidere nell'interesse generale con una filiera di responsabilità dove ognuno recita la sua parte nel coro con un effetto armonico. Questo lo sanno i sindaci e lo sa la gente che li ha scelti.

Paolo Allemano


Giovedì 5, Giugno 2014
Egregio Direttore,
attraverso le pagine del Corriere desidero ringraziare i coniugi Maura e Roberto Galliano di Manta che hanno devoluto all'Associazione L'Airone la somma raccolta dai colleghi di Roberto dipendenti della cartiera Burgo in ricordo della recente ed improvvisa scomparsa del papà Leone Galliano.

Grazie di cuore per aver pensato ai nostri figli con i loro bisogni speciali!

Laura Bergese con gli altri genitori dell'Airone.

Laura Bergese


Martedì 3, Giugno 2014


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