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Un sogno infrantoSono Carola ho19 anni , sono innamorata della vita e di tutte le cose che possono piacere alla mia età, non conosco la cattiveria e la malizia ma non sempre il mio atteggiamento viene capito...
Ad ottobre 2013 sono stata convocata alla scuola materna del mio paese per iniziare un inserimento come aiuto insegnanti, il mio compito far giocare i bimbi e aiutare nello svolgimento delle normali mansioni. Non vi dico che felicità, le prime settimane il mio impegno a giorni alterni per 4 ore la mattina, poi mi hanno premiata e permesso di andare tutti i giorni.
Adesso questo mio impegno è finito e non so bene perché, è successo tutto in fretta, lunedì sono andata al lavoro e martedì a casa: non avevano più bisogno di me .
Scrivo questa lettera per ringraziare le mamme che hanno condiviso il mio breve e felice percorso, che hanno capito che il mio guardare dritto negli occhi le persone è il mio modo di trasmettere le emozioni e l'affetto, ringrazio anche quelle mamme che queste cose non hanno avuto voglia di capirle, ringrazio le maestre che mi hanno accolta e guidata, anche quelle maestre che non sono riuscite a cogliere fino in fondo la mia passione e hanno deciso che non ero idonea. Ringrazio tutte le persone che, con grande generosità, mi hanno inserita in questo percorso e non importa se improvvisamente hanno cambiato parere, è vero che io sono un po' più triste , che se mi avessero aiutata avrei fatto il possibile per meritare quel posto di lavoro, io non avevo stipendio ma solo passione e tanta volontà.
Quando passo davanti all'asilo non resisto dal rallentare il passo e sbirciare se vedo qualcuno dei miei bambini uscire per poterli abbracciare, mi piacerebbe anche incontrare le maestre per poterle salutare perché loro si sono dimenticate di salutarmi quando hanno deciso che per me il lavoro non c'era piu'
...le persone sono collegate fra di loro da un filo invisibile dal quale si ricevono emozioni e si trasmette amore...questo filo a volte si puó spezzare ma non è un problema, si ripara...basta un po' di volontà e un po' d'amore e quando riparato il filo è ancora più bello perchè trasmette anche felicità...credetemi, basta provare...

Carola - Casalgrasso


Giovedì 20, Marzo 2014
Egregio Direttore,
insistenti voci di paese asseriscono che anche a Tarantasca, come in altri paesi viciniori, alle prossime amministrative ci sarà una lista unica. Mi chiedo come sia possibile. Se non si sarà in grado di avere una alternativa valida e vi sarà una sola formazione da votare, con le persone di sempre che già conosciamo, avrà ancora senso recarsi alle urne?
Mi pare ci sia la necessità di un'altra lista formata da concittadini dai valori alti: persone che non abbiano interessi personali; persone che vogliano un paese che possa essere veramente per tutti; persone disposte a formare un'amministrazione sincera, leale, trasparente, che interpreti il suo mandato come un servizio per la comunità.
Con questa mia spero di trovare, tra i miei compaesani lettori del Suo giornale, qualcuno che voglia compromettersi e che mi contatti- al n. 3202619832 o dal mio Blog http://tarantasca.ilcannocchiale.it- per valutare assieme se si possa fare qualcosa, dare una alternativa, proporre un futuro diverso per questo nostro paese. Altrimenti per i prossimi trent'anni saremo amministrati ancora dalle solite persone.

Enrico M. Beraudo


Giovedì 20, Marzo 2014
Ho letto le considerazioni del Sindaco di Saluzzo Dott. Allemano riguardo alla mancata possibilità di delocalizzare la Sedamyl nell'area vicino a Torre San Giorgio (Corriere di Saluzzo, 6-3-2014, intervista a pag. 7).
Poiché sono proprietaria di una parte dei terreni interessati da questa 'mancata area' e quindi ho avuto modo di approfondire le questioni ad essa inerenti, chiedo la cortese disponibilità del Vostro giornale per esporre quanto segue:
1) Problema della delocalizzazione della Sedamyl
Non è un problema della prossima legislatura, perché ormai 'i giochi sono fatti': a partire dal 2006 la Sedamyl ha programmato e realizzato (grazie ad una convenzione con il Comune e ai successivi permessi ecc.) il rinnovamento e l'ampliamento di tutto il suo stabilimento, che, così com'è ora, è destinato a rimanere in situ almeno finché non avrà esaurito la sua funzionalità, vale a dire, per quanto consta, ancora circa vent'anni (se non di più).
Quindi il problema della delocalizzazione della Sedamyl (che era semmai ipotizzabile fino al 2006) al momento non c'è e potrà diventare concreto soltanto fra almeno quattro legislature.
Tra l'altro, per legge, i piani regolatori hanno una durata prevista di 10 anni e quindi possono fare previsioni solo per quel lasso di tempo!
2) Area al confine con Torre San Giorgio
Per spiegarsi la bocciatura di quest'area non è necessario arrovellarsi su eventuali 'pressioni' degli uni, mancanze di 'visione' degli altri ecc.
Semplicemente i terreni su cui sarebbe dovuta sorgere la nuova area industriale sono terreni di elevato pregio agronomico, classificati come tali nella cartografia ufficiale della Regione Piemonte e tutelati dalla vigente legislazione regionale, che impone per essi la non edificabilità se non per strutture strettamente destinate all'agricoltura.
Dunque, nel rispetto della normativa vigente, non si sarebbe nemmeno dovuto prenderli in considerazione (come io avevo richiesto fin dal momento delle osservazioni al progetto preliminare del p.r.g.c. nel 2008).
Poiché, tuttavia, i pianificatori urbanistici e l'Amministrazione (inspiegabilmente) allora non tennero conto del mio richiamo alla normativa regionale, dovetti rivolgermi al TAR Piemonte, che (confortato da un'approfondita verificazione in campo, la quale confermava l'elevato valore agronomico dei terreni in questione) accolse i ricorsi da me proposti contro il Comune di Saluzzo, che aveva adottato il nuovo piano regolatore, e contro la Regione Piemonte, che successivamente lo aveva approvato.
Malgrado il TAR Piemonte, accogliendo i miei due ricorsi, avesse 'bocciato' l'area produttiva, il Comune (con un'insistenza sempre più incomprensibile) ricorse al Consiglio di Stato.
Quest'ultimo (sentenza n. 05343 dell' 8/11/2013) ha nuovamente dato torto al Comune e 'ribocciato' (se così si puó dire) l'area, condannando pure il Comune alle spese.
Dunque: l'area è stata 'cancellata' per la semplice ragione che la si era voluta imporre, comunque ingiustificatamente, su pregiati terreni agricoli che, secondo la normativa vigente, devono essere sottratti alla cementificazione.
3) 'Diritto del singolo a ricavare un guadagno'
Per quanto riguarda questa affermazione, preciso che non sono riuscita a capire che cosa significhi esattamente, ma vorrei, comunque, chiarire che la mia opposizione all'area che sarebbe dovuta insistere sui miei terreni non ha nulla a che fare con una mia eventuale attesa di guadagno.
Infatti la pretesa delocalizzazione dello stabilimento Sedamyl (appena rinnovato ed ampliato) sarebbe comunque avvenuta non prima di venti o più anni, durante i quali il Comune avrebbe continuato a pretendere da me il pagamento dei tributi locali (ICI, ora IMU) secondo gli elevatissimi importi delle aree classificate come edificabili. E alla fine, dopo essere stata esposta alla richiesta di enormi tributi, non avrei nemmeno avuto la certezza di vendere l'area alla Sedamyl, perché questa non avrebbe avuto nessun obbligo formale di acquistarlo. Altro che attesa di guadagno!
Per quanto riguarda i diritti di altri singoli non posso dire (p.es. non tutti i proprietari dei terreni interessati dall'area edificabile si sono opposti alla creazione di essa e quindi, evidentemente, non tutti la pensavano come me), ma per me stessa, ripeto, posso affermare: non ho mai agito per ottenere un guadagno, ma solo per ottenere il rispetto delle leggi vigenti e per limitare il più possibile le perdite.

Maddalena Gullino


Giovedì 13, Marzo 2014


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