DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE     Via Parrà, 9 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel. 0175.42556 - Fax. 0175490348

Egregio Direttore,
insistenti voci di paese asseriscono che anche a Tarantasca, come in altri paesi viciniori, alle prossime amministrative ci sarà una lista unica. Mi chiedo come sia possibile. Se non si sarà in grado di avere una alternativa valida e vi sarà una sola formazione da votare, con le persone di sempre che già conosciamo, avrà ancora senso recarsi alle urne?
Mi pare ci sia la necessità di un'altra lista formata da concittadini dai valori alti: persone che non abbiano interessi personali; persone che vogliano un paese che possa essere veramente per tutti; persone disposte a formare un'amministrazione sincera, leale, trasparente, che interpreti il suo mandato come un servizio per la comunità.
Con questa mia spero di trovare, tra i miei compaesani lettori del Suo giornale, qualcuno che voglia compromettersi e che mi contatti- al n. 3202619832 o dal mio Blog http://tarantasca.ilcannocchiale.it- per valutare assieme se si possa fare qualcosa, dare una alternativa, proporre un futuro diverso per questo nostro paese. Altrimenti per i prossimi trent'anni saremo amministrati ancora dalle solite persone.

Enrico M. Beraudo


Giovedý 20, Marzo 2014
Ho letto le considerazioni del Sindaco di Saluzzo Dott. Allemano riguardo alla mancata possibilità di delocalizzare la Sedamyl nell'area vicino a Torre San Giorgio (Corriere di Saluzzo, 6-3-2014, intervista a pag. 7).
Poiché sono proprietaria di una parte dei terreni interessati da questa 'mancata area' e quindi ho avuto modo di approfondire le questioni ad essa inerenti, chiedo la cortese disponibilità del Vostro giornale per esporre quanto segue:
1) Problema della delocalizzazione della Sedamyl
Non è un problema della prossima legislatura, perché ormai 'i giochi sono fatti': a partire dal 2006 la Sedamyl ha programmato e realizzato (grazie ad una convenzione con il Comune e ai successivi permessi ecc.) il rinnovamento e l'ampliamento di tutto il suo stabilimento, che, così com'è ora, è destinato a rimanere in situ almeno finché non avrà esaurito la sua funzionalità, vale a dire, per quanto consta, ancora circa vent'anni (se non di più).
Quindi il problema della delocalizzazione della Sedamyl (che era semmai ipotizzabile fino al 2006) al momento non c'è e potrà diventare concreto soltanto fra almeno quattro legislature.
Tra l'altro, per legge, i piani regolatori hanno una durata prevista di 10 anni e quindi possono fare previsioni solo per quel lasso di tempo!
2) Area al confine con Torre San Giorgio
Per spiegarsi la bocciatura di quest'area non è necessario arrovellarsi su eventuali 'pressioni' degli uni, mancanze di 'visione' degli altri ecc.
Semplicemente i terreni su cui sarebbe dovuta sorgere la nuova area industriale sono terreni di elevato pregio agronomico, classificati come tali nella cartografia ufficiale della Regione Piemonte e tutelati dalla vigente legislazione regionale, che impone per essi la non edificabilità se non per strutture strettamente destinate all'agricoltura.
Dunque, nel rispetto della normativa vigente, non si sarebbe nemmeno dovuto prenderli in considerazione (come io avevo richiesto fin dal momento delle osservazioni al progetto preliminare del p.r.g.c. nel 2008).
Poiché, tuttavia, i pianificatori urbanistici e l'Amministrazione (inspiegabilmente) allora non tennero conto del mio richiamo alla normativa regionale, dovetti rivolgermi al TAR Piemonte, che (confortato da un'approfondita verificazione in campo, la quale confermava l'elevato valore agronomico dei terreni in questione) accolse i ricorsi da me proposti contro il Comune di Saluzzo, che aveva adottato il nuovo piano regolatore, e contro la Regione Piemonte, che successivamente lo aveva approvato.
Malgrado il TAR Piemonte, accogliendo i miei due ricorsi, avesse 'bocciato' l'area produttiva, il Comune (con un'insistenza sempre più incomprensibile) ricorse al Consiglio di Stato.
Quest'ultimo (sentenza n. 05343 dell' 8/11/2013) ha nuovamente dato torto al Comune e 'ribocciato' (se così si puó dire) l'area, condannando pure il Comune alle spese.
Dunque: l'area è stata 'cancellata' per la semplice ragione che la si era voluta imporre, comunque ingiustificatamente, su pregiati terreni agricoli che, secondo la normativa vigente, devono essere sottratti alla cementificazione.
3) 'Diritto del singolo a ricavare un guadagno'
Per quanto riguarda questa affermazione, preciso che non sono riuscita a capire che cosa significhi esattamente, ma vorrei, comunque, chiarire che la mia opposizione all'area che sarebbe dovuta insistere sui miei terreni non ha nulla a che fare con una mia eventuale attesa di guadagno.
Infatti la pretesa delocalizzazione dello stabilimento Sedamyl (appena rinnovato ed ampliato) sarebbe comunque avvenuta non prima di venti o più anni, durante i quali il Comune avrebbe continuato a pretendere da me il pagamento dei tributi locali (ICI, ora IMU) secondo gli elevatissimi importi delle aree classificate come edificabili. E alla fine, dopo essere stata esposta alla richiesta di enormi tributi, non avrei nemmeno avuto la certezza di vendere l'area alla Sedamyl, perché questa non avrebbe avuto nessun obbligo formale di acquistarlo. Altro che attesa di guadagno!
Per quanto riguarda i diritti di altri singoli non posso dire (p.es. non tutti i proprietari dei terreni interessati dall'area edificabile si sono opposti alla creazione di essa e quindi, evidentemente, non tutti la pensavano come me), ma per me stessa, ripeto, posso affermare: non ho mai agito per ottenere un guadagno, ma solo per ottenere il rispetto delle leggi vigenti e per limitare il più possibile le perdite.

Maddalena Gullino


Giovedý 13, Marzo 2014
In un articolo comparso il 6 marzo sulle pagine cuneesi de 'La Stampa', in cui si dava conto della presentazione del Rapporto annuale della Caritas sull'immigrazione, Saluzzo veniva accostata al tema dello sfruttamento dei lavoratori stagionali extracomunitari. Benché in quell'articolo le parole 'sfruttamento' e 'Saluzzo' appartenessero a due contesti sintatticamente e logicamente distinti, era difficile sfuggire all'impressione che nel Rapporto il nostro territorio fosse citato come uno di quelli in cui il lavoro bracciantile si svolge in larga parte al di fuori delle norme vigenti.
E' vero che, delle tredicimila righe del Rapporto, il riferimento a Saluzzo ne occupa solo due, ma non per questo posso tacere che l'impressione suscitata da quell'accostamento non corrisponde alla realtà dei fatti.
Mi sembra dunque necessario ribadire chiaramente che gli agricoltori del Saluzzese non sono degli sfruttatori. Se si deve parlare di sfruttamento, lo si puó fare in relazione alle condizioni generali in cui si svolge il lavoro bracciantile (in particolare per quanto riguarda l'aspetto retributivo), che tuttavia non dipendono certo dal singolo datore di lavoro, lasciato in balia delle spietate regole del mercato globale, nel quale sono sempre gli interessi delle grandi forze finanziarie a prevalere e non certo quelli dei prestatori d'opera o dei piccoli produttori. Naturalmente è ben possibile che, tra tanti onesti, qualcuno che si crede più 'furbo' tenti di aggirare la normativa per ricavarne un ingiusto vantaggio economico, ma la categoria nel suo complesso, stimolata anche dalle organizzazioni rappresentative, rispetta le regole. A quanti le vìolano, in agricoltura come in tutti gli altri settori lavorativi, vorrei comunque ricordare, da prete, che 'defraudare la giusta mercede a chi lavora' (e la 'giusta mercede' comprende anche la quota contributiva) è uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.
Credo che gli estensori del Rapporto sull'immigrazione abbiano tratto le loro conclusioni su Saluzzo sulla base più di una analogia 'visiva', che di una concreta analisi della situazione locale. Dal punto di vista visivo, infatti, la baraccopoli del Foro Boario non aveva nulla di diverso da quelle dei ghetti del Sud, dove peró alle inumane condizioni abitative si accompagna anche lo sfruttamento lavorativo. Il fraintendimento è stato quello di estendere l'analogia dal piano abitativo a quello lavorativo, dove invece le differenza sono rilevanti, per quanto riguarda sia l'entità delle paghe, che la regolarità contributiva, che il ruolo del caporalato. Per tutti questi fattori, la situazione di Saluzzo è ben diversa da quella di Rosarno, Lecce o Nardó.
La Chiesa saluzzese non puó comunque restare insensibile di fronte alle condizioni disperate in cui si trovano a vivere centinaia di nostri fratelli in cerca di qualche giornata di lavoro. Per questo abbiamo lanciato ripetuti appelli, che rinnoviamo anche ora, affinché i datori di lavoro che ne hanno la possibilità diano un letto ai loro operai stagionali. E' da queste premesse che viene anche il nostro sincero riconoscimento alla Coldiretti, che dall'anno scorso investe risorse significative per dare ospitalità a molti lavoratori contrattualizzati.
Fatta la necessaria chiarezza su un punto che ha suscitato molta amarezza nel mondo agricolo, mi auguro che, continuando a lavorare insieme, si possano rendere più umane le condizioni di vita di tutti quei giovani che, pur provenendo da tanto lontano, contribuiscono con il loro lavoro allo sviluppo della vita economica locale.


Il Direttore Caritas Saluzzo - Don Beppe Dalmasso


Giovedý 13, Marzo 2014


Le Rubriche tematiche
Acchiappamostre
La mostra della settimana
Arte & Fede
Commercio Equo & Solidale
Shopping etico a prezzi di saldo
Consulenza legale
La rottamazione delle cartelle Equitalia
Cucina Piemontese
Il semolino dolce
Fermo immagine
Dare un nome
I ragazzi leggono
La compagnia dei soli
Il Vangelo della Domenica
Domenica 19 novembre
La Memoria del Cuore
'Salvarsi' con una fiaba
Leggere con gusto
Elogio della galletta
Libera-Mente
Trauma psicologico, E. M. D. R. e... Ungaretti
Stella Stellina
Lo spazio esterno
Vola al Cinema
da giovedì 27 aprile a martedì 2 maggio



CorrierediSaluzzo.it è una testata giornalistica.
P.Iva - Cf. - Reg. Imprese CN n. 01893690048
Rea n. CN-142932
Direttore Responsabile: Mario BANCHIO
email: redazione@corrieredisaluzzo.it

Contatta la redazione

© SOCIETA' EDITRICE SALE E LUCE - SOCIETA' COOPERATIVA - Tutti i diritti riservati - Note legali - Area riservata -   Esci
powered by Leonardo Web s.r.l. - MANTA (CN)