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In un articolo comparso il 6 marzo sulle pagine cuneesi de 'La Stampa', in cui si dava conto della presentazione del Rapporto annuale della Caritas sull'immigrazione, Saluzzo veniva accostata al tema dello sfruttamento dei lavoratori stagionali extracomunitari. Benché in quell'articolo le parole 'sfruttamento' e 'Saluzzo' appartenessero a due contesti sintatticamente e logicamente distinti, era difficile sfuggire all'impressione che nel Rapporto il nostro territorio fosse citato come uno di quelli in cui il lavoro bracciantile si svolge in larga parte al di fuori delle norme vigenti.
E' vero che, delle tredicimila righe del Rapporto, il riferimento a Saluzzo ne occupa solo due, ma non per questo posso tacere che l'impressione suscitata da quell'accostamento non corrisponde alla realtà dei fatti.
Mi sembra dunque necessario ribadire chiaramente che gli agricoltori del Saluzzese non sono degli sfruttatori. Se si deve parlare di sfruttamento, lo si puó fare in relazione alle condizioni generali in cui si svolge il lavoro bracciantile (in particolare per quanto riguarda l'aspetto retributivo), che tuttavia non dipendono certo dal singolo datore di lavoro, lasciato in balia delle spietate regole del mercato globale, nel quale sono sempre gli interessi delle grandi forze finanziarie a prevalere e non certo quelli dei prestatori d'opera o dei piccoli produttori. Naturalmente è ben possibile che, tra tanti onesti, qualcuno che si crede più 'furbo' tenti di aggirare la normativa per ricavarne un ingiusto vantaggio economico, ma la categoria nel suo complesso, stimolata anche dalle organizzazioni rappresentative, rispetta le regole. A quanti le vìolano, in agricoltura come in tutti gli altri settori lavorativi, vorrei comunque ricordare, da prete, che 'defraudare la giusta mercede a chi lavora' (e la 'giusta mercede' comprende anche la quota contributiva) è uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.
Credo che gli estensori del Rapporto sull'immigrazione abbiano tratto le loro conclusioni su Saluzzo sulla base più di una analogia 'visiva', che di una concreta analisi della situazione locale. Dal punto di vista visivo, infatti, la baraccopoli del Foro Boario non aveva nulla di diverso da quelle dei ghetti del Sud, dove peró alle inumane condizioni abitative si accompagna anche lo sfruttamento lavorativo. Il fraintendimento è stato quello di estendere l'analogia dal piano abitativo a quello lavorativo, dove invece le differenza sono rilevanti, per quanto riguarda sia l'entità delle paghe, che la regolarità contributiva, che il ruolo del caporalato. Per tutti questi fattori, la situazione di Saluzzo è ben diversa da quella di Rosarno, Lecce o Nardó.
La Chiesa saluzzese non puó comunque restare insensibile di fronte alle condizioni disperate in cui si trovano a vivere centinaia di nostri fratelli in cerca di qualche giornata di lavoro. Per questo abbiamo lanciato ripetuti appelli, che rinnoviamo anche ora, affinché i datori di lavoro che ne hanno la possibilità diano un letto ai loro operai stagionali. E' da queste premesse che viene anche il nostro sincero riconoscimento alla Coldiretti, che dall'anno scorso investe risorse significative per dare ospitalità a molti lavoratori contrattualizzati.
Fatta la necessaria chiarezza su un punto che ha suscitato molta amarezza nel mondo agricolo, mi auguro che, continuando a lavorare insieme, si possano rendere più umane le condizioni di vita di tutti quei giovani che, pur provenendo da tanto lontano, contribuiscono con il loro lavoro allo sviluppo della vita economica locale.


Il Direttore Caritas Saluzzo - Don Beppe Dalmasso


Giovedì 13, Marzo 2014
Udienza:
Onorevoli cittadini italiani, mi rivolgo a voi nella speranza che qualcuno comprenda la mia linea di difesa. Per chi?
Per il nostro Presidente della Repubblica.
Sento da megafoni televisivi, leggo articoli dei giornali che si è perpetuato un ennesimo golpe al popolo italiano. Riassumendo il popolo italiano non è più sovrano ma è il cameriere di Napolitano.
Al primo impatto sembrerebbe vero. Il nostro presidente non indice elezioni per un Parlamento legittimato dal popolo, ma nomina a turno Pinco e Pallo a rivestire la Carica di Presidente del Consiglio dei Ministri.
Ma perché lo fa? Perché è una persona lungimirante e saggia che sa ragionare. I Signori occupanti le poltrone del Parlamento votati dal popolo sino ad ora hanno rappresentato e rispettato chi li ha votati? Non ditemi di sì. Hanno fatto il bello e il cattivo tempo affossando l'Italia e basta.
Pertanto il nostro Presidente ha trovato più ragionevole e meno dispendioso eleggere la persona di turno che ha reputato più idonea a risolvere i problemi di questa Italia Cenerentola dell'Euro sperando che quella persona rappresenti e rispetti democraticamente la volontà dei cittadini. Ma non è finita.
Queste persone di roboanti nomi e nomine, tecnici della economia, tecnici della democrazia attorniati da cervelloni caotici che hanno inventato e incrementato atti burocratici per non lasciar lavorare gente onesta, sono giunti alla fine del mandato ad aver fatto nulla di buono e tanto di danno- Che Asma!.
Appello: Caro sig. Matteo Renzi farai anche tu la fine dei tuoi predecessori? Lo sai che accettiamo anche di non andare a votare perché vediamo in te un lumicino nel nero orizzonte?
Siamo in fila come i pastori che andavano ad adorare il Salvatore. Fa qualcosa per noi e anche per il nostro Presidente.


Gualtiero Morelli di Popolo


Giovedì 27, Febbraio 2014
Una brevissima riflessione personale di un (ex) elettore del PD ed (ex) renziano della prima ora.
In queste ultime settimane in Italia si sono succeduti rapidamente alcuni avvenimenti che, se non si possono definire colpo di Stato, poco ci manca. Parliamo allora di rottamazione, termine tanto caro al neo presidente del Consiglio. Renzi ha rottamato il governo Letta, ma nessuno ne ha capito le ragioni, se non quella di prenderne il posto a Palazzo Chigi, senza passare attraverso le elezioni. Cosa che nemmeno Mussolini riuscì a fare, cosa che nemmeno Berlusconi ha mai fatto. Renzi ha rottamato parecchi ministri per sostituirli con altri, ma nessun nome importante, nessuna comprovata esperienza nei curriculum dei neo ministri. Anzi, tutti quelli che sono stati contattati dal premier incaricato per entrare a far parte della squadra di governo hanno declinato l'offerta e allora cambiare i ministri incompetenti del governo Letta con altri ministri non competenti che senso ha? E' stato mantenuto in vita il governo delle larghe intese (sempre più ristrette), in cui non si capisce bene il ruolo del pregiudicato Berlusconi, del confuso Alfano e del trasformista Casini... Il tutto avvallato dal presidente della Repubblica Napolitano che si sta rivelando sempre più garantista delle lobby che garante della Costituzione... C'è da chiedersi chi stia davvero orchestrando tutti questi giochi di potere dentro i Palazzi della Politica... Lo vedremo nei prossimi giorni e mesi, quando verranno chiesti altri sacrifici agli italiani, non più dalla televisione, come fece Monti, ma attraverso un tweet...

Silvano Bergese - Tarantasca


Giovedì 27, Febbraio 2014


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