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Del Natale colpisce il fatto che Dio abbia scelto un neonato per portare scompiglio nel mondo: dalla sua nascita la storia si è divisa in 'prima di Cristo' e 'dopo Cristo' e tutti usiamo questa espressione senza neanche più pensarci, il suo arrivo ha scatenato paure in chi aveva potere, in chi contava e voleva continuare a essere predominante senza rischi...ma un bambino puó mettere in crisi un potente e i suoi privilegi? Puó mettere a rischio una vita già definita, soprattutto puó far così tanta paura?
La risposta la si puó trovare nella realtà: quando si ha in mano un test di gravidanza positivo, quel piccolissimo bambino, cercato o arrivato, scompiglia la vita. Ti rendi conto che c'è un prima di lui e un dopo di lui, che cambia radicalmente qualcosa, mista alla gioia ci puó essere tanta paura e nelle situazioni difficili si puó arrivare alla disperazione. La sua presenza sovverte tutti i piani, mette a rischio i progetti, mette a nudo le persone e le sorprese possono essere dolorose...Eppure è solo un minuscolo essere, ma con quale forza entra nella storia di una donna, di una coppia!
I più umili, i non privilegiati, i semplici hanno accolto duemila anni fa che quel bambino che tanto spaventava i sapienti, i dotti.
Oggi tante donne, tante coppie, si trovano a lottare per non cedere allo spavento di un figlio che si affaccia nella loro vita.
Il Centro di Aiuto alla Vita augura ad ogni donna e ad ogni coppia in attesa un Natale e un nuovo anno gioiosi, perché quel bambino, ospite atteso o inatteso, è come Gesù Bambino, novità assoluta per il mondo!

Le volontarie del CAV


Giovedì 2, Gennaio 2014
Caro Direttore,
E' passato il Natale, qualcuno ha mangiato il panettone, ma tanti non lo hanno neanche visto né odorato, è passato Capodanno, qualcuno ha fatto festa abbandonandosi al consumismo più egoistico, ma tanti altri sono rimasti in casa nella sobrietà della famiglia e si sono accontentati del sorriso e dell'amore di figli e nipotini che in fondo è il regalo più bello. E' un momento cupo e molto delicato per la nostra povera Italia, gli uomini di governo non hanno idea di cosa voglia dire pagare bollette, tasse su tasse, scaldare le nostre case e aver bisogno delle cure ospedaliere, tanto loro hanno chi queste cose gliele paga o le hanno come benefits e rimborsi, ma la gente comune no, la gente comune piange e non ce la fa più ad andare avanti; oggi agli occhi del popolo fanno scandalo i 21 milioni di euro per acquistare altre 200 nuove auto blu blindate, i caccia bombardieri, le navi da guerra. Poi, l'installazione autorizzata di nuove slot machines mentre la piaga del gioco d'azzardo sta diventando una vera e propria emergenza rovina famiglie e il governo condona alle lobby del gioco, miliardi di tasse non versate. Stiamo perdendo la dignità e l'educazione che i nostri padri ci hanno insegnato sin da bambini, le tradizioni cristiane che erano il fondamento delle nostre famiglie ed intanto andiamo alla deriva senza avere un futuro per i nostri giovani.
Vorrei proporLe alcuni passi della lettera di Padre Livio a Gesù bambino, e condividerla coi lettori perché all'interno racchiude tutto ció che ognuno di noi porta nel cuore e che vorremmo fermamente aiutasse a cambiare la realtà dei giorni nostri che purtroppo non è quella che vorremo per noi e per i nostri figli.
Caro Gesù Bambino,
in questi giorni, in cui nella nostra società molti festeggiano il Natale senza sapere chi sia il festeggiato, da povero italiano non ho timore di rivolgermi a Te, ben sapendo che solo Tu sei in grado di concederci le grazie di cui abbiamo bisogno. A chi infatti dovremmo chiederle se non a Te? Sei l'unico rimasto credibile in questo mondo, dove tutti promettono e nessuno mantiene. Non mi lascio ingannare dal modo umile e discreto con cui sei entrato in questo mondo. Apparentemente sei venuto a mani vuote, al freddo e al gelo di una grotta a stento riscaldata da un bue e un asinello. Deposto in una mangiatoia, non stavi meglio di tanti bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra verso le nostre contrade.
Caro Gesù Bambino, sei Tu il regalo di Natale che vorrei chiedere in primo luogo per il mio paese, per questa Italia che ha regalato il presepe al mondo, ma che adesso  lo proibisce negli asili e nelle scuole e che si mostra sempre più insofferente per tutto ció che ti riguarda. Qualcosa di strano e di pericoloso sta succedendo da qualche tempo. Proprio nelle nazioni dove il Tuo Vangelo ha prodotto i frutti più belli di fede, di carità e di civiltà, è scesa una nebbia spessa che Ti copre e Ti oscura, come se la gente si fosse stancata di Te. Sono sempre meno le persone che Ti ricordano. Sono pochissimi quelli che sanno che il giorno di Natale è quello del Tuo compleanno. Quando vado al supermercato faccio fatica a trovare una scritta di 'Buon Natale' da appendere sulla porta di casa. Pare che la nostra società Ti abbia  privato del permesso di soggiorno. Non puoi immaginare quanto ci rimanga male. Tu forse ci sei abituato perché, da quando hai posto la Tua tenda in questo mondo, sei divenuto un perenne fuggiasco.
Non mi rassegno peró al fatto che Tu te ne debba andare anche dalla nostra bella Italia. Mi chiedo che cosa saremmo senza di Te. Che cosa ne faremmo di decine di migliaia di chiese vuote, che verrebbero messe in vendita a prezzi stracciati, trasformate in moschee o in discoteche o addirittura rase al suolo per non pagare la tassa sul fabbricato? Che ne sarebbe delle nostre meravigliose opere d'arte, che tutto il mondo ci invidia, dove Tu e Tua Madre siete stati la scintilla che ha acceso il genio di innumerevoli pittori e scultori? Che ne sarebbe della nostra lingua e della nostra letteratura prive dell'anima cristiana che l'ha alimentate, facendo di esse un patrimonio inestimabile dell'umanità? Senza di Te, caro Gesù Bambino, la nostra Italia diventerebbe un cumulo di macerie, un deserto senza vita, infestato da serpenti e da scorpioni. Non te ne andare, Bambino Gesù. Ti diamo la cittadinanza italiana, Ti esentiamo dalle tasse, Ti procuriamo una casa e un lavoro, ma non te ne andare.
Vedo che non Ti lasci convincere. Vuoi qualcosa d'altro. Ho capito, non Ti interessano le nostre cose, ma i nostri cuori. In questo Natale vorresti trovare un posticino nel cuore di ogni italiano. In fondo che cosa ci costa?  Dovremmo solo fare un po' di pulizia, tirare via il marcio, raccogliere la spazzatura e portare tutto in quel luogo benedetto dove  il Tuo amore tutto brucia e consuma. Questo è ció che desideri, ció che chiedi, ció che Ti aspetti da questa Italia che da due millenni ricolmi di doni. Vorresti che mettessimo da parte i pregiudizi, le cattiverie, le guerre che non ci stanchiamo di farTi da ormai da troppo tempo. Che cosa ci abbiamo guadagnato  a mettere al Tuo posto Babbo Natale, a sostituire le pecore con le renne, a chiamare festa d'inverno la Tua venuta in mezzo a noi? Il bilancio è fallimentare. Siamo poveri e disperati. Ritorna Gesù Bambino. Senza di Te siamo perduti. Ti prego, lasciati convincere. Lo so bene che non siamo moltissimi che desiderano la Tua venuta. Anche oggi, come al tempo di Erode, quelli che abitano nei palazzi Ti hanno in antipatia. Lo sanno che Tu sei un rubacuori e sono invidiosi. Ma anche fuori dai palazzi già si preparano a trasformare il Tuo Natale in una festa di carnevale. Cerca di accontentarTi, come già facesti a Betlemme con pochi pastori che Ti adoravano estasiati. Ci saranno anche quest'anno, Te lo promettiamo. Al suono delle campane correremo alla Messa di mezzanotte, perché Tu nasca nel nostro cuore. Prima di chiudere questa letterina, forse un po' impertinente, Ti vorrei ricordare che in Italia c'è il Tuo Vicario, il Vescovo di Roma. È un tipo forte e paterno, pieno di bontà e di misericordia. La gente lo ama e lo ascolta volentieri. Mi ricorda il Tuo padre putativo, San Giuseppe. È un motivo in più perché Tu resti fra noi, in questa Italia che con Te è una Regina, senza di Te una bandiera sgualcita.
Ecco, questa lettera dice tutto quello che vorrei controfirmare anch'io, ció che in cuor mio desidero per me stesso e per le nostre famiglie, vorrei che la leggessero i nostri governanti, e dopo una profonda riflessione capissero che se il popolo italiano, deve fare tanti sacrifici, le rinunce e le privazioni le devono fare anche loro ... e concludo citando una frase celebre di Platone: Voi potete comperare il lavoro di un uomo, la sua esperienza, i suoi consigli. Ma non potrete mai comperare l'entusiasmo, l'iniziativa, la devozione del cuore, della mente, dell'animo. Queste cose le dovete meritare con la vostra lealtà verso di lui'.

Gianni Varetto


Giovedì 2, Gennaio 2014
Puó sembrare la solita frase retorica, ma il Natale è davvero alle porte: Saluzzo si è addobbata a festa, è iniziata, nonostante i tempi che corrono non siano dei migliori, la famigerata corsa ai regali, e tutti sembrano essersi dipinti in viso un sorriso per l'occasione, cercando di mascherare preoccupazioni e tristezza.
Sì, perché la cosiddetta magia del Natale non lascia pressoché nessuno indifferente: l'emozione dell'attesa che tiene alto lo spirito, le luci, i colori, il dire 'Auguri' o 'Buone Feste' anche alle persone che si conoscono appena, ... tutto sembra essere come cosparso di una polverina speciale.
Ma dietro a questo luccichio spesso si nascondono rabbie, invidie, rancori, tristezza, problemi e la crisi che stiamo attraversando non è certo d'aiuto. Pare peró che questo voler ostentare nelle vetrine lusso e ricchezza faccia da corazza, una sorta di amuleto portafortuna.
In realtà la vera magia del Natale è altrove: soffermarsi a guardare il fantastico albero composto dall'asilo Monet di Saluzzo, realizzato con semplici bottiglie verdi di plastica riempie il cuore di tenerezza... Hanno saputo riciclare oggetti che altrimenti sarebbero finiti nella spazzatura e l'effetto raggiunto è davvero splendido, forse, nella loro diversità, più bello degli alberi di Natale grandi e lussuosi che vediamo tutti i giorni nelle vetrine.
Perché sono proprio le piccole cose a rendere tutti i giorni, ed in particolare questo periodo dell'anno migliore, come anche 'l'albero dei desideri', così credo che dovrebbe chiamarsi, che si trova all'ingresso della stazione di Torino Porta Nuova... su ogni piccolo ramo chiunque puó lasciare un messaggio, una letterina al 'Caro Babbo Natale', un augurio nella speranza che lo legga proprio la persona giusta. Le richieste sono anche in diverse lingue e le più svariate, da un nuovo fidanzato, dal desiderio spassionato di alcuni studenti di passare tutti gli esami del 2014, specie quello di Diritto, a chi scrive che il suo Natale sarà migliore se lo vivrà tra gli affetti a lui più cari,... Il tutto riportato su un semplice abete che,nonostante la gente sia di fretta perché altrimenti perde il treno, è sempre circondato da persone e bambini che lo guardano con occhietti sospettosi quanto curiosi.
Con questo piccolo articolo non voglio fare moralismo, ma semplicemente ricordare a tutti, anche ai più delusi ed amareggiati, che c'è sempre qualcosa per cui sorridere, anche solo con gli occhi, specialmente a Natale.

Rossella Pelissero


Giovedì 19, Dicembre 2013


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