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Gentile direttore,
la prima gara per l'assegnazione della gestione degli impianti di risalita di Sampeyre è andata deserta, come era ampiamente prevedibile, previsto e perfino scritto. E la seconda gara- in programma per il 18 dicembre- potrebbe fare la stessa fine. Di certo è singolare che il nuovo bando per l'appalto compaia nell'albo pretorio, sul sito Internet del Comune, martedì 10 dicembre, mentre c'è chi giura che già il giorno precedente, lunedì 9, il plico con i documenti per l'offerta della Sampeyre Turismo era già stato portato negli uffici comunali di piazza della Vittoria. Una tempestività encomiabile, ma che pone certamente qualche interrogativo.
Peraltro, per 'portarsi avanti col lavoro', l'ufficio tecnico di Sampeyre (con determina del geometra Livio Fino), fin dal 10 dicembre, aveva nominato 'direttore d'esercizio'- senza esser certi che si arriverà all''esercizio' - l'ingegner Dario Alberto, ormai un'istituzione per gli impianti di risalita della Val Varaita.
Anche la Sampeyre Turismo sembra essersi portata avanti col lavoro, forse senza aver letto bene il complicatissimo bando che, all'articolo 7 lettera f , impone per i partecipanti che 'tutti i soci non abbiano pendenti contenziosi anche a carattere tributario o debiti diversi con amministrazioni comunali'. Da quel che si è detto, e scritto, la società locale ha di certo un debito con il Comune che, a seconda dei pareri, va dai 15 mila ai 280 mila euro. Comunque ha un contenzioso non solo aperto, ma spalancato. E allora perché partecipare a questa seconda gara? Tanto è ormai chiaro che, per non perdere tutta la stagione invernale, si andrà a trattativa privata e che il nome del gestore è già noto a tutti. Non è invece noto quanto, a consuntivo, costerà ai sampeyresi questa girandola di gare e di assegnazioni.


Post scriptum: Come previsto, se ne va Giuseppe Taddeo, il segretario comunale che rifiutó di firmare il bando di gara andato deserto perché predisposto appositamente a questo risultato. E' il terzo punto all'ordine del giorno del consiglio comunale. Il 2013 si chiude quindi con quattro segretari eliminati dalla seggiovia di Sant'Anna.

Gianni Bisio


Giovedý 19, Dicembre 2013
Il riordino delle autonomie locali sta andando avanti, con mille difficoltà , fra leggi statali e regionali , anche se almeno per i Comuni Montani sembra esserci un percorso 'obbligato ' l'Unione dei Comuni.
Se queste nuove forme associate riusciranno o meno a sostituirsi alle defunte Comunità Montane sarà il futuro a dircelo, per il momento credo sia una soluzione accettabile , che potrebbe anticipare ulteriori trasformazioni come le fusioni.
Avere comuni montani che associano un territorio dove risiedono almeno 3000 persone (o con deroghe anche meno) è il primo importante passo per capire che in futuro , la sopravvivenza di questi territori sarà garantita solo attraverso la cooperazione e la collaborazione.
E impensabile misurarsi con il mondo globalizzato con Comuni autonomi con poche decine di residenti , pensare invece a vasti territori montani con una popolazione congrua che si misurano con il resto del territorio lo considero personalmente fattibile.
La montagna ha innumerevoli risorse (acqua, legno, escursionismo, turismo estivo e invernale ) che se adeguatamente sviluppate potranno creare valore aggiunto economia e investimenti .
Ma questo sviluppo dovrà essere gestito in modo professionale e rispondere alle richieste della domanda dell'oggi.
Sono convinto che questi progetti si concretizzeranno solamente se tutti gli attori presenti sul territorio sapranno 'guardare avanti' e mettersi in gioco, superare le abitudini e le consuetudini, le visioni miopi e campanilistiche.
Questo non significa , come qualcuno puó pensare , ad un annullamento delle realtà esistenti , è semplicemente un percorso diverso capace di valorizzare il singolo (comune, associazione , individuo) e contestualmente garantire che le iniziative ottengano i risultati prefissati.
In uno dei settori strategici per la montagna, ovvero il turismo, la cooperazione sarà fondamentale.
Mi auguro e auspico che anche le associazioni che operano nei vari comuni montani che si occupano di turismo principalmente le Pro Loco ma non solo, sappiano e vogliano , non per legge ma per propria iniziativa seguire l'esempio dei Comuni e mettersi insieme.
Operando da anni nel mondo dell'associazionismo turistico e di promozione sociale , sto constatando che l'eccessiva parcellizzazione porta inevitabilmente a scontrarsi con troppi problemi , che la crisi ha moltiplicato.
Qualsiasi associazione deve fare i conti oggigiorno con la burocrazia, l'aumento degli adempimenti e dei costi, la riduzione dei contributi pubblici, diventerà fondamentale collaborare per evitare che tutti questi problemi affossino l'enorme spirito di sacrificio dei volontari soprattutto delle Pro loco.
Collaborare come dicevo in precedenza non significa (almeno per me) annullamento della singola associazione , ogni Pro loco o gruppo organizzato potrà continuare a operare in autonomia come i singoli Comuni nelle Unioni , ma per alcuni progetti si potrà lavorare insieme.
Si potrà cooperare per il noleggio di strutture e attrezzature, per la pubblicità e la promozione , per la creazione di pacchetti turistici , per 'esportare ' i prodotti tipici fuori dai propri confini.
Esistono già opportunità poco sfruttate come i Consorzi di Pro loco , molto diffusi nel nord-est , attraverso i consorzi si potrebbero creare nuove opportunità , le Pro Loco pur mantenendo il proprio calendario annuale di manifestazioni e appuntamenti, potrebbe consorziarsi per accrescere la loro 'forza' contrattuale , per organizzare eventi in comune , fare investimenti in comune.
Gli anni che verranno saranno estremamente importanti per il territorio della montagna , mi auguro quindi che dove nasceranno le Unioni dei Comuni, si costituiscano anche Unioni di Pro Loco diventando quest'ultime punti di riferimento e certezza per il futuro.



Giuliano Degiovanni Presidente Unpli Cuneo


Giovedý 12, Dicembre 2013
Egr. sig. Giachino
Ho anch'io un invito da farle: diffidi delle generalizzazioni.
Lei non si è risparmiato nessun luogo comune: parla degli amministratori come di parassiti che vivono alle spalle degli altri e non hanno di meglio da fare che complicare la vita ai cittadini. Naturalmente, in quanto appartenenti alla classe politica, non conoscono ció di cui parlano, fanno le cose male e solo per calcoli elettorali, non hanno idea di come si costruisca una rotonda, di cosa sia il codice della strada e fanno cassa aumentando di 10 cts la tariffa minima del parcheggio. Nulla si sa del bottino che si realizzerà con questo aumento! Alla loro prepotenza si accompagna quella dei dipendenti comunali, anche loro occupati a vessare i cittadini. Se è stato vittima di qualche presunta ingiustizia denunci il fatto specifico senza prendersela con onesti e capaci lavoratori. Sul sito web, se preferisce sul bilancio sociale cartaceo del Comune, troverà tutti i dati che le occorrono per documentarsi su come spendiamo il denaro pubblico.
Non avendo la fortuna di conoscerla, le faccio sapere tramite il giornale che Calderoni ed io, al pari degli altri amministratori con i quali mi onoro di fare squadra, siamo cittadini che vivono del loro lavoro; che non percepiscono uno stipendio ma un'indennità di carica (il sindaco percepisce 883,34 Ç netti al mese senza nessun diritto accessorio, tredicesime o vitalizi per capirci); che conoscono la città e hanno l'abitudine di documentarsi prima di agire, anche sul codice della strada; che si muovono su un equilibrio tra entrate (incerte) e uscite (certe) sempre più difficile da mantenere; che ogni loro azione è frutto della mediazione tra interessi contrastanti, perché ogni atto, tanto più se apparentemente banale, come spostare un cassone dei rifiuti, sarà sempre accolto come una opportunità da alcuni e come una penalizzazione da altri.
Lei pensa che se non avessimo risorse limitate e vincoli nella spesa esiteremmo a rifare gli asfalti ogni volta che si presenta la necessità, senza limitarci ai rappezzi? Con l'occasione le rammento che anche i prossimi asfalti si faranno in primavera, nonostante il voto, perché così è da sempre. Non ha sentito parlare di riduzione dei trasferimenti statali, di patto di stabilità (un meccanismo perverso che limita le spese degli enti locali per non aumentare un debito nazionale che altri perpetuano), di aumenti delle tasse locali per trasferimento al governo centrale, di spesa sociale in continua crescita, di sfratti, di disoccupazione?
Forse le sfugge anche che, se sbagliamo, siamo tenuti a pagare in prima persona, rischio che non corre chi si limita a dire cosa sarebbe giusto che gli altri facessero. Cause civili, amministrative, corte dei conti, sono pane quotidiano per chi amministra. Dalle sue parole, dato che ci presenta come assetati di potere e di denaro pubblico, si puó anche presagire qualche reato penale sul modello della cronaca giudiziaria di Torino.Sono certo che, non potendo trovare scontrini che addebitino al pubblico spese personali, anzi non trovando affatto scontrini né ricevute, lei si renderà conto di aver commesso un errore di valutazione.
Due numeri peró glieli devo dare: l'incidentalità stradale negli ultimi 5 anni, grazie al piano complessivo di riassetto della viabilità, si è dimezzata (90 incidenti in centro abitato nel 2007, 46 nel 2012); nonostante la pedonalizzazione di corso Italia i parcheggi totali sono passati in 10 anni da 2800 a 3700, di cui 770 a pagamento, 1 su 5. In proporzione i parcheggi liberi sono aumentati del 31,5%, quelli a pagamento del 35%.
Se poi rivolge l'attenzione allo sforzo per promuovere l'uso della bicicletta in città, al bus urbano, al pedibus; se considera che già oggi le città vivibili sono quelle con più spazi di relazione e un traffico sostenibile e disciplinato; se guarda alla Saluzzo di 10 anni fa, forse sarà meno facile anche per lei sostenere che la nostra occupazione primaria sia quella di scaldare le poltrone. E le verrà più semplice usare un po' di indulgenza per gli errori che fa chi agisce. Buon natale anche a lei.

Paolo Allemano - Sindaco di Saluzzo


Giovedý 5, Dicembre 2013


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