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Preg.mo Direttore
'Corriere di Saluzzo'

Gentile Direttore,
a seguito della pubblicazione, sul suo giornale, di ampie inesattezze nell'articolo 'Mensa assicurata, con contributo', gli Insegnanti del Collegio dei Docenti della Scuola Secondaria di I grado intendono fornire alcune precisazioni.
Ormai da molti anni la Scuola assicura agli studenti il servizio-mensa presso la Ditta Pellegrini, in considerazione del fatto che- con la scelta della settimana breve- l'orario prevede due rientri pomeridiani. L'accompagnamento e la sorveglianza durante il pranzo NON rientrano nei compiti degli Insegnanti, che sono, pertanto, individuati su base volontaria e ricompensati con una cifra esigua ( come, peraltro, ogni compito aggiuntivo alla funzione docente). I Docenti, negli anni, sono sempre stati ampiamente disponibili, al punto che partecipavano anche Colleghi con contratto di lavoro 'part-time' che avrebbero, tranquillamente, potuto evitarlo, proprio in virtù di quanto stabilito dal loro Contratto di lavoro.
Nel corso del tempo, tuttavia, il numero di allievi è cresciuto in modo esponenziale e già negli ultimi due anni scolastici, quando il numero era tra gli 80 e i 90 ragazzi, il servizio-mensa presentava diversi problemi: di sicurezza: a causa dello spostamento di numeri così elevati c'erano schiamazzi, spintoni, sgambetti, campanelli suonati; di igiene: la soglia di rumore nel salone era elevatissima ( se ne lamentavano gli stessi ragazzi), gli ultimi allievi a servirsi avevano una scelta più limitata ed un tempo brevissimo per consumare il pasto, per cui molti, nel pomeriggio, accusavano mal di testa e nausea a causa delle difficoltà di digestione; educativi: era difficile far comprendere loro la necessità di stare seduti, di non sprecare il cibo, di non gettarlo a terra, di non alzarsi e muoversi continuamente. Per tali motivi, fin dalla seduta del Collegio dei Docenti dello scorso mese di Giugno, gli Insegnanti avevano manifestato al Dirigente Scolastico il loro disagio e la indisponibilità a continuare il servizio a tali condizioni. Tale difficoltà è stata presentata, nel mese di Settembre corrente, al Consiglio di Istituto (che, ricordiamo, è composto anche da 8 Rappresentanti dei Genitori ed è presieduto da un Genitore) che l'ha recepita e fatta propria, limitando il numero ed individuando dei criteri di priorità per la fruizione del servizio: utilizzo dello scuolabus, residenza nei Comuni limitrofi o nelle frazioni o in località oltremodo lontane dalla Scuola).
Alla decisione del Consiglio è seguita- paradossalmente- una richiesta ancora superiore a quella dello scorso anno e rivolta, in molti casi, a persone che nulla ne sapevano e ne potevano: il Direttore della Cartiera, i Responsabili della Mensa Pellegrini, il Sindaco, alcuni Assessori o Consiglieri Comunali.
Il Collegio dei Docenti, pertanto, si è nuovamente riunito in seduta straordinaria in data 25/09/2014 ore 15.00: e qui sta la curiosità che il suo giornale- in edicola la mattina dello stesso giorno- riportasse la notizia di una soluzione che ancora non c'era stata ( per evidente mancanza di chi doveva decidere, cioè gli Insegnanti). In realtà, come ci ha riferito il Dirigente Scolastico in quella riunione, dal Comune è giunta notizia di una cifra ( piuttosto modesta) 'una tantum' che sarà versata quale contributo alla Scuola nel prossimo anno solare; non è mai stato promesso personale aggiuntivo ai Docenti (ben vengano!).
La soluzione, decisa dagli Insegnanti, verrà comunicata proprio in questi giorni alle Famiglie e, come si potrà vedere, non corrisponde a quanto sostenuto dall'Amministrazione Comunale.
Tanto si doveva per correttezza nell'informazione
Distinti saluti
Verzuolo, 29-09-2014
Il Collegio dei Docenti
Scuola Secondaria di I grado


Collegio dei Docenti Scuola Secondaria I grado Ver


Lunedì 29, Settembre 2014
Egregio Direttore,
 Ció che non poteva esser dato per probabile - se non altro per un legittimo sentimento di fiducia istituzionale - ma che ragionevolmente si riteneva possibile, è puntualmente capitato.
Se le inchieste sulle allegre gestioni dei rimborsi sono partite dalla Regione Piemonte, ora dobbiamo constatare che il fenomeno sta emergendo un po' ovunque e all'insegna - rispettando la più avanzata par condicio - del trasversale. La valanga giudiziaria che si sta abbattendo sulla classe politica degli enti locali non pare guardare il colore delle casacche.
Una grande tristezza agli occhi di noi cittadini, abituati a tirare la giornata con il lavoro onesto, oberati da tasse e spese che lievitano a causa della crisi, e con la sola consolazione delle prediche sulla necessità di rigore per salvare l'economia, spesso pronunciate da chi le proprie spese se le fa rimborsare dai fondi pubblici.
Ma al peggio, sovente si aggiunge il peggio, ed infatti è sconsolante osservare che se da un lato la magistratura è costretta ad indagare e condannare - e merita tutta la nostra fiducia - dall'altro la classe politica assolve, perdona e conferma. Guardiamo il nostro Piemonte: si conta forse un nome tra le persone coinvolte in 'rimborsopoli' che sia stato sollevato dall'incarico di partito? Quelli usciti di scena (e sono pochi, e vedremo per quanto) sono stati forzati dal giudice o dalla propria volontà, ma nessuna segreteria si è mai sentita in dovere di alzare un dito contro. Questa è la cosa che più ferisce le coscienze oneste.
E' operando in questo modo che si spera di recuperare la perduta fiducia della gente nei partiti?
E' chiedere troppo, pretendere che le persone coinvolte colpevolmente nelle 'allegre spese' siano rimosse dagli incarichi ed escluse dalla vita politica?
 Con i sentimenti di stima


Claudio FM Giordanengo


Giovedì 18, Settembre 2014
Egr. Direttore,
Le inviamo queste poche righe, con preghiera di pubblicazione, in considerazione dell'attualità del tema .
Le Associazioni 'Se Non Ora Quando Cuneo' e ' Mai + Sole' richiamano l'attenzione dei cittadini e della Magistratura sulla necessità di tutelare al meglio i minori e le persone fragili, da abusi.
Si ritiene infatti che la prassi del 'patteggiamento' consenta una troppo facile scappatoia per chi si sia comportato offendendo in modo gravissimo minori od adolescenti con atti di pedofilia o comunque con abusi sessuali.
Tali comportamenti non devono poter fruire di transazioni, nel contesto di una società civile. Nulla puó risarcire un danno tanto grave ed irrecuperabile. Le conseguenze della lesione della dignità della persona in un periodo così delicato della vita sono terribili e comportano rischio per la vita stessa, con possibilità di suicidio o di comportamenti autodistruttivi, quali anoressia, abusi di alcool e di droghe, conseguenti alla difficoltà di riportarsi in un contesto di 'normalità' dopo un danno psico-fisico così brutale.
E' presente una forte perdita di autostima,ma anche di fiducia rispetto agli adulti che non hanno saputo difendere il minore, con conseguente ribellione alla famiglia ed alla scuola,oltre alla rabbia verso chi si è comportato in modo criminale.
Lo strazio di queste vittime ed il danno profondo che deriva per la loro esistenza non puó consentire che il colpevole se la cavi con un patteggiamento, che offende ogni cittadino che crede nello Stato.
Le Associazioni 'SNOQ' e 'Mai + Sole' chiedono perció una forte attenzione e consapevolezza da parte di chi amministra la Giustizia, in merito ai reati di pedofilia e di abusi su minori.


'Se Non Ora Quando' - ' Mai + Sole'


Giovedì 31, Luglio 2014


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