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Gent.mo Direttore,
oggi sono preoccupato più che mai per le riforme che la coppia Renzi-Berlusconi sta cercando di portare a termine, approfittando della compiacenza dell'informazione nazionale. I motivi di preoccupazione sono numerosi e gravi (e non è il caso di indicarli qui tutti): il principale peró sta nel fatto che dietro la generica facciata di 'riforme' (le riforme urgenti sarebbero invero quelle per l'occupazione) si nasconde in realtà la progressiva riduzione/eliminazione dei più elementari diritti del cittadino (v. l'aumento da 50.000 a 250.000 delle firme necessarie perchè i cittadini possano proporre una legge, ma anche l'aumento da 500.000 a 800.000 delle firme necessarie per proporre un referendum): il 'pezzo forte' è comunque la sostanziale e scientifica privazione del diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Se si votasse oggi, dopo la dichiarazione di incostituzionalità del 'porcellum', gli elettori potrebbero scegliere deputati e senatori mettendo la croce sulla lista e scrivendo un nome di preferenza per ciascuna Camera. Se passerà il complesso delle riforme Renzi-Berlusconi i senatori saranno scelti dai consiglieri regionali, cioè da politici e non più dai cittadini, mentre i deputati - a causa delle liste bloccate che Renzi e Berlusconi hanno deciso di ripristinare - saranno scelti dai capi di partito nel momento in cui individueranno il capolista o i primi due in lista in ogni circoscrizione. Sconcertante è come i due Riformatori stiano procedendo risoluti (ciascuno per interessi diversi) nella direzione voluta, senza accettare alcuna discussione nel merito da parte di nessuno (nemmeno da parte di importanti costituzionalisti) e cercando di annientare persino le proprie opposizioni interne. Sto facendo un gran tifo per le opposizioni più risolute, ma ancor di più per quei parlamentari della minoranza del Partito Democratico (Chiti, Mineo, Tocci etc...) che - pur sapendo di rischiare la fine della propria carriera politica, mettendosi contro l'intoccabile Renzi - hanno il coraggio di resistere per salvare gli equilibri delle nostra Costituzione, anche se ho timore di restar deluso anche da loro negli ultimi cento metri del percorso. Spero che, nonostante le vacanze, i cittadini trovino il modo di comprendere ció che sta per accadere. In caso contrario, se oggi vogliamo tenere gli occhi chiusi e solo il giorno in cui torneremo a votare ci accorgeremo che i nostri parlamentari non hanno alcun timore del nostro voto, perchè non avremo più il diritto di esprimere alcuna facoltà di scelta sulle persone che vogliamo eleggere, allora a quel punto ci troveremo con le mani legate, ma avremo ormai perso il diritto di lamentarci!

Antonello Portera - Savigliano


Giovedý 17, Luglio 2014
Gent.mo Direttore,
oggi sono preoccupato più che mai per le riforme che la coppia Renzi-Berlusconi sta cercando di portare a termine, approfittando della compiacenza dell'informazione nazionale.
I motivi di preoccupazione sono numerosi e gravi (e non è il caso di indicarli qui tutti): il principale peró sta nel fatto che dietro la generica facciata di 'riforme' (le riforme urgenti sarebbero invero quelle per l'occupazione) si nasconde in realtà la progressiva riduzione/eliminazione dei più elementari diritti del cittadino (v. l'aumento da 50.000 a 250.000 delle firme necessarie perchè i cittadini possano proporre una legge, ma anche l'aumento da 500.000 a 800.000 delle firme necessarie per proporre un referendum): il 'pezzo forte' è comunque la sostanziale e scientifica privazione del diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Se si votasse oggi, dopo la dichiarazione di incostituzionalità del 'porcellum', gli elettori potrebbero scegliere deputati e senatori mettendo la croce sulla lista e scrivendo un nome di preferenza per ciascuna Camera. Se passerà il complesso delle riforme Renzi-Berlusconi i senatori saranno scelti dai consiglieri regionali, cioè da politici e non più dai cittadini, mentre i deputati - a causa delle liste bloccate che Renzi e Berlusconi hanno deciso di ripristinare - saranno scelti dai capi di partito nel momento in cui individueranno il capolista o i primi due in lista in ogni circoscrizione.
Sconcertante è come i due Riformatori stiano procedendo risoluti (ciascuno per interessi diversi) nella direzione voluta, senza accettare alcuna discussione nel merito da parte di nessuno (nemmeno da parte di importanti costituzionalisti) e cercando di annientare persino le proprie opposizioni interne. Sto facendo un gran tifo per le opposizioni più risolute, ma ancor di più per quei parlamentari della minoranza del Partito Democratico (Chiti, Mineo, Tocci etc...) che - pur sapendo di rischiare la fine della propria carriera politica, mettendosi contro l'intoccabile Renzi - hanno il coraggio di resistere per salvare gli equilibri delle nostra Costituzione, anche se ho timore di restar deluso anche da loro negli ultimi cento metri del percorso.
Spero che, nonostante le vacanze, i cittadini trovino il modo di comprendere ció che sta per accadere. In caso contrario, se oggi vogliamo tenere gli occhi chiusi e solo il giorno in cui torneremo a votare ci accorgeremo che i nostri parlamentari non hanno alcun timore del nostro voto, perchè non avremo più il diritto di esprimere alcuna facoltà di scelta sulle persone che vogliamo eleggere, allora a quel punto ci troveremo con le mani legate, ma avremo ormai perso il diritto di lamentarci!
Antonello Portera - Savigliano

Antonello Portera


Domenica 13, Luglio 2014
L'occasione della 'nuova' provincia diventa momento importante per riflettere su cosa fare, con chi fare e chi decide. Dobbiamo anzitutto interrogarci sul ruolo e sulla rappresentanza dei comuni. Di tutti i comuni.
Chiudiamo quindi una stagione di rappresentanza affidata solamente ai grandi comuni. Mi riferisco al nuovo Senato e ai 21 Sindaci designati in quella sede, e ai 21 eletti nel Consiglio Regionale del territorio provinciale torinese contro i 19 eletti di tutti gli altri territori.
Il nuovo governo provinciale di secondo livello deve vedere rappresentati anche i comuni medio piccoli, cioè coloro che ogni giorno incappano contro assurde norme burocratiche che rendono impossibile amministrare con un organico ridotto il livello più vicino ai cittadini.
Ma di quale autonomia locale parliamo quando invece di rispondere ai cittadini, come sindaco, devi compilare moduli e moduli decisi da un livello superiore? Per non dire dello scellerato patto di stabilità che non ti permette di investire per il bene di tutti i cittadini del paese che rappresenti? Dobbiamo combattere politicamente la linea del rigore per promuovere invece uno sviluppo di qualità del cuneese e non solamente una crescita di quantità. Solo in una dimensione più ampia si puó decidere su viabilità e trasporti, organizzare il turismo, sostenere le attività culturali e valorizzare il territorio, il tutto grazie ad un bilanciamento della rappresentanza.
La nostra 'nuova' provincia dovrà aprirsi, anzi rapportarsi, con Savona, Imperia e Nizza, in una visione di una macroregione europea, dove le Alpi giocano un ruolo cerniera. Insomma una rappresentanza riconosciuta a territori diversi e a tutte le dimensioni locali con particolare attenzione al territorio montano, al pedemontano e recuperando la marginalizzazione del saluzzese. Si potrà così raggiungere l'obiettivo di una provincia che, essendo stata attenta alle varie condizioni comunali, avvia una nuova stagione per il suo vasto ed articolato territorio.



Gian Carlo Panero, Sindaco di Verzuolo


Giovedý 10, Luglio 2014


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