Fermo immagine di Alberto Abbà

Accade tutto nello stesso istante

Due poeti in un cortile recitano le loro opere in un circolo sociale. Qualche sedia occupata e pochi applausi timidi. Un signore dall’aria trasandata si appoggia ad un’auto parcheggiata in strada, fatica a tenersi in piedi, ma non abbandona la birra in bottiglietta verde che stringe nella mano. Un gruppo di studenti ride, urla e fa festa mentre mangia la pizza nel dehors di una pizzeria: il saluto in allegria di un altro fine scuola conquistato. Una ragazza nella sua camera da letto, illuminata in viso dal computer, programma e sogna il nuovo viaggio estivo. Un giovane papà fa il turno di notte in cartiera e spera di mantenere il posto di lavoro. Due mani si stringono forte, nel letto di una camera di ospedale, prima di lasciarsi e dirsi addio. Due occhi si chiudono. Due corpi intrecciati a scambiarsi amore.
Il 13, con poca gente seduta sopra, passa e raschia sui binari. Una ragazza sta sfregando con forza il bancone di un bar. Un’altra sta in piedi all’incrocio fra due vie e poco più in là un ragazzino si guarda attorno con un fare guardingo: entrambi in attesa di qualcuno o di qualcosa. Un telefono suona. Un cane abbaia. Un allarme non smette. Un bimbo piange.
C’è una penna che lascia il segno su un quaderno a quadretti piccoli. Un televisore che si accende, un libro che si chiude. Una bocca che profuma di dentifricio alla menta. Un puntino arancione di sigaretta, si accende a tratti su un balcone. Un semaforo lampeggia, vicino all’insegna di un piccolo negozio di bevande e alimentari aperto tutta notte. In un battere e levare, scorre contemporaneamente vita.