Libera-mente di Fabio Borghino

L'io setta: l'arte della manipolazione psicologica

“La prima cosa da fare sarà assumere il controllo dell’informazione, delle loro comunicazioni e di tutti gli scambi a cui prenderanno parte, affinchè si sentano osservati e provino estrema vergogna di fronte a qualunque critica o esternazione negativa nei nostri confronti. Ci coinvolgeremo nei loro discorsi fingendoci interessati al bene del gruppo e condannando pettegolezzi e chiacchiere capaci di scardinarne l’unità.
Sarà necessario renderli soli ed isolati stordendone le coscienze per mezzo di inutili apparenze perché dal pensiero critico di uno, animato dallo spirito interno di libertà, origina l’influenza sociale e questo potrebbe indebolirci. 
Per raggiungere questo scopo dovremo anzitutto insegnare loro le nostre regole e, quindi, spingerci molto oltre: insegnare ad averne bisogno e premiarne il rispetto o punirne la violazione. Nomineremo responsabili, capi e sottocapi e ne faremo gli amministratori delle nostre regole che, intanto, saranno diventate leggi ed, infine, verità assolute.
Per isolarli ricordate di mantenere il pugno duro riguardo alle loro appartenenze, alla loro storia, alle loro famiglie e alla loro unicità, perché non c’è nulla di più potente di un’emozione che viene da lontano per redimere un uomo. Li allontanerete al più presto da tutto ciò inventandovi la favola dell’indipendenza, dell’emancipazione e della libertà fine a se stessa. Lasciate che si credano liberi e forti; soli, ma consapevoli di poter contare su di noi in ogni momento. Rassicurerete loro dicendo che la nostra saggezza è fondata e che viene dall’alto. 
Si affideranno presto e sarà quello il momento per rinforzare nelle loro coscienze l’eterna lotta degli opposti. Direte che noi siamo il bene, la verità, la bellezza, la sicurezza ed il senso di ogni cosa, a dispetto di una realtà esterna maleodorante di menzogna e perdizione.”
“Come faremo a legarli a noi?”
“Li priverete dell’intimità. Li avvicinerete per gradi ingraziandovi la loro fiducia e invogliandoli a confessarvi i loro segreti più intimi, le loro fragilità e debolezze, i loro trascorsi, con l’intento di liberarsi da pesi esistenziali. Di fronte alle ribellioni queste verità potranno essere usate contro di loro per renderli colpevoli, timorosi e bisognosi della nostra misericordia.
Allora e solo allora li avrete in pugno. Non esisteranno più in quanto uomini, ma automi bisognosi di guida. Sarà la loro fine ed il nostro inizio…”
Siamo così certi che le dinamiche della setta, dei sistemi totalitari e della manipolazione psicologica siano così lontane dalla nostra realtà, dai nostri luoghi di lavoro o di divertimento, dalla banale quotidianità del vivere?
Ci sono strutture di personalità maggiormente a rischio di cadere nei meccanismi di dipendenza sopra citati, ma chiunque, più o meno consapevolmente, può essersi avvicinato a prigioni di questo tipo, o peggio, farne parte senza esserne completamente consapevole. La loro linfa vitale trae giovamento e rinnovamento da una pratica sempre più in disuso nella contemporaneità: quella di farsi domande e non accontentarsi delle risposte… L’arte della ricerca unita alla disciplina del coraggio.