Fermo immagine di Alberto Abbà

Ignoranti noi

Siamo ignoranti si. Non su tutto, ma su molto. È un dato di fatto. Ogni giorno che nasce e che muore ci vede protagonisti in più ambiti e sottoposti a molte sollecitazioni.
Ci arrivano stimoli da amici, colleghi, compagni di viaggio, gente sconosciuta. Da giornali, tv, social network e in generale da ogni luogo dove ci sono persone che parlano. Si spazia dall’attualità alla fantasia. È impossibile essere informati su ogni argomento e a fondo. Presuppone un tempo dedicato non solo ad uso slogan, ma all’impegno di un approfondimento. Cercando e provando a valutare fonti differenti.
È arricchente approfondire con chi ne sa: aiuta a costruirsi un’idea propria. Può anche essere utile sentirsi ignoranti e succede spesso. Fa venire voglia di esserlo un po’ meno. Stimola curiosità di andare a colmare una lacuna o scoprire un mondo che non si conosce. Conosciamo là fuori solo puntini a forma di iceberg in un oceano di contenuti in aumento. 
Sapere dell’esistenza di questi, racconta dell’esistenza di mondi sommersi. 
Il primo passo all’azione potrebbe portare all’immersione. Occorre tuffarsi e bagnarsi un po’. Non bastarsi. Non farsi bastare idee nate e rinchiuse in stanze blindate. Aprire agli altri e ad altro, areare prima e durante il soggiorno. 
Siamo ignoranti perché ignoriamo. Spesso è una scelta. Avere ed esprimere una propria opinione è importante. 
Informarsi è doveroso. Chiedere è lecito. Rispondere è cortesia. 
In molti casi, importante non dimenticarselo mai, il silenzio resta una valida alternativa, a volte la migliore.