Vangelo

15 luglio 2018

Domenica scorsa la liturgia ci mostrava il Cristo come pietra di inciampo per molti. I suoi conterranei sono stupiti dalle Sue parole e dai Suoi gesti. Nella Sua terra non è accolto né riconosciuto, ma criticato e non creduto. Tutto questo lega le mani a Gesù stesso, a Colui che voleva liberare gli uomini da ogni tipo di schiavitù. Ma questa incredulità della gente non lo scoraggia e, proseguendo il Suo cammino, continua ad andare incontro agli uomini, e della compagnia degli uomini si serve per continuare ad annunciare la buona notizia. La pagina evangelica che ascolteremo domenica prossima infatti ci mostra come Gesù condivida con i dodici la Sua missione e a loro affida loro il potere sugli spiriti impuri, e dunque il potere di guarire e di liberare, opere che annunciano la venuta del Regno di Dio. 
Ma contrariamente alla nostra logica, questi discepoli non frequentano corsi di teologia, né percorsi di formazione di comunicazione sociale. L’annuncio del Regno avviene in modo semplice, naturale, spontaneo. Ai dodici Gesù lascia solo poche consegne. Si potrebbero dire tante cose ma mi fermo a considerare solo tre dettagli. 
Innanzitutto un cammino: Gesù invita dunque i Suoi discepoli ad uscire fuori, ed andare a frequentare le strade della gente, non temendone l’incontro. Si parla di viaggio, di case della gente e non si parla di templi o sinagoghe. L’invito che Gesù fa ai suoi è quello di raggiungere  l’uomo lì dove vive. 
Un secondo dettaglio: in questo invio, in questo cammino il discepolo non è inviato da solo, è sempre in compagnia. È interessante quanto l’evangelista Marco annota. Nel riportarci le parole di Gesù, non è detto assolutamente che questi discepoli siano chiamati a predicare la Parola, ma semplicemente ad entrare in quelle case in cui troveranno accoglienza e di farlo in due. La vita comune dei discepoli di Cristo deve essere l’unica vera testimonianza. I discepoli di Gesù si riconoscono dal modo di vivere da redenti e dal modo di volersi bene. Per questo la testimonianza di carità che passa tra i discepoli di Gesù è la forma di testimonianza più grande e convincente. L’amore testimoniato attraverso delle vite, libera, guarisce, rinfranca la speranza nei momenti più difficili. 
Infine un ultimo dettaglio: l’invito a non portare né pane, né sacca, né denaro, quasi a riaffermare che il Regno lo si può annunciare solo nella dinamica di gratuità. Non è annuncio vero se si “comprano” le persone con del pane o del denaro, con qualcosa che solletica l’appetito e che prospetta un guadagno. 
E neppure si entra nelle case e nella vita della gente per riempire le nostre sacche vuote, per colmare i nostri vuoti… il Signore ci mette in guardia da ogni logica di do ut des, di dare e avere. La salvezza è grazia, e l’amore di Dio è per tutti e non può essere posseduto, trattenuto. E la gioia del discepolo è la pienezza di vita dell’incontro con Dio! 
Buona domenica!