Vangelo

Domenica 29 luglio 2018

Il Signore Gesù continua a condurci con  i discepoli in disparte, ma con un occhio sempre attento alla domanda che abita il cuore dell’uomo. 
Il suo sguardo si alza ben al di la delle esigenze del gruppo ristretto dei suoi, come se non ci fosse un “prima i miei”, quelli della “mia casa”, della “mia terra”, della “mia gente”. La sua scelta è per l’uomo, per ogni uomo affamato della sua Parola, forse inconsapevolmente bisognoso di trovare o riprendere una relazione con Dio. 
Così i Suoi occhi si alzano verso l’orizzonte alla ricerca della folla, con lo stesso sguardo di compassione che aveva il padre della parabola del figlio prodigo, quando scrutava gli orizzonti in attesa del ritorno del figlio perduto. 
Come sfamare tutta la folla, che alla ricerca di qualcosa  di vitale che non trova nella propria casa affronta lunghi cammini, rischiando di affrontare caldo, fame, intemperie e difficoltà? Non è forse attuale questa Parola per noi oggi?
Gesù prova compassione per queste folle ma non vuole che sia da solo a provare questi sentimenti. Con la domanda che rivolge ai suoi discepoli, vuole muovere a compassione i suoi che sono oramai abituati alla ricchezza dei doni che Gesù, come buon maestro e pastore dispensa ai suoi. 
La domanda scomoda tutti. Filippo è preoccupato di non avere soldi sufficienti, Andrea trova un ragazzo che ha poco da condividere, e si ferma semplicemente a constatare quanto sia impossibile ciò che il Signore sta loro chiedendo. Tutti concentrati sui loro poveri mezzi, come se dovessero privarsi di qualcosa che non hanno. Ma Gesù invita a far sedere la folla, come per dire che nel prendersi cura degli uomini non bisogna agitarsi, ma semplicemente stare, acquietarsi e non temere di condividere quel poco che si ha. In fondo i discepoli non sono chiamati a condividere ciò che non possiedono ma a mettere ciascuno a disposizione ciò che ha: il ragazzo semplicemente i cinque pani e i due pesci, i discepoli la loro disponibilità a servire quella folla, e il Maestro il suo rendimento di grazie e la sua relazione con Padre… quel poco che si ha, quando non è “solo per se”, ma diviene per un “noi”, basta a saziare ogni fame. 
Credo che questa Parola, oggi, sia più attuale che mai. Spaventati o spinti a spaventarci per una ipotetica minaccia di privazione di beni, rischiamo di chiuderci in noi stessi e a fare “ammuffire” le scorte di capacità e di beni che mettiamo da parte per un possibile “non si sa mai”. 
Invece la Parola di domenica focalizza l’attenzione sui i gesti di Gesù, che l’evangelista Giovanni ci consegna con tre verbi : prendere, rendere grazie, distribuire! Accogliere i doni che il Signore quotidianamente ci offre, fossero anche frutto del nostro lavoro… sono dei doni! Rendere grazie al Signore perché ogni bene viene da Lui. Distribuire quanto si ha e quello che si è, senza riserve… la condivisione troverà nell’amore la sua sorgente inesauribile. 
Buona domenica!