Fermo immagine di Alberto Abbà

Capitale umano

Arrivi in vetta. Il fiato corto, la vista mozzafiato. Il tempo di togliere il caschetto, di ammirare il panorama a 360 gradi in silenzio. Le ore di salita sono alle spalle, restano quelle del rientro. Due signori se ne stanno un poco più in là. Siamo in due anche noi. Un saluto, perché in montagna funziona così. Daniele è trentino ma ormai da 18 anni vive in Abruzzo. Lerio è in pensione e ama camminare. Fra un biscotto e qualche frutto ci raccontiamo in qualche frase. Condividiamo le nostre volontà di percorso. Ci consigliano nomi, vie, paesi. Dove fermarci, cosa vedere. Dove mangiare e cosa.
Luigi invece vive alla base dei monti. Da sempre. Gestisce un piccolo hotel. Vive in una borgata che ormai conta 25 residenti, tutti sopra gli 80 anni. Il lavoro che fatica a riprendersi, il poco aiuto da parte delle istituzioni. I due figli emigrati in Piemonte “ma io preferisco stare qui sui miei monti”. A cena oltre a noi, nessuno. E lui come una sentinella in piedi lì a fianco. Prende le ordinazioni, ci porta i piatti, taglia il pane, mette a livello quadri che non ne hanno bisogno. Cardigan bordeaux, camicia e pantalone grigio. Occhiale grande che fa da filtro ad un pizzico di malinconia. La moglie al mattino ci offre sorrisi e brioche calde.
Peppe invece ci accoglie in un suo appartamento; è di L’Aquila, ci racconta del terremoto e di come si prova a ripartire. Ama camminare, ci consiglia anche lui posti e zone. Ci parla di produttori locali e di ricordi di ragazzo. 
Mimma ci prepara le camere, parla poco ma ci consiglia un posto dove mangiare la sera. Valentino cucina in modo delicato i prodotti locali. È riservato ed elegante. Franchino invece ha una trattoria ed è un vulcano. Tu scegli solo qualcosa, il resto lo decide lui.
E poi una coppia di turisti siciliani su cui non avrei scommesso sul loro passo da vetta e invece mi son sbagliato.
Irina è gentile e in 10 minuti smonta e rimonta una camera su misura. 
Il navigatore dell’auto ci porta in mezzo ad un prato, la soluzione ce la dà una simpatica vecchina sul balcone a cui chiedo indicazioni. 
Erri e Paolo sono fugaci e preziose comparse nel viaggio, per un saluto e un grazie con scatto. 
La compagnia è buona, come sempre.
Navigatori, guide, siti che recensiscono luoghi di visita e locali per dormire e per mangiare. 
Utili certo ma…c’è un capitale umano fatto di nomi e cognomi che resta insuperabile e che ci mette nel racconto, nella condivisione, nel consiglio, quella roba che si chiama anima, nel trasmetterti, spesso anche solo in qualche minuto, una storia, un’esperienza, un ricordo, una tradizione, una vita.