Il fascino dei nostri tesori

C’è un fascino che non sfiorisce nonostante i segni del tempo e l’incuria delle persone. È una bellezza capace di attrarre lo sguardo e la mente. 
Un tesoro che spesso abbiamo vicino a casa, monumenti e angoli che conosciamo a memoria e proprio per questo non riusciamo a dar loro il giusto peso.
È la bellezza di cui tutti noi possiamo godere, ci appartiene, ci inorgoglisce. È il patrimonio culturale di cui l’Italia è ricca, dalle grandi città ai paesi più piccoli, sulle nostre montagne o sperduto nelle pianure.
Dice Piero Angela che con le sue trasmissioni televisive ha portato nella casa degli italiani i più affascinanti siti: “Il patrimonio culturale è il petrolio dell’Italia”. E ancora: “Il mio obiettivo è quello di scuotere gli italiani, che sanno di vivere in un Paese ricco di meraviglie ma non se ne vantano mai”. Insomma viviamo nella “penisola dei tesori”, sempre prendendo a prestito il titolo di uno dei suoi programmi, e non sappiamo valorizzarli.
Tesori che sabato e domenica il Fai, Fondo ambiente italiano, con l’iniziativa “Giornate d’autunno” apre alla visita di chi vorrà immergersi nel fascino delle nostre bellezze. Nel saluzzese i rappresentanti del Fai lo faranno guidando gli spettatori in suggestivi siti della Valle Maira.
La cappella di San Salvatore a Macra, probabilmente il più antico edificio religioso della valle, la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio in borgata Monastero di Dronero, edificio con tracce di un complesso cistercense femminile, la chiesa di San Peyre a Stroppo, isolata dall’abitato lungo la strada che conduce ad Elva, l’Ospedale del Caudano a Stroppo, signorile costruzione medievale destinata ad accogliere i malati di peste della valle.
Quanti conoscono queste meraviglie? Se è vero che la bellezza salverà il mondo, perché non iniziare da qui.
lorenzo francesconi

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