Relazione tra uomo e natura

Non è la prima volta che emerge forte la fragilità del nostro territorio. Il maltempo di questi giorni ha messo in ginocchio regioni come Veneto e Sicilia, dove agli ingenti danni ambientali si sono affiancati i lutti di intere famiglie. Dissesto idrogeologico, eccessiva cementificazione, abusivismo, scarsa cura dell’ambiente, ma anche vuoto di potere di enti come le Province, mancanza di risorse. Molte sono le cause di deterioramento del suolo ed è impressionante la facilità con cui viene violato.
“Dobbiamo riconoscerlo: non abbiamo saputo custodire il creato con responsabilità. La situazione ambientale, a livello globale così come in molti luoghi specifici, non si può considerare soddisfacente. A ragione è emersa la necessità di una rinnovata e sa-na relazione tra l’umanità e il creato, la convinzione che solo una visione dell’uomo autentica e integrale ci permetterà di prenderci meglio cura del nostro pianeta a beneficio della presente e delle future generazioni”. Così Papa Francesco parlava nel messaggio dello scorso 1° settembre in occasione della giornata mondiale di preghiera per la cura del creato.
Qui sta il punto, la priorità è ricreare una forte relazione tra l’uomo e la natura, comprendere che il territorio va curato e non violentato, amato e non sfruttato.
Se pensiamo che queste azioni non ci competano e possano passare sulle nostre teste perché compito solo dei potenti e della politica, non abbiamo compreso i segnali che ci manda la natura e l’urgenza di un cambio di mentalità che non è più rinviabile. 
lorenzo francesconi

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