Questione braccianti: servono soluzioni abitative dignitose

Africani indispensabili

SALUZZO – La questione dei braccianti africani é un problema che riguarda innanzitutto il lavoro che nel Saluzzese, per almeno sei mesi, non manca, come dimostrano i numeri forniti giovedì 31 gennaio nell’incontro “Passi avanti” promosso dal Comune di Saluzzo per tracciare un bilancio della stagione lavorativa e di accoglienza 2018 e gettare le basi di quella che verrà.
1.602 contratti di lavoro registrati dagli addetti al Pas, il dormitorio allestito per la prima volta dal Comune nella ex caserma Filippi al Foro boario (più 170 nelle strutture di accoglienza diffusa in quattro Comuni) testimoniano che il Saluzzese non può fare a meno del lavoro dei braccianti africani. Un dato confermato anche dai dati delle assunzioni forniti da Coldiretti e Confagricoltura che registrano un progressivo aumento negli ultimi tre anni della forza lavoro proveniente dall’Africa subsahariana. «Questi lavoratori sono indispensabili all’economia del territorio – ha detto il segretario provinciale Cgil Davide Masera – servono soluzioni abitative dignitose, non possono dormire per terra».
Ci ha provato quest’anno il Comune con il dormitorio per 368 posti nella ex caserma al Foro boario, una scelta politica coraggiosa del sindaco Calderoni, per mettere fine all’accampamento spontaneo degli anni precedenti sotto il viale e nei pressi del foro boario. Nelle intenzioni dell’Amministrazione saluzzese il dormitorio Pas avrebbe dovuto rappresentare una soluzione-ponte temporanea verso altre sistemazioni, in azienda preferibilmente, o almeno nei paesi sede delle aziende che danno lavoro ai braccianti. Ma la rete di accoglienza diffusa, alla quale hanno aderito solo quattro Comuni, compresa Saluzzo, é piena... di buchi.
s. a.
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