La Verità che fa paura

C’è un preoccupante desiderio di mettere il bavaglio all’informazione, di spegnere l’attuale pluralità giornalistica mettendo a serio rischio la democrazia del nostro paese. “Quando la stampa è libera e ogni uomo in grado di leggere, tutto è sicuro” sosteneva Thomas Jefferson, tra i padri della Costituzione americana. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” recita l’art. 21 della nostra Costituzione. Pensieri e principi che qualcuno vorrebbe sotterrare a favore di un giornalismo svuotato di contenuti, compiacente al potere.
Nel “tesoro” giornalistico presente in Italia c’è anche un patrimonio culturale che in Piemonte trova una delle massime espressioni: è quello dei giornali di ispirazione cattolica. Settimanali e bisettimanali ultra centenari, nati dal desiderio di sacerdoti, laici e diocesi di proporre un giornalismo vicino alla gente, di diffondere cultura e raccontare guardando alla verità dei fatti. Giornali che stanno affrontando la difficile crisi dell’informazione cartacea forti di uno zoccolo duro costituito da migliaia di abbonati. I tagli ai contributi della legge sull’editoria sono uno dei mezzi per mettere il bavaglio a queste voci.
Voci che fanno riferimento alla verità del Vangelo, al rispetto dell’individuo, ai desideri degli ultimi. Perché “la verità vi farà liberi” ha detto Papa Francesco nel ricordare la missione di ogni giornalista.
lorenzo francesconi

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