Giovedì 4 aprile

A Savigliano, presso il Village Art Cafè, si sta svolgendo la mostra personale di Pierantonio Masotti. L’artista, classe 1954, originario di Villafranca Piemonte, inizia appena maggiorenne il proprio percorso nell’arte, dedicandosi principalmente ad esperienze di impronta figurativa. Autodidatta, si avvicina all’informale sperimentando nuove ricerche sia da un punto di vista tecnico che stilistico, quindi decide di cessare improvvisamente la propria attività, e di disfarsi di tutta la sua produzione. 
Ritorna all’arte molti decenni dopo, quando realizza un dipinto per la figlia, come dono per essere diventata avvocato. E da allora ricomincia la sperimentazione, realizzando lavori che evocano i grandi movimenti della Storia dell’Arte, atmosfere o fraseggi che richiamano alla memoria le esperienze di Colombotto Rosso, Modigliani, Klimt ed impostazioni ambientali di gusto casoratiano. 
In esposizione a Savigliano si possono incontrare i suoi ultimi lavori, permeati da atmosfere sospese, in bilico tra ambientazioni noir e universi onirici dal sapore spettrale. Una realtà soffusa e forse evocata, memorie di innocenze perdute, dalle quali emergono volti femminili, mai donne, quanto piuttosto bambole, tristi feticci di universi femminei volutamente omologati, dove la grazia dei lineamenti è distrutta dalla mano dell’artista, dove il ricordo di una bellezza effimera affiora solo dagli sguardi, muti e malinconici. 
Masotti parte dalla fotografia e la decontestualizza, ne aggredisce la superficie e la ricompone dopo averla decolorata, trattata con bitume, oli e gessi, sino ad ottenere cromatismi opachi e biaccosi. Una volta costruiti questi nuovi spazi onirici, spesso stratificati attraverso la tecnica del collage, interviene sui soggetti attraverso una poetica segnica veloce e sicura, dalla quale affiorano nuove narrazioni personalissime. Il suo mondo, sospeso e silente, si popola di gruppi di presenze non identificabili, mute ed allineate, accanto a sguardi di bambine che ci osservano da luoghi imprecisati, tetri ed atemporali, lasciandoci impotenti di fronte a tanta sofferenza. 
Accanto a queste testimonianze, incontriamo composizioni racchiuse in rigidi geometrismi dal sapore retrò, quasi a voler spalancare finestre temporali su cronache quotidiane tratte da fermi immagine, rubati alla video arte degli anni ‘70. Gli scenari dell’artista non si compongono solo d’immagini, segni e cromatismi, ma i dipinti sono un tutt’uno con le cornici ed i vetri che le compongono, talvolta oscurati, talvolta personalizzati attraverso l’inserimento di acetati e specchi. 
Pierantonio Masotti ha partecipato a diverse esposizioni in Italia e all’estero; nel 2015 le sue opere sono apparse sul prestigioso New York Collector’s Book assieme ad un centinaio di artisti internazionali.
 

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