Non alziamo muri

“La Chiesa ha sempre esortato all’amore del proprio popolo, della patria, al rispetto del tesoro delle varie espressioni culturali, degli usi e costumi e dei giusti modi di vivere radicati nei popoli. Nello stesso tempo, la Chiesa ha ammonito le persone, i popoli e i governi riguardo alle deviazioni di questo attaccamento quando verte in esclusione e odio altrui, quando diventa nazionalismo conflittuale che alza muri, anzi addirittura razzismo o antisemitismo. La Chiesa osserva con preoccupazione il riemergere, un po’ dovunque nel mondo, di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune”.
Parole forti con cui Papa Francesco è tornato la scorsa settimana sul tema delle migrazioni, ammonendo a non alzare muri che dividono, che mortificano la dignità delle persone. Il bene comune non è esclusione ma inclusione, fratellanza, amore.
Discorso non a caso pronunciato alla vigilia delle prossime elezione europee. E proprio sul nostro continente ammonisce: “Uno Stato che suscitasse i sentimenti nazionalistici del proprio popolo contro altre nazioni o gruppi di persone verrebbe me-no alla propria missione. Sappiamo dalla storia dove conducono simili deviazioni; penso all’Europa del secolo scorso”.
E prosegue: “Il modo in cui una Nazione accoglie i migranti rivela la sua visione della dignità umana e del suo rapporto con l’umanità. Ogni persona umana è membro dell’umanità e ha la stessa dignità. Quando una persona o una famiglia è costretta a lasciare la propria terra va accolta con umanità. Ho detto più volte che i nostri obblighi verso i migranti si articolano attorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere  e integrare. Il migrante non è una minaccia alla cultura, ai costumi e ai valori della nazione che accoglie”. E su quest’ultimo punto aggiunge: “E anche lui però ha un dovere, quello di integrarsi nella nazione che lo riceve”.
Un appello accorato ad affrontare la sfida delle migrazioni con il cuore, nel rispetto della dignità umana e della pace fra i popoli.
lorenzo francesconi

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