Tessere di un puzzle

Ore 6 del mattino, una lunga fila di biciclette si dirige verso la valle. Sono stagionali che si recano sul posto di lavoro per la raccolta della frutta: chi il posto ce l’ha già, chi speranzoso ne cerca uno. Alcuni si fermano alla fontanella di piazzale di San Lazzaro a riempire una bottiglia, altri fanno una sosta per telefonare.
Incontro un residente di un condominio con vista sul foro boario. È arrabbiato, mi racconta che dal suo balcone osserva ogni giorno quei ragazzi di colore che dormono sotto il viale, avvolti nei cartoni. “Non è vita!”. Certo, non lo è. Presto aprirà il “Pas”, il centro di prima accoglienza stagionale nella ex caserma Filippi. “Ma non cambierà molto”, mi dice. Le colpe? Il comune, il governo, i datori di lavoro, gli altri comuni che non accolgono… ce n’è per tutti.
Sabato, ora di pranzo. Nel cortile della Caritas diocesana è in programma un pranzo, anzi una “tavolata senza muri”, organizzata in 25 città italiane per testimoniare accoglienza e solidarietà verso chi ha bisogno. “No foto” mi chiede un giovane africano che poi mi racconta essere del Burkina Faso. Per la seconda volta è arrivato a Saluzzo, non ha ancora trovato lavoro, ma è sicuro che prima o poi lo troverà. I soldi? Alla famiglia in Africa. Il sogno? Tornare a casa, da quello che oggi definisce un “inferno”.
“Per la raccolta non trovo nessun italiano, senza questi stagionali saremmo in difficoltà”. Un imprenditore agricolo racconta la sua esperienza, tra alcune assunzioni tramite i flussi e quelle a chiamata. Non ha camere per ospitarli, ma versa una quota all’associazione di categoria per i campi dei container. “Sono bravi ragazzi, anche se a volte si montano a vicenda e vogliono decidere”. Provoco: i pagamenti in nero, l’inchiesta sul caporalato, lo sfruttamento? Guarda in basso, un sospiro e ammette: “Non tutto funziona, ma non fate di tutta l’erba marcia un fascio…”.
Quattro tessere dello stesso puzzle, ma i pezzi sembrano non combaciare. Manca una volontà comune di operare, quel desiderio di accogliere, integrare, sostenere che la condizione umana dovrebbe invitare ognuno di noi a mettere in pratica.
lorenzo francesconi
 

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