Essere voce del territorio

Da oggi sono il direttore del “Corriere di Saluzzo”: una grande responsabilità che mi auguro di poter affrontare al meglio. 
Succedo a Lorenzo Francesconi che ha fatto un ottimo lavoro e che continuerà a farlo poiché la sua esperienza e professionalità sono determinanti per la fattura del giornale. 
Giornale che, è bene non dimenticarlo, è edito dalla Diocesi e quindi ringrazio il Vescovo, mons. Cristiano Bodo, per la fiducia che mi ha accordato così come la fondazione san Francesco di Sales e il consiglio di amministrazione della CdS editoriale.
Ritorno al “Corriere” dopo più di cinquant’anni (mezzo secolo!) quando, tredicenne, pubblicai il mio primo articolo, spinto dall’allora professore di religione don Biagio Giraudo.
Onestamente è un’emozione e un forte stimolo il raccontare un territorio molto vasto, ricco di notizie, attività, gente, idee che deve quindi deve avere la giusta ribalta grazie all’impegno di una redazione con giornalisti motivati e attenti e ad una grande rete di collaboratori che sono, di fatto, le voci delle diverse realtà. 
Tutti insieme, con le impiegate e l’agenzia pubblicitaria, siamo dunque coinvolti nel dare vita ad un grande giornale per un grande territorio, con notizie di fatti grandi e piccoli, inchieste, interviste.
Onestamente l’obiettività non esiste: ciascuno ha fortunatamente le proprie idee, il proprio vissuto che deve essere però il filtro per capire ciò che accade. Come in una bella fotografia dalla quale altri potranno trarre commenti e giudizi. Noi siamo cronisti e su questa soglia ci fermiamo certi che i nostri lettori apprezzino il lavoro che affrontiamo con lealtà e onestà.
Tutto qui: i proclami non ci interessano. Ci interessa fabbricare, ogni settimana, un buon giornale che racconti – ma davvero – di noi tutti. 
Buona lettura!
alberto gedda     
 

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